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Quando si parla di Triora, sito nell’entroterra della Liguria, in provincia di Imperia, lo si fa, spesso, come del paese delle Streghe. Un insediamento che risale all’epoca dei Romani. La sua rilevanza, però, ha inizio nel XVI secolo. Al tempo, infatti, ebbe inizio una sanguinolenta “caccia alla Stregoneria”. I primi passi vengono mossi nel 1587, quando il territorio venne colpito da una forte carestia. Considerando il clima di Controriforma dominante, non ci volle molto per iniziare a puntare il dito contro la presunta azione del diavolo. La figura demoniaca, e di conseguenza la sciagura, si riteneva fosse stata evocata da alcune donne del luogo.

In breve intervenne la Chiesa, che spedì sul posto Girolamo Del Pozzo, vicario del vescovo di Albenga. Ebbero così inizio gli interrogatori e le donne del luogo vennero prese da un puro terrore. I mezzi dell’Inquisizione erano stati attivati e ben tredici donne vennero catturate e imprigionate. Tanti i supplizi cui vennero sottoposte. Abominevoli torture al fine di ottenere delle confessioni estorte. Tanti i casi noti ma quello emblematico non può che essere quello di Franchetta Borelli.

Triora - interno di un sotterraneo
Triora – Fonte: Facebook Comune di Triora

La strega di Triora

Come detto, la caccia alle streghe condotta a Triora portò alla tortura spietata di tredici donne. Due di queste si tolsero la vita, preferendo il suicidio a quel costante supplizio. Le altre, invece, fecero il nome di Franchetta Borelli. Una strategia meschina e disperata per avere salva la vita, additando lei come la “strega più potente di Triora”.

Una donna di nobili natali, delle cui torture permangono delle testimonianze. Durante le persecuzioni subite, disse agli inquisitori: “Io digrigno i denti ma voi direte che rido”. Fu così riportato, infatti. Nei testi ufficiali si legge: “La donna ride”. Del Pozzo venne in seguito sostituito da Giulio Scribari, celebre per la propria ferocia. L’uomo decise di trasferire le undici prigioniere rimanenti nelle carceri di Genova. L’interrogatorio di Franchetta si svolse presso palazzo Stella. Un processo che si concluse con la morte della donna, sopraggiunta in circostanze misteriose.

Statua della strega a Triora
Statua della strega a Triora – Fonte: Facebook Comune di Triora

Non si hanno notizie certe ma pare non confessò mai alcuna colpa. Dopo 48 ore di supplizi, in preda al totale delirio, iniziò a parlare del vento al di fuori della finestra e del male che avrebbe fatto alle castagne non mature. Pare che, di colpo, si sia gettata da quella finestra, cadendo nel vuoto. Il suo corpo non venne rinvenuto e la credenza popolare vuole che il diavolo l’abbia portata in volo con sé, custodendo la sua anima in eterno.

La casa delle streghe

L’occulto occupa molto spazio nella tradizione locale, al punto che, ancora oggi, il simbolo della città di Triora è Cerbero. Non si può parlare di streghe senza citare quella che viene considerata la loro casa: la Cabotina. Per la gente del luogo era il teatro del sabba, svolto al chiaro di luna.

Tutto ciò non fa che tener vivo il turismo, dal momento che le tragedie del tempo sono divenute fonte di feste ed eventi annuali, che animano la vita del paese. Ma cosa accadde alle altre donne? Non si hanno notizie certe, purtroppo. Si sa soltanto che, tre anni dopo l’arrivo di Scribari, il Parlamento cacciò l’Inquisizione. Le donne del mistero svanirono nel nulla.

Festa popolare a Triora
Festa popolare a Triora – Fonte: Facebook Comune di Triora

Oggi questa vicenda rivive anche grazie al Museo etnografico e della stregoneria, aperto nel 2016, sito all’ingresso del paese. Al suo interno è possibile trovare i documenti dei processi e le ricostruzioni degli interrogatori e delle torture delle streghe. Per tenere viva l’attenzione dei turisti, si è pensato a degli itinerari a tema stregoneria:

  • art: parte dal Museo della stregoneria, attraversa le mura e passa dalla cisterna centrale, dal Palazzo Borelli e non solo, terminando alla Collegiata, con l’oratorio di San Giovanni del 1600
  • curiosity: parte dal castello, scendendo dalla cima del borgo fino a raggiungere il Poggio della croce, tra i luoghi più romantici di Triora, terminando con la cabotina, San Dalmazzo e Palazzo Stella
  • kids: ideale per le famiglie con bambini. Percorso breve che ripercorre luoghi adatti ai più piccoli, seguendo le aree che devono il nome alle presunte streghe

Fonte fotografia in evidenza – Facebook Comune di Triora

Triora, il paese delle streghe: la storia di Franchetta Borelli ultima modifica: 2021-07-10T09:00:00+02:00 da Luca Incoronato

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