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Pompei non smette mai di stupire. La città romana, distrutta dall’eruzione del Vesuvio nel 79 d.C. è sempre una continua scoperta. Gli ultimi scavi della Regio V hanno infatti riportato alla luce un Termopolio (Thermopolium) in ottime condizioni. Si tratta di una sorta di antico “fast food” all’aperto, dove i pompeiani erano soliti acquistare cibo caldo per strada. Quello della Regio V non è l’unico Termopolio di Pompei. Nel corso degli anni gli archeologi ne hanno recuperati diversi (circa ottanta) ma questo è il primo ad essere rinvenuto in condizioni eccellenti. Questa “bottega” si trova a pochi metri dalla Locanda dei Gladiatori, tra il vicolo della casa delle Nozze d’argento e il vicolo dei Balconi.

Termopolio di Pompei - parte del bancone con l'affresco della Nereide
Foto: © Pompeii – Parco Archeologico (Pagina ufficiale Facebook)

Termopolio di Pompei: un antico fast food di epoca romana

Gli scavi che hanno ridato alla luce questo splendida testimonianza di vita quotidiana d’epoca romana sono iniziati nel 2019. Allora venne scoperta una parte del bancone con l’affresco di una Nereide (ninfa marina) con una cetra che cavalca un ippocampo (creatura mitologica raffigurata come un cavallo con la coda di pesce). Ulteriori scavi hanno poi dato alla luce l’intera struttura, che presenta altri affreschi con nature morte e animali dai colori accesi. Tra questi si notano infatti due oche a testa in giù, un gallo, ma anche un cane al guinzaglio. La struttura, a forma di “L”, presenta anche delle cavità in cui venivano inserite delle anfore di terracotta per tenere il cibo in caldo. Proprio in queste anfore gli archeologi hanno trovato tracce di cibo. Una scoperta straordinaria che permette agli studiosi di analizzare più a fondo le abitudini alimentari dei pompeiani.

Oltre ai resti di cibo, nel Termopolio di Pompei sono state ritrovate le ossa di un piccolo cagnolino accanto al bancone, ma non solo. Gli archeologi hanno trovato anche ossa umane in un letto che si trova nel retro del locale. Secondo le prime ipotesi, queste dovrebbero appartenere ad un uomo sulla cinquantina, morto a causa del crollo del solaio al passaggio della corrente piroclastica. Degli ulteriori resti umani sarebbero stati anche ritrovati all’interno di una grande giara, probabilmente riposte lì da precedenti scavatori (secondo alcuni risalenti al XVII secolo).

Apertura al pubblico del Thermopolium: un regalo di Pasqua per i visitatori

Nonostante il restauro sia ancora in corso, il direttore del Parco Archeologico di Pompei, Massimo Osanna, prevede che questa nuova straordinaria scoperta potrà essere aperta ai turisti già nei prossimi mesi. Come ha dichiarato lo stesso Osanna: “L’idea sarebbe quella di poter rendere visitabile il Termopolio di Pompei a Pasqua, facendo passare i visitatori dalla zona del cantiere di restauro della casa delle Nozze d’Argento, ormai inaccessibile da anni”. Plauso anche da parte del ministro dei Beni Culturali e del Turismo, Dario Franceschini, per la nuova scoperta: “se si fa un lavoro di squadra e ognuno fa la sua parte bene, l’Italia può costruire delle storie di riscatto fantastiche. Pompei insegna che ci sono mille possibilità di questo tipo di storie di riscatto in Italia. È un grande presente e un grande passato”.

Pompei, come altri molti siti in Italia, può dirci molto su chi erano i nostri antenati, dell’epoca in cui hanno vissuto e della società che hanno costruito. L’Italia si conferma ancora una volta uno scrigno di tesori inesplorati, che hanno solo bisogno di essere trovati grazie al lavoro degli archeologi e degli esperti che studiano con dedizione e impegno il nostro passato. Il nuovo Termopolio di Pompei sarà sicuramente una delle attrazioni più importanti dell’area archeologica, sperando che il vaccino contro il Covid-19 sia presto disponibile per tutta la popolazione e ci consenta di tornare a viaggiare e visitare le meraviglie del nostro paese.

Pompei: il termopolio rivede la luce grazie agli scavi ultima modifica: 2020-12-29T09:00:00+01:00 da Antonello Ciccarello

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