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Ciò che sta accadendo in America in questi giorni fa riflettere. Non solo perché la furia delle violenze accade in un periodo di emergenza sanitaria internazionale, ma anche perché il mondo intero non può far finta di nulla di fronte a tanto odio. La morte di George Floyd, l’uomo di colore ucciso dalla polizia, ha provocato indignazione. E dato il via a numerose proteste in America con il “blacklivesmatter”. Gli Usa dicono no al razzismo e a qualunque forma di discriminazione. Proteste durate gironi, fino a ieri, quando l’America si è fermata per il funerale a Minneapolis del 46 enne afroamericano.

Blacklivesmatter - murales raffigurante George Floyd
Un murales dedicato a George Floyd

La manifestazione in America nasce con il movimento attivista internazionale “Blacklivesmatter”,  le vite nere contano, impegnato contro il razzismo. Ma purtroppo accanto alle manifestazioni pacifiche, in alcune città le proteste hanno provocato violenza. Ben lontane dall’ideale che ha spinto migliaia di persone ad aderire al movimento. E tra i tanti nomi a sostegno delle proteste pacifiche c’è anche quello di un italiano, il musicista Gabriele Ciampi.

Blacklivesmatter, una protesta che sta coinvolgendo il mondo

Floyd è diventato il simbolo della lotta per i diritti degli afroamericani. Quelle parole “I can’t breathe”, non riesco a respirare, estrema richiesta di aiuto prima di morire, sono diventate lo slogan per sensibilizzare l’opinione pubblica su ciò che sta accadendo in America. Uno Stato che si è fermato per l’ultimo saluto al 46 enne, dopo giorni di caos, furia, violenza. A raccontare ciò che sta accadendo negli Stati Uniti è anche il maestro Gabriele Ciampi, direttore d’orchestra compositore e unico italiano in giuria ai Grammy Awards. Lui era a Los Angeles durante gli scontri. Un inferno, ha raccontato.

Blacklivesmatter - foto in bianco e nero del maestro gabriele ciampi
Il maestro Gabriele Ciampi (facebook)

Mi trovavo al mercato principale, tra Firefox e 3rd Street, una delle vie principali, per fare alcuni acquisti – ha spiegato all’Ansa–. Ho notato circa 500 persone sulla strada con cartelli contro l’uccisione di George Floyd in Minnesota. Nel giro di pochi minuti è successo di tutto, saranno arrivate almeno 2 mila persone e la protesta, fino a quel momento pacifica, si è trasformata con estrema violenza.”

L’adesione di Ciampi al movimento blacklivesmatter su invito della famiglia Obama

Ciampi ha allora deciso di sostenere la protesta pacifica che in pochi giorni si è diffusa anche con lo slogan #blacklivesmatter. “Una delle scene che più mi ha scosso – ha detto – è stato vedere gli agenti di polizia che lanciavano lacrimogeni verso persone, non avevo mai assistito a una cosa del genere, fa davvero paura e fa anche riflettere.  Una situazione simile non si verificava dal 1992, ultimo anno in cui venne dichiarato un coprifuoco generale. All’alba la Guardia Nazionale è arrivata anche vicino casa mia, hanno bloccato strade ed autostrade con carri armati e mezzi anti sommossa.”

Blacklivesmatter - persone che protestano
Le proteste in America

A chiedere a Ciampi un suo aiuto a sostegno del movimento Blacklivesmatter è stata la famiglia Obama. “Sono molto legato alla famiglia Obama – ha aggiunto -. E sono orgoglioso di aver ricevuto il loro invito a sostenere l’impegno per la non violenza e l’antirazzismo in America. Portato avanti dalla Obama Foundation. Sostengo il #blacklivesmatter perché, grazie anche al grande impegno della famiglia Obama. Rimane un movimento sociale non violento a sostegno della comunità afro-americana in America. Un movimento in cui, tra le varie arti, la musica ha il compito di educare. La musica abbatte qualsiasi barriera e permette, chiudendo gli occhi, di vedere la luce anche nel buio totale.”

Blacklivesmatter - post della roma dedicato a George Floyd
Il post della squadra della Roma

E in Italia il calcio si ferma, in molti a sostegno del blacklivesmatter

Da alcuni giorni anche il calcio italiano ha lasciato un segno di fronte a ciò che sta colpendo l’America. E’ stato lanciato il #BlackOutTuesday, una giornata per riflettere sul razzismo. In molti hanno postato sui social uno schermo nero, in segno di lutto, una protesta silenziosa a poco più di una settimana dalla morte di Floyd. Tra i calciatori che giocano in Italia Dybala, Matuidi, Bonucci, Douglas Costa, Khedira, De Ligt, Pjanic e Bernardesch. E ancora Eriksen, Candreva, Asamoah, Vecino, De Vrij, Borja Valero, Kessié, Paquetá, Calabria, Musacchio e Leao. Altri come Immobile, Koulibaly, Insigne, Mertens, Milik, Lucas Leiva, Luis Alberto, Rincon, Luca Pellegrini, Petagna, Ribery, Quