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Un borgo ricco di storia dove scoprire un tesoro inestimabile. Sant’Angelo Muxaro, in provincia di Agrigento pare debba la prima parte del suo nome ad un eremita, Angelo, che nel XII secolo, secondo la tradizione, ha soggiornato in una grotta, che viene detta appunto Grotta di Sant’Angelo o Tomba del Principe.

Un modo diverso di visitare la Sicilia

Sant’Angelo Muxaro non è al centro del turismo in Sicilia nel modo in cui siamo abituati a pensarlo. Mantiene ancora il fascino delle montagne, di quei luoghi sospesi nel tempo, che restano fedeli alla loro vocazione originaria. Un luogo, la valle dei Platani, che nasconde testimonianze uniche. “Poco distante dalle case, nei fianchi del colle sul quale sorge l’abitato, c’è la necropoli dove si trova la ‘Tomba del Principe’ – afferma la guida turistica Marina Di Gristina – . Nella zona ci sono diverse necropoli ma questa tomba è molto significativa”.

veduta delle colline intorno a Sant'Angelo Muxaro
Una veduta delle colline intorno a Sant’Angelo Muxaro. Foto Marina DI Gristina

La guida spiega che si tratta di “testimonianze uniche. Le tombe più antiche sono a pozzetto, ovvero scavate nella roccia. Mentre la Tomba del Principe ha una copertura, detta tholos, ed è preceduta da un dròmos, un corridoio. Qui si celebravano i riti funebri”. In questo tipo di tombe dal corridoio, il dròmos appunto, si arriva poi a un’altra zona della sepoltura, una camera, con un letto in pietra. Si tratta di una delle più grandi dell’epoca protostorica, della tarda età del Bronzo, di chiara ispirazione micenea. Inoltre si trova in un centro oggi poco battuto dalle rotte turistiche”, aggiunge Di Gristina. A Sant’Angelo Muxaro c’è anche un museo multimediale nel centro abitato, che raccoglie reperti del posto tra cui alcune ceramiche tipiche del periodo.

Sant’Angelo Muxaro tra storia e leggenda

Si tratta di percorsi battuti dai micenei “che si fermavano qui accrescendo la conoscenza di un popolo attraverso il viaggio. Un percorso che è sempre stato fondamentale per la Sicilia, snodo e centro del mondo conosciuto dell’antichità – sottolinea la guida -. Un territorio che riserva sempre della sorprese e che è stato ed è teatro di spostamenti attraverso il Mediterraneo. Per motivi legati all’economia, per gli scambi commerciali o per acquisire terreni agricoli. Persone che, come accade anche oggi, si spostavano per migliorare la propria condizione”.

Sant'Angelo Muxaro - esterno della Tomba del Principe
L’esterno della Tomba del Principe. Foto di Marina Di Gristina

Oltre che di storia questo luogo è immerso nel mito. Si narra che in queste terre si sia consumata la leggenda di Dedalo e Icaro. Icaro nel viaggio verso la Sicilia con le sue ali di cera e piume trovò la morte disubbidendo al padre, avvicinandosi troppo al sole. Secondo la leggenda dopo la morte del figlio “Dedalo trovò rifugio dall’ira di Minosse presso il re sicano Kokalos. Quest’ultimo alla fine con uno stratagemma uccise il re di Creta”, racconta la guida.

Turismo esperenziale, immersione totale in questi luoghi

Ma Sant’Angelo Muxaro è anche luogo di un particolare tipo di turismo cosiddetto esperenziale. Ovvero “una guida ambientalista del posto organizza delle visite guidate della zona coinvolgendo la gente del posto – aggiunge Di Gristina  -.  Per far vivere a chi arriva qui un momento di immersione totale nella vita di questi luoghi. Un modo per assaporare chez l’habitant (a casa di chi abita questi luoghi ndr) momenti di condivisione della vita quotidiana”.

Non trascurabile nemmeno il fascino della sua particolare conformazione geologica. “Anticamente la riduzione delle comunicazioni con l’oceano Atlantico fece diventare il Mediterraneo come un’immensa salina – conclude –  creando in queste zone blocchi di gesso e selenite. I banchi di selenite che brillano al sole di queste terre sono una delle tante bellezze da scoprire”.

Sant’Angelo Muxaro, borgo da scoprire tra storia e mito ultima modifica: 2021-07-09T09:00:00+02:00 da Stefania Brusca

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