Condividi:

VISTI E RI-VISTI

Da Bozzetto a Bocelli e Jovanotti
passando per “Malpelo” Sinner

Fu notte insonne, ma non banale, quella tra il 21 e il 22 giugno 2025: la prima dopo il solstizio della nuova estate. E non soltanto per l’inizio della guerra dei 12 giorni degli Stati Uniti d’America al fianco di Israele contro l’Iran. 

Le onde in modulazione di frequenza della radio portarono all’orecchio, e dunque alla mente e al cuore, le gocce di saggezza di Bruno Bozzetto, classe 1938, lombardo di confine tra Milano e Bergamo, disegnatore, animatore e regista (cinque film di cartoni animati, uno con attori in carne e ossa, uno a tecnica mista). Un genio dell’arte, paria dell’altro fenomeno Piero Angela: nel Quark televisivo sono impresse le impronte indelebili di entrambi.

Bozzetto stupì una volta di più con le parole così come sa fare con il tratto della matita. 

Ecco alcune sue affermazioni modulate sulle frequenze FM: 

“Più conosco le persone, più amo gli animali, che vivono al presente esattamente come i bambini”, perché – si sa – gli uni e gli altri non armeggiano con il passato e non progettano il futuro.

E ancora: “La libertà è un foglio bianco da riempire con i disegni, che altro non sono che righe introno alle idee”. Dev’essere stato così per “West € Soda”, “Tapum” e “VIP”.

Un gigante del pensiero, col cuore che lacrima ancora per la perdita nel settembre del 2024 di Beee-len, ovino domestico: “curiosa, intelligente, affettuosa: per noi sei stata qualcuno”, disse su La Stampa nell’addio riportato dai giornali. 

Bozzetto è d’ispirazione per l’avventura inaugurata con italiani.it, punto d’incontro dei connazionali sparsi nel mondo. Ora mi guardo allo specchio e li vedo tutti idealmente strabordare oltre l’orizzonte della cornice di un quadro riflettente la piattaforma telematica. Li in mezzo ci sono anche Andrea Bocelli e Jannik Sinner: uno artista del pentagramma, l’altro numero uno mondiale del tennis, record storico per uno sportivo verde-bianco-rosso, scivolato nella primavera 2025 sulle bucce di banana dei problemi di crescita professionale.

Sulla via di Wimbledon, il Rosso Malpelo altoatesino emigrato a Montecarlo è scivolato sull’erba tedesca dell’Owl Arena di Halle verso una sconfitta apparsa come l’onda lunga degli inciampi agli Internazionali d’Italia e di Francia. Tutte e due le volte c’erano delle attenuanti: Carlos Alcaraz, la mancanza di ritmo dovuta alla “sosta” di tre mesi per via del doping, la terra battuta, trambusti vari, eccetera, eccetera. Ma che tonfo!

Ad Halle, il kazako Alexandr Bublik ha sbattuto in faccia a Sinner la porta degli ottavi di finale dell’ATP 500 vinto l’anno precedente dall’italiano, che pure allora era alla ricerca della confidenza con l’erba come viatico sulla strada di Londra. 

La città di Halle è nella Renania Settentrionale-Westfalia. Sorge ad un passo da Lipsia, vale a dire laddove la Germania Democratica di un tempo cresceva gli atleti incaricati di determinarne la buona immagine per l’esistenza stessa alla faccia del mondo: atleti straordinariamente chiacchierati al di fuori dai confini di quel Paese dell’Est. 

Atleti – aggiungiamo – che dal 1968 al 1988, dai Giochi di Città di Messico a quelli di Seul, misero insieme il ragguardevole bottino di 500 medaglie olimpiche o giù di lì, di cui 160 d’oro.

Il Sinner di Halle era atleta alle prese con una sorta di catarsi dopo la sconfitta di Roma 2025 e il dovuto inchino-bis ad Alcaraz a Parigi 2025 dove un anno prima era salito in cima al mondo. Il rosso altoatesino rimarrà numero 1 almeno sino a Wimbledon 2025 che si consumerà entro metà luglio tra piccole e medie rivoluzioni del proprio clan, ben conoscendo la determinazione dello spagnolo nel perseguire il proprio sogno. 

E così, il momento in cui Bocelli intona “Polvere e Gloria”, inno intonato in coincidenza con la resa ad Halle per mano del modesto Bublik (se paragonato a Sinner e ad Alcaraz) appare come una sorta di canto purificatore e liberatorio di errori magari non commessi dall’italiano in prima persona, ma comunque perpetrati a macchiare la caroera. Clostebol sì, clostebol no; quel fattaccio andrà per sempre ben oltre la leggerezza dipinta dal clan di Sinner e dai cantori reclutati ad ogni latitudine come un peccato veniale. Così veniale non dev’essere stato se la squadra è stata rimodellata più volte in quattro mesi e spiccioli…

Che cosa dice questa benedetta canzone annunciata con breve videoclip?

