Piatti tipici del Capodanno a Salerno. Il Menù delle Feste
Tra i piatti tipici del Capodanno di Salerno, buoni propositi per il futuro e revisione dell’anno che è stato. Il Cenone di Capodanno è il momento preferito per fare bilanci. ”Mo ci sono le Feste, poi mi metto a dieta”. ”Sarò più buono”. ”Divento vegana”. ”A Gennaio mi iscrivo in palestra, la calza non la voglio!”.
Ma l’ultimo dell’anno è anche una buona occasione per fare un viaggio nella tradizione, non solo personale e prossimo, ma della nostra famiglia e della nostra terra.
Quello che portiamo in tavola alla Vigilia è la memoria di ciò che cucinavano le nostre nonne. Oppure, ”Come lo fa la ‘gnora”. Anche se le pietanze non ci verranno mai buone come le loro, almeno ci proviamo!
Facciamo insieme questo viaggio nel menù del Cenone: i piatti tipici di Capodanno a Salerno e Provincia. Che pressapoco si ripete a quello di Natale e di anno in anno e di generazione in generazione.
A Capodanno, i piatti tipici Capodanno Salerno. Prima il Baccala’ e poi la Mannoia
Insalata di rinforzo
Nient’altro che cavolfiore bollito, papaccelle piccanti e non, olive verdi, cetriolini e giardiniera sott’olio. Magari accompagnata da insalata russa con la mayonese fatta in casa.
Non la fate impazzire e non impazzite neanche voi, con tutte le ore che avrete da passare in cucina.
Scarole imbottite
Un cespo piccolo di scarola cadauno. Lavare e tuffare in acqua bollente per pochi minuti. Così, intera. Riempire con capperi dissalati, olive snocciolate e sminuzzate, uvetta, pinoli, aglio tritato finemente, una manciata di prezzemolo e un cucchiaio di pangrattato. Richiudere le foglie anche aiutandovi con uno spago da cucina. Ungete una pirofila da forno con un filo d’olio, sistemate gli involtini di scarola ben stretti fra di loro. Condite con un filo d’olio. Fate cuocere al forno precedentemente riscaldato per mezz’ora a 180 gradi.
Tra i piatti tipici del Capodanno a Salerno, senz’altro la Minestra maritata di cicoria scarola e «borraccia» (borraggine, erba amara e pelosa)
Broccoli ”di Natale” col limone.
Baccalà alla Salernitana.
Soffriggere cipolla, pomodorini, patate a pezzettoni e tanto tanto prezzemolo. Lasciar cuocere per una mezz’oretta. Controllate che le patate siano ben cotte e il sughetto abbia preso corpo e aggiungete il baccala’ solo a fine cottura. Questo rilascera’ il suo liquido e si sfaldera’ fino a sciogliersi in bocca. Far completare la cottura per altri dieci minuti.
Spaghetto alle vongole in bianco
Una volta le vongole erano ”fujute”. La pasta veniva condita con colatura di alici, prodotto tipico della costiera, o con un sughetto fresco di pomodorini e peperoncino.
Tortino di alici
Può essere anche un riciclo del giorno dopo. Con le alici rimanenti dalla tipica frittura di paranza, si crea un tortino alternando a strati pane raffermo e pomodorini, volendo patate sbollentate a fette. Ripassato in forno a fare la crosticina.
In attesa della mezzanotte, ‘o passatiempo
Un must piatti tipici Capodanno Salerno è il vassoio centrale pieno di tutti i tipi di frutta secca, datteri, fichi secchi e mandarini.
Dolci tipici del periodo natalizio sono paste reali, mustacciuoli, divin amore, susamielli, roccocò, torroni vari e calzoncelli ripieni con crema di castagne e cioccolato.
Le Zeppole cotte o ”scauratielli cilentani”
500 g di farina 00
500 g o ml di acqua (tazza)
un bicchierino di anice
buccia di un limone non trattato
buccia di un arancia non trattata
un rametto di rosmarino fresco
1 pizzico di sale
Per la decorazione
miele o sciroppo di riso q.b.
un cucchiaino di cannella in polvere
scorzetta candita
“Riavulilli”
Mettete sul fuoco acqua, anice, sale e le bucce degli agrumi. Al primo bollore, eliminate le bucce e versate di getto la farina setacciata.
Mescolate con la cucchiarella il composto sul fuoco fino a quando non si staccherà dalle pareti della pentola.
Versate la pasta ottenuta su di un ripiano che avrete preventivamente unto e lavoraratela finchè diventa liscia e omogenea.
Tagliatela a pezzetti e arrotolatela con le mani in modo da ottenere dei bastoncini di circa cm. 15 di lunghezza che si avvolgono su se stessi.
Friggete in abbondante olio bollente, fate assorbire il grasso su carta da pane.
Infine immergete le zeppole nel miele precendemente messo in una pentola sul fuoco a cui avrete unito anice, la buccia di limone e dell’arancia.
Cospargete di confettini colorati, i Riavulilli, e decorate con rosmarino fresco.
Tradizione vuole, che, quando si preparano questi dolci, bisogna chiudersi in casa, altrimenti ”Ammiria da ggente e fa schiuppa”.
Se volete smettere di lamentarvi della crisi, a qualsiasi costo mangerete almeno una cucchiaiata di lenticchie a fine pasto. Prima scaldate con una carota e poi ripassate con uno spicchietto d’aglio e un filo d’olio.
E non dimenticate dodici acini d’uva ai dodici rintocchi della Mezzanotte.
Non solo piatti e riti propiziatori per l’Ultimo dell’anno. Lo sciusciello e la “sciuscella”
La tradizione contadina prevedeva lo ”Sciusciò”, una serenata di buon augurio cantata di casa in casa. Si suonavano strumenti improvvisati, come piatti e pentole, ricevendone in cambio dolciumi e altre cose buone da mangiare. Orchestrine organizzate, che purtroppo oggi non si vedono più in giro. Eppure, restano ancora dei gruppetti che ricordano le filastrocche tipiche, ancora oggi intonate fuori dai negozi e dai bar. Il termine sciusciò vuol dire soffio e si utilizza anche per denominare un altro alimento della tradizione campana, anch’esso consumato nel menu del Capodanno campano, lo sciusciello.
Lo sciusciello è un pane di grano integrale, cotto al forno a legna. Consumato così semplicemente, o farcito. La particolarita’ da cui prende il nome, è che viene cotto facendo un buco sulla superficie, in modo da farlo sbuffare appunto.
A Pellezzano lo trovate tutto l’anno ed è anche protagonista di una famosa sagra. Nella memoria dei salernitani, ai bambini si concedeva un ulteriore dolce, la “sciuscella”.
I frutti del carrubo hanno sapore simile a quello della cioccolata. La forma è allungata e piatta.
Contengono vitamine del gruppo B e vitamina C. E si uava per preparare una tisana calda per il freddo della Vigilia.
Mettete a bollire sul fuoco un litro d’acqua con pezzi di carrube, pezzi i fichi secchi e due metà di arance, spremute grossolanamente e versate con la buccia nell’acqua. Poi aggiungete le foglie di alloro, la cannella, e l’anice stellato o i chiodi di garofano. Fate bollire: più bolle, più viene denso. Appena assunto un colore ambrato spegnete e versare nelle tazze con l’aiuto di un colino.
Se potete, evitate i botti e state attenti ai vostri amici a quattro zampe. Non scendete per la passeggiata nelle ore serali e non li lasciate da soli in casa.