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Il Duomo di Milano è il simbolo per eccellenza della città. Oltre a essere una delle chiese più belle e più grandi del mondo, esso presenta delle caratteristiche poco conosciute, ma molto interessanti. Si tratta di dieci curiosità tutte da scoprire.  

La più grande cattedrale gotica

Il Duomo di Milano è la più grande cattedrale gotica del mondo e la quinta chiesa più grande. Edificato in marmo, presenta dimensioni spettacolari: 158 metri di lunghezza e 93 metri di larghezza massima, per un totale di oltre 11 mila metri quadrati di superficie. Prima di esso, per dimensioni, troviamo solo la Basilica di S. Pietro a Roma, la Basilica di Nostra Signora di Aparecida in Brasile, la Cattedrale di San Giovanni Divino a New York e la Cattedrale di Siviglia.

Duomo, statue

L’edificio al mondo con il più alto numero di statue

Sulla facciata del Duomo di Milano figurano ben 3.400 statue, più di 135 Gargoyle e 700 figure d’altro genere. Alcune di queste statue sono particolarmente bizzarre. Prima fra tutte quella “horror” che riproduce San Bartolomeo scorticato, uno degli apostoli di Gesù. Il santo, infatti, porta sulle spalle un drappo che non è un mantello, ma la sua stessa pelle, su cui sono visibili muscoli e vasi sanguigni. Altre sculture particolari sono quelle che raffigurano i pugili Primo Carnera ed Erminio Spalla, i demoni del Duomo e la Madonna delle rose, senza una rosa. Un’altra statua rappresenta il temibile drago Tarantasio. Una leggenda narra che, secoli or sono, esso vivesse nelle acque di un lago vicino a Lodi, divorando bambini ed esalando tutt’intorno il suo fiato pestilenziale, finché il prode Umberto, discendente della nobile famiglie dei Visconti, lo affrontò e lo uccise.

Sulla facciata del Duomo di Milano, la gemella della Statua della Libertà

Tra le numerose sculture che campeggiano sulla facciata principale ce n’è una che più delle altre cattura l’attenzione. È “La legge Nuova”, identica alla famosissima Statua della Libertà di New York, ma realizzata oltre settant’anni prima dallo scultore Camillo Pacetti. Pare che fu proprio questa scultura a ispirare l’opera gemella d’oltreoceano, realizzata da Frédéric Auguste Bartholdi.   

La Madonnina e l’alabarda-parafulmine

La statua dorata della Madonnina, opera di Giuseppe Perego, del 1774, è collocata sulla sommità del Duomo e da qui veglia sulla città. Alta 4,16 metri non è solo un simbolo religioso e identitario di Milano, ma protegge la chiesa dai fulmini. L’alabarda che la Madonnina regge con la mano destra è un vero e proprio parafulmine. Durante particolari giornate dell’anno, e in occasione di festività e ricorrenze, essa si fa portatrice della bandiera italiana. Fino alla costruzione del Grattacielo Pirelli, nel 1958, la Madonnina rimase il punto più alto della città. In segno di rispetto verso l’originale, sulla sommità del grattacielo venne posta una copia della statua, poi spostata nel 2010 sulla sommità di Palazzo Lombardia, e nel 2015 sulla Torre Isozaki, oggi l’edificio più alto della città.

Duomo, la facciata

Il Santo chiodo di Cristo

All’interno del Duomo, sull’altare, c’è un punto segnalato con una luce rossa. Qui è custodito un Santo chiodo della croce di Cristo. Ogni anno, nei tre giorni più vicini al 14 settembre, esso viene mostrato ai fedeli calato con la “nivola”, una nuvola appositamente realizzata nel XVI secolo. La devozione del Santo Chiodo nacque nel XIV secolo. Nel 1576, a seguito della peste, l’arcivescovo Carlo Borromeo portò la reliquia in processione per la città e inaugurò il rito della Nivola.

Costruito in mezzo millennio

La costruzione del Duomo iniziò nel 1386 su iniziativa del vescovo Antonio da Saluzzo e procedette fin dall’inizio conformandosi ai dettami del gotico delle cattedrali del nord. Nel 1418 venne consacrata, anche se era completata solo la navata. Per i successivi 200 anni i lavori proseguirono con frequenti lunghe interruzioni. Fu Napoleone a completare la facciata e a far ripartire la costruzione agli inizi del XIX secolo.

Panorama visto dal tetto

La meridiana

Poco distante dall’ingresso principale del Duomo, sul pavimento c’è una lunga linea d’ottone che percorre tutta la larghezza della cattedrale. È una meridiana. Fu costruita nel 1768 dagli astronomi dell’Accademia di Brera. Incredibilmente precisa, essa veniva usata per regolare gli orologi della città. La sua particolarità è la presenza, nelle mattonelle circostanti, di quadrati raffiguranti i segni zodiacali. La meridiana segnala anche il segno del periodo: un raggio di sole viene veicolato all’interno della chiesa attraverso un buco nella volta della prima cappella, e va a illuminare direttamente il segno zodiacale giusto. 

Il tetto calpestabile più esteso del mondo

Il tetto del Duomo è completamente calpestabile. La sua superficie, di ben 8 mila metri quadrati, lo rende il tetto calpestabile più esteso del mondo appartenente a una cattedrale gotica. Le Terrazze del Duomo si trovano a un’altezza compresa tra 65 e 70 metri dal piano stradale e rappresentano un luogo di osservazione ideale. Sono raggiungibili a piedi (salendo 250 gradini) o in ascensore.

La Madonnina e le vetrate

Nelle vetrate del Duomo di Milano, la ricetta del risotto allo zafferano

Le vetrate sono uno dei fiori all’occhiello della cattedrale. Sono in tutto 55, realizzate tra la fine del Trecento e gli anni ’80 del Novecento, riproducono storie della Bibbia. In esse troviamo anche le origini della ricetta del risotto allo zafferano. L’ingrediente chiave di questo piatto era infatti un elemento fondamentale per la creazione delle vetrate. Pare che il garzone del maestro vetraio chiamato a lavorare alle vetrate del Duomo fosse abile a preparare tinte e colori. I brillanti effetti delle sue colorazioni, in particolar modo del giallo, erano dovuti al fatto che il giovane aggiungeva all’impasto lo zafferano.

Costruito con il marmo di Candoglia

Il Duomo di Milano fu costruito con il marmo di Candoglia, un materiale inusuale per la zona e molto costoso. Questo perchè Gian Galeazzo Visconti, Signore di Milano, per dare alla città un’immagine più simile a quella delle città d’Oltralpe, mise a disposizione le cave di Candoglia, di sua proprietà. Le grandi lastre di marmo arrivavano in città con il sigillo Auf che contrassegnava i beni esenti da dazio. AUF era l’acronimo di “Ad Usum Fabricae”, che venne poi usato per riferirsi a qualcosa che si poteva ottenere gratis.

Lo sapevi che: 10 cose che non sapevi sul Duomo di Milano ultima modifica: 2020-11-27T11:00:38+01:00 da Antonietta Malito

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