Lo smart working è una realtà sempre più diffusa. Lavorare senza un ufficio, con la libertà di poter girare in ogni parte d’Italia e del mondo, è una prospettiva che fa sempre più gola. Chi lo pratica e non si limita a restare tra le mura di casa, rientra a pieno nella categoria nomadi digitali. Scopriamo quali sono le aree che preferiscono in Italia.

Nomadi digitali al Sud

Durante la pandemia gran parte d’Italia ha sperimentato i vantaggi dello smart working. Alcune professioni possono consentire ai dipendenti di lavorare da casa, senza doversi recare in ufficio. Ciò rappresenta un risparmio economico e, al tempo stesso, dona maggior serenità al lavoratore. Questi lavora in un ambiente sereno e familiare, riuscendo meglio a conciliare vita e lavoro, evitando anche le enormi perdite di tempo nel traffico tra ufficio e casa.

C’è chi all’ufficio ha detto addio da tempo, principalmente grazie al tipo di lavoro che svolge. Operare sul web, in qualsiasi settore, offre questa chance. Vivere nel mondo e lavorare in maniera diversa, come un nomade digitale. Un fenomeno molto diffuso in Italia, che rappresenta il futuro. Il secondo rapporto sul nomadismo digitale nel nostro Paese mostra come il Sud Italia racchiuda le mete preferite per lavorare in serenità e vivere più felici.

Smart Working - Nomadi Digitali

Si può parlare serenamente di south working. Il tutto ha avuto inizio con il ritorno a casa di moltissimi professionisti, una volta ottenuta la chance di poter lavorare da casa. Nessuno, o quasi, vorrebbe abbandonare il Sud Italia dov’è nato, ma l’assenza del lavoro tradizionale complica le cose. Se è però possibile operare sul web, le regole del gioco cambiano. C’è chi decide di restare e chi si sposta da un luogo all’altro, approfittando delle bellezze paesaggistiche e del clima più mite.

Chi sono i nomadi digitali

Il rapporto spiega come i nomadi digitali, ovvero i lavoratori che lavorano da remoto, siano soprattutto donne. La loro età varia dai 25 ai 44 anni. Le regioni del Sud rappresentano la meta preferita del 76% degli intervistati. Questo fenomeno pone però un altro problema, ovvero la necessità dei borghi meridionali (nelle grandi città è già così) di adattare le proprie reti Wi-Fi alle crescenti richieste.

Da precisare una differenza tra nomade digitale e smart worker. I due concetti possono coincidere ma non è sempre così. Nel primo caso si parla di chi lavora e decide di non avere fissa dimora, approfittando del tipo di lavoro svolto per cambiare spesso città, vivendo a pieno la vita. Nel secondo caso, invece, il riferimento è semplicemente a chi può svolgere il proprio lavoro da remoto, il che spesso vuol dire farlo da un ufficio casalingo.

Smart working al Sud. Chi sono i nomadi digitali? ultima modifica: 2022-05-07T09:00:00+02:00 da Luca Incoronato

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