“Nelle nostre vite, 

ci saranno sempre molte prime volte.

Tutto ciò che devi fare

è essere te stesso”.

Ne abbiamo fatta di strada e di vita io e te

stretti alle nostre passioni da sempre perché

una linea sottile trasforma la polvere in gloria

e ogni gesto veloce che fa la tua mano è già storia

….

Come una danza infinita che va

la partita è la vita che toglie e che dà

e se un’onda improvvisa ti travolgerà

tu sorridi alla vita e la vita ti sorriderà 

….

Pronto a dare il meglio sempre un po’ di più

per volare ancora un po’ più su

Ed io soffro con te

ed esulto con te

….

Non ti arrendere

…. 

Io conosco il coraggio e la forza che hai

Sarò sempre al tuo fianco

Non arrenderti mai”.

Il titolo è “Polvere e Gloria”. Meglio sarebbe stato scrivere: “Gloria e Polvere” considerata la cronologia dei fatti.

Che ne sarà di Sinner e della canzone?

Del futuro non v’è certezza nonostante la sentenza de “Il Foglio”, che recita impietosamente attraverso parole di Mario Leone: “Dell’esperimento canoro del duo Bocelli-Sinner restano solo polvere e noia. Un singolo pop costruito a tavolino. Un’operazione d’immagine tra cliché motivazionali e noia orchestrale. Poca musica e parecchia confusione sul ruolo del tennista nel progetto”. Impietoso. 

Del resto, Andrea Bocelli è sempre stato personaggio segmentante. Lo ricordo a casa di Ernesto Colnago, a Cambiago, in provincia di Milano, dove sorgeva l’officina dell’artigiano della bicicletta da corsa più conosciuto al mondo.

Si era nell’intervallo di una giornata di lavoro, che non si può certo definire normale. Quel giorno, Ernesto era salito dall’officina all’abitazione. Vincenzina aveva apparecchiato per un piatto di pasta. Anna, lo loro figlia, si era data alla macchia dopo aver messo pane e salame in tavola. Bocelli era accompagnato da Ennio Bongiorni, versiliano e venditore di tutto e di più. Il cantautore ipovedente – che successivamente sarebbe stato vezzeggiato con le candidature a 5 Grammy Award, 6 Latin Grammy e 7 World Award – era alla ricerca di un tandem per pedalare con la compagna Veronica in Toscana e non soltanto. 

Si era prima del 2004 perché quando incontrai Bocelli per la seconda volta – e capitò a Casa Italia dell’Olimpiade australiana di Sydney – quel tandem era stato assemblato e recapitato presso la magione di Lajatico. E si era lontani dalla performance con Zucchero Fornaciari in “Miserere”. Ancora non si era nel periodo dei Mondiali di Ciclismo di Toscana 2013 (Pistoia, Montecatini, Lucca e Firenze) quando da presidente del Comitato Organizzatore bussai alla residenza di Lajatico per implorare una clip destinata a promuovere la kermesse iridata di quell’agosto magico inaugurato – appunto – con Bocelli e chiuso con “Imagine” di John Lennon made in Beatles. Spettacolo su spettacolo! 

Quella terza volta fu ricca di aneddoti di musica, ciclismo e vita di famiglia con la citata Veronica e con i figli Amos, Matteo e Virginia. Ci fu anche un intermezzo poco piacevole con uno dei figli maschi, reo di aver combinato qualcosa di maldestro sul motoscafo ormeggiato nel Tirreno e di conseguenza destinatario di un cazziatone pubblico e senza mezzi termini nonostante la presenza di un estraneo come il sottoscritto alle prese con un caffè niente male offerto dall’intraprendente Veronica.

Ad esser sincero sino in fondo, il mio Bocelli è quello della Versilia e di Sydney e non quello di “Polvere e Gloria”.  Così come Sinner non è quello di Halle e della canzonetta, bensì quello ripresosi sull’erba di Wimbledon in un Super-Lunedì del tennis italiano con tre portacolori (Sinner, Sonego e Cobolli) agli ottavi del torneo piaciuto anche a Jovanotti… ma questa è altra storia: ne scriveremo dai Laghi di Fusine dopo il Bike Concert nell’ambito del No Borders Music Festival. E’ “convocata” anche Manuela Di Centa…

Condividi:

Articoli correlati

ADV SIDEBAR
Torna in alto