Il bello dell’arte è che riesce sempre a stupire, anche a distanza di secoli. Ciò è possibile grazie al lavoro degli esperti dell’arte, che nelle opere riescono a trovare dei dettagli e dei riferimenti apparentemente celati lasciati dagli artisti. Una delle ultime più interessanti scoperte in questo senso riguarda la “Madonna Bardi” di Sandro Botticelli (1484/1485), conservata al museo Gemäldegalerie di Berlino. L’esperta d’arte Annalisa di Maria, membro del Consiglio Direttivo del Centro per l’Unesco di Firenze, e specializzata in Leonardo Da Vinci e pittori rinascimentali, nell’analizzare l’opera di Botticelli ha teorizzato che i due santi ritratti ai lati della Vergine (San Giovanni Battista e Giovanni evangelista) sarebbero in realtà i filosofi greci Platone e Aristotele. Analizzando più a fondo l’opera, anche la scena sullo sfondo, ricorda i giardini dedicati al mitico eroe “Academos“, sede dell’Accademia, la scuola fondata da Platone.

Sandro Botticelli e l’Accademia neoplatonica di Firenze

Platone, ebbe una grandissima influenza nella Firenze rinascimentale. Nel 1462, Marsilio Ficino fondò infatti l’Accademia neoplatonica di Firenze, per volere di Cosimo de ‘Medici. Il nipote di quest’ultimo, Lorenzo il Magnifico, celebrava invece ogni anno una festa in onore del filosofo. Inoltre Leonardo Da Vinci, nella copertina del suo “Trattato della pittura” scrisse “Nessuno mi legga se non è matematico, perché io sono sempre nei miei principi”, motto simile a quello dell’Accademia di Platone, ovvero”Non entri nessuno che non conosca la geometria”. Come i suoi contemporanei, anche Sandro Botticelli fu influenzato da Platone e proprio nell’opera “Madonna Bardi” decise di celebrare il grande filosofo e il suo discepolo. Secondo la studiosa Annalisa di Maria, Botticelli in quest’opera volle unire cristianesimo e platonismo, proprio ciò che si proponeva di fare l’Accademia neoplatonica di Firenze.

Botticelli, oltre ad essere un grande pittore, fu infatti anche uno dei maggiori esponenti dell’umanesimo promosso da Lorenzo Il Magnifico. Nelle sue opere era infatti utilizzare simboli e messaggi in codice di cui solo gli studiosi potevano capire il significato. Botticelli inoltre aveva una grande ammirazione per la famiglia Medici. L’artista fiorentino, nell’opera “La Madonna col Bambino e sei santi” (1470) li ritrasse come i santi accanto alla Vergine.

Sandro Botticelli - Madonna col bambino in trono e i santi Giovanni Battista, Maria Maddalena, Francesco, Caterina d’Alessandria, Cosma e Damiano
Sandro Botticelli – Madonna col bambino in trono e i santi Giovanni Battista, Maria Maddalena, Francesco, Caterina d’Alessandria, Cosma e Damiano

Botticelli ha poi incluso i Medici nell’opera “L’Adorazione dei Magi” (1475-1476), insieme ad altri accademici, come Pico Della Mirandola e Angelo Poliziano, entrambi molto legati a Botticelli. Il testo del “Discorso sulla dignità dell’uomo” di Pico della Mirandola si fa sentire nella iconografia della Calluna di Botticelli. In Poliziano, Botticelli incontra l’amico sognato, il poeta dall’anima gemella che lo aiuterà con devozione ed entusiasmo nelle sue creazioni più ambiziose.

Sandro Botticelli - Adorazione dei Magi
Sandro Botticelli – Adorazione dei Magi

L’incontro tra l’umanesimo e il platonismo nella “Madonna Bardi”

L’analisi effettuata sulla “Madonna Bardi”, rivela come gli elementi che compongono l’opera traducano perfettamente i pensieri neoplatonici di Botticelli. L’artista rappresenta la Vergine come una “Madonna Humanitas”, sotto la cui protezione si schierarono i filosofi della scuola platonica della villa medicea dei Careggi. Ciò esprime il desiderio di una riforma della Chiesa alla luce della saggezza universale ereditata dalla tradizione greco-latina e delle verità dei due testamenti. I simboli incorporati nelle decorazioni delle opere di Botticelli sono un’eredità dell’antichità greca, chiave di volta e simbolo architettonico del mondo antico. Il genio di Botticelli, spiega Di Maria, sta nel proprio in questo simbolismo e nei pensieri umanisti trasportati nelle sue opere. Il nuovo linguaggio della mitologia e i riferimenti alla filosofia antica non portavano al rifiuto delle verità della fede cristiana. Botticelli ne era consapevole e perciò volle lasciare traccia di quel sogno degli umanisti nei suoi capolavori.

Scoperti Platone e Aristotele nella «Madonna Bardi» di Botticelli ultima modifica: 2022-02-20T09:00:00+01:00 da Antonello Ciccarello

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