L’ottimismo dell’Istat, alla vigilia dell’anno venturo, proietta nella tela di un futuro prossimo, un’Italia pronta a risollevarsi dai torpori della crisi economica. Lo stivale pare pertanto sia in crescita. Secondo quanto riportato da uno nota mensile riguardante i progressi economici del nostro paese. Il settore manifatturiero registra un aumento degli ordinativi del +0,9%, ed un ulteriore miglioramento nella credibilità il mese della vigilia dell’anno nuovo. Questo dato attesta e certifica dunque una ripresa dell’attività economica del nostro paese; così tracciando i contorni per una cornice positiva che possa continuare a raccontare un’Italia che, nei prossimi mesi, potrebbe davvero ricostituire un tessuto sociale che restringa gli aspetti nevralgici delle difficoltà economiche.

Dati Istat: congiuntura imprese

La congiuntura italiana per le imprese, la prodotto industriale non vanta alcuna variazione nel mese d’ottobre, rispetto al mese precedente; diversamente potrà dirsi sul fatturato dell’industria, dove i dati confermano quanto su affermato sulla crescita del settore manifatturiero. Il trimestre Agosto-Ottobre registra una variazione positiva rispetto ai tre mesi precedenti: per il fatturato interno +2,3%; +2,1% per il fatturato estero. Tuttavia, anche Dicembre è stato un mese positivo per il mercato italiano. La credibilità verso le imprese della manifattura, a seguito dei feedback sugli ordini e sull’attesa della produzione, è in crescita.

Mercato del lavoro: crescita nel settore manifatturiero

Il mercato del lavoro, secondo quanto affermato dall’Istat, divide in maniera inversamente proporzionale la tendenza occupazionale nell’industria manifatturiera; e quella del commercio e delle costruzioni. Parrebbe infatti che se nel primo caso pare sia stato avvertito un miglioramento nell’occupazione; vi è stato altresì un calo nei servizi delle costruzioni. Sul prezzario vengono registrati, anche nel settore della produzione di beni di consumo al mercato interno, segnali positivi dalla primavera; in aumento il tasso di incremento su base annua allo +0,4%.

Differenziazione nelle retribuzioni

Il divario esistenti tra dirigente e classe impiegata, tra Nord e Sud, sul piano della retribuzione, resta comunque vasto. Mediamente un manager, secondo quanto affermato dall’Istat, guadagna per quasi quattro volte in più rispetto ai suoi dipendenti sottoposti. Per non parlare della classe imprenditoriale: dirigenti di piccole e grandi imprese. A corroborare questo dato è il notevole privilegio di cui spesso si avvalgono quei dirigenti over 50; imprenditori ai quali viene attribuita una retribuzione oraria del 51,4% in più rispetto a quella dei giovani fino ai 29 anni. Divergenza di salario ulteriore esiste fra dipendenti laureati e diplomati, per cui i primi sembra incassino un salario maggiore per un terzo di quello di un dipendente diplomato; realtà ancor più accentuata nel settore industriale.

Le mansioni che prevedono un prospetto salariale minimo si distribuiscono tra portantini, bidelli, collaboratori domestici e addetti alla polizia. Ricoprire queste posizioni significa percepire retribuzioni salariali basse a tal punto che, se la media dell retribuzioni lorde orarie equivale a circa 14 euro; il 10% delle mansioni occupazionale con retribuzione più vantaggiosa, percepisce circa 13 euro in più, rispetto ad un 10% di lavoratori con retribuzione per definizione più bassa.

Ancora alto il divario retributivo fra donne e uomini: il genere femminile sembra guadagnare il 12,2% in meno rispetto ai loro opposti; divergenza che si accentua al 30,6%, in riferimento a mansioni destinate per chi risponde a requisiti richiesti con una laurea. La Lombardia sale sul podio delle retribuzioni più alte con 15,7 euro orari; diversamente la Puglia, la Basilicata e la Calabria, incoronate regione con prospetto retributivo più basso.

Autore: Carlo Festa

Carlo Festa, laureando presso l’Istituto Musicale Vincenzo Bellini di Catania, dove studia Didattica della Musica. Appassionato di letteratura e musica, ha coniugato le due arti al servizio della sua attività professionale, facendo di sé un discreto cantautore.

Istat afferma: PIL in aumento, l’Italia c’è! ultima modifica: 2017-01-02T20:57:20+00:00 da Carlo Festa