È stato inaugurato lo scorso 20 gennaio a Portici (NA) il nuovo Centro di ricerca sulle tartarughe marine. Il più grande del Mediterraneo e tra quelli più all’avanguardia nel mondo. La sua funzione sarà quella di studiare e monitorare la vita delle tartarughe. Con un occhio rivolto anche al controllo delle acque del Golfo di Napoli.

Un Centro da primato

Realizzato dalla Stazione Zoologica Anton Dohrn, con il contributo della Regione Campania, il nuovo centro di ricerca si inserisce sin da subito tra le eccellenze del settore. Al suo interno è stato infatti allestito un ambulatorio che include una sala operatoria, una sala per le radiografie e diversi laboratori per esaminare i dati raccolti. C’è inoltre un reparto dedicato alla cura e la salvaguardia delle uova e delle tartarughe più piccole. Una struttura che funge da rifugio, ospedale veterinario e centro di studio su questi rettili marini e il loro mondo. Ma anche sul monitoraggio delle acque del Tirreno, grazie a speciali sensori applicati direttamente sulle tartarughe rilasciate. In questo modo gli scienziati potranno tenere sotto controllo la qualità del Mediterraneo, i livelli di inquinamento e seguire costantemente la vita di ogni singolo esemplare. Un centro completo che raccoglie l’eredità del precedente Turtle Point di Bagnoli (NA) chiuso nel 2014.

Tartarughe marine

Tartarughe non solo per scienziati

Oltre ai vari laboratori, la struttura offre esposizioni e percorsi didattici aperti a tutti. Un modo per far conoscere a chiunque vorrà il lavoro degli studiosi e il vasto mondo delle tartarughe marine. Ma anche un’opportunità per creare un legame tra lo stesso centro e il territorio attraverso eventi, visite guidate e moderne sale multimediali presenti al suo interno. Il tutto in linea con i tanti progetti che in questi anni stanno facendo di Napoli la capitale della cultura.

La Stazione Zoologica Anton Dohrn

Inaugurato nel lontano 1874 dal naturalista Anton Dohrn, questo ente di ricerca è tra i più importanti e antichi al mondo. I suoi studi sulla biologia, specialmente in ambito marino, sono di vitale importanza per il panorama scientifico. Soprattutto quelli legati alla vita degli organismi marini e sull’evoluzione del loro habitat.
Nella sede a Chiaia, quartiere di Napoli che affaccia direttamente sul Golfo, vi è ubicato il più antico acquario d’Italia. Acquario voluto dallo stesso Dohrn per assicurarsi le risorse per l’istituto e stimolare nel pubblico l’interesse per gli organismi marini.
Tappa obbligatoria per tutti i biologi, la Stazione Zoologica vanta inoltre un archivio e una biblioteca con quasi 100mila volumi. Articoli, saggi e ricerche dei più importanti studiosi, nonché una raccolta di 180 riviste scientifiche contemporanee.
E dopo la chiusura del centro di Bagnoli, la Stazione Zoologica può tornare ad allargarsi con la nuova struttura a Portici.

Tartarughe Stazione Zoologica
Una foto storica della Stazione Zoologica

Autore: Gabriele Roberti

Laureato in lettere, fa della scrittura, dei racconti e dei viaggi le sue grandi passioni. Ama girare il mondo, soprattutto attraverso il cibo, e scoprire curiosità e aneddoti di ogni paese. Sogna un lungo viaggio in estremo oriente e poter raccontare, a modo suo, le proprie avventure. Scrive per diversi siti e blog, tra cui www.italiani.it, riportando storie e notizie che riguardano gli italiani nel mondo.

Tartarughe marine: a Napoli il Centro di ricerca più grande del Mediterraneo ultima modifica: 2017-02-02T16:23:30+00:00 da Gabriele Roberti

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