“Ho trovato un teatro in splendida forma, fervente, tutto gira come dovrebbe girare”: così il nuovo sovrintendente del Teatro La Fenice di Venezia, Nicola Colabianchi, in occasione della presentazione delle Stagioni Lirica, Balletto e Sinfonica del teatro veneziano. “Voglio salutare – ha aggiunto – chi mi ha preceduto in questo incarico, Fortunato Ortombina, in gran parte autore di questo cartellone. Io sto già lavorando al prossimo e anche per i prossimi cinque anni, con l’idea di riportare in questo teatro, oltre ai classici, titoli che non si vedono da anni. Come La Gioconda, la Francesca da Rimini, I puritani, La forza del destino e molti altri”. Un proposito che il nuovo sovrintendente aveva già anticipato in occasione del suo insediamento e che ha ribadito: “Nell’Ottocento si sono scritte migliaia di opere. Di tutte queste se ne sentono poche”.
“La clemenza di Tito” apre la nuova stagione lirica
Undici i titoli d’opera in cartellone, quattro gli spettacoli di danza e due nuove produzioni Education. Per la sinfonica in programma diciotto concerti compresi il tradizionale Concerto di Natale in Basilica di San Marco e quello di luglio in Piazza San Marco. Si parte il 20 novembre con La clemenza di Tito di Wolfgang Amadeus Mozart in un nuovo allestimento di Paul Curran e con la direzione di Ivor Bolton. Al maestro britannico sarà affidata anche l’apertura della stagione sinfonica il 28 novembre con un programma musicale dedicato a Johannes Brahms. Nuovo allestimento anche per il secondo appuntamento della lirica: Simon Boccanegra di Giuseppe Verdi con la regia di Luca Micheletti e la direzione musicale di Renato Palumbo. A febbraio torna La traviata nell’allestimento ormai consolidato del teatro veneziano, quello che aprì la Fenice ricostruita dopo l’incendio.

E poi a seguire il Vivaldi operistico dell’Ottone in Villa. Il ritorno dopo lunga assenza del Lohengrin di Wagner, una nuova produzione internazionale, con l’opera di Roma e quella di Valencia, regia di Damiano Michieletto e direzione musicale di Markus Stenz. Tra maggio e giugno di scena la Carmen di Bizet, Enrico di Borgogna (titolo di rara esecuzione, per la prima volta a Venezia) di Donizetti, Venere e Adone di Sciarrino, composta per Amburgo nel 2023 e per la prima volta in Italia. Seguiranno titoli dal repertorio più popolare. L’elisir d’amore di Donizetti nel collaudato allestimento targato Fenice e una nuova produzione dei Pagliacci di Leoncavallo (in collaborazione con l’Accademia di Belle Arti di Venezia). Chiusura con il dittico novecentesco composto da The Telephone di Gian Carlo Menotti e Trouble in Thaiti di Leonard Bernstein, un programma accattivante e molto americano.
I quattro appuntamenti dedicati alla danza
Quattro gli spettacoli di danza in cartellone. Lo Schiaccianoci di Pëtr Il’ič Čajkovskij, una mega produzione interpretata da etoils, primi ballerini, solisti e corpo di ballo dell’opera nazionale di Budapest. Martha Graham Dance Company, programma celebrativo per i cento anni della fondazione della Compagnia, tra Italia e Francia. Terzo appuntamento con l’Hamburger Kammerballett, compagnia di danza formata all’indomani dell’invasione russa dell’Ucraina e composta per metà da danzatori ucraini rifugiati in Germania. Dear Son, quarto e ultimo spettacolo di danza, è la storia triste di una madre che commemora la morte del figlio in guerra. Una creazione di Sasha Riva e Simone Repele dell’Hamburg Ballet School.
Attesi debutti e importanti ritorni per la stagione sinfonica
La stagione sinfonica vedrà interessanti debutti quali quello del direttore giapponese Kazuki Yamada, del giovane Vincenzo Milletarì, del direttore greco Constantinos Carydis. Per la prima volta alla Fenice anche Michael Hofstetter. Il direttore d’orchestra tedesco dirigerà un programma di musiche sacre di Vivaldi, Lotti e Pergolesi in occasione della Pasqua 2026. Debutto anche per il direttore e pianista Cornelius Meister. Non mancano prestigiosi ritorni quali quelli dei maestri Markus Stenz, John Axelrod, Ton Koopman. Due le orchestre ospiti: la Kremerata Baltica sotto la direzione del suo fondatore Gidon Kremer e l’Orchestra Giovanile Luigi Cherubini. Quest’ultimo appuntamento segna un importante ritorno al Teatro La Fenice, quello del maestro Riccardo Muti. “Un ritorno – ha sottolineato Colabianchi – che spero sia foriero di altre future occasioni”. Si rinnovano nel 2026 i due momenti top della stagione quali il Concerto di Capodanno e il concerto sinfonico di piena estate in Piazza San Marco. Quello di quest’anno sarà sabato 12 luglio alle 21 con le musiche della Cavalleria Rusticana proposte in forma di concerto. La direzione musicale è affidata a Francesco Saccani che debutta alla testa dell’Orchestra e coro del Teatro La Fenice con il maestro del coro Alfonso Caiani.
Fenice Education: prima assoluta di un’opera sul problema dello scioglimento dei ghiacciai
Per il quattordicesimo anno consecutivo il Teatro La Fenice chiude il bilancio in equilibrio, confermandosi un motore economico in relazione con le realtà produttive veneziane. Con un ottimo rapporto: un euro di fondi pubblici diventano tre euro distribuiti sul territorio. Ma anche un teatro aperto alla città: luogo di incontro, di dibattito, di scambio di opinioni. Lo testimonia anche il grande successo delle ultime stagioni di Fenice Education, i cui progetti hanno un fine di divertimento ma sono portatori anche di un importante messaggio culturale. Rivolto ai bambini e ai genitori, coinvolti dai figli in queste attività grazie al progetto Mamma e papà vi porto IO a teatro.

Il prossimo inverno, in particolare, nell’ambito dell’Olimpiade Culturale Milano Cortina 2026, alla Fenice debutterà in prima assoluta la nuova commissione di opera per ragazzi Piccolo orso e la montagna di ghiaccio, musica di Giovanni Sollima e libretto di Giancarlo De Cataldo. Con il supporto scientifico di Scienze polari del CNR, l’opera vuole sensibilizzare il pubblico giovane sul problema dello scioglimento dei ghiacciai. In programma anche quattro recite de Il piccolo principe (musica di Pierangelo Valtinoni, libretto di Paolo Madron). Un nuovo allestimento nato dalla proficua collaborazione della Fenice con il Conservatorio Benedetto Marcello e l’Accademia di Belle Arti.
Da ultimo, la presentazione della nuova stagione è stata occasione per annunciare l’avvio di una risistemazione del palcoscenico del Teatro la Fenice e di alcuni accessi al teatro. L’intervento verrà a costare circa due milioni di euro. A causa di questi lavori, una parte della programmazione del 2026 si svolgerà al Teatro Malibran. Con anche una disponibilità del Teatro Goldoni nel mese di ottobre 2026.
(foto in evidenza: il sovrintendente Colabianchi presenta la nuova stagione del Teatro la Fenice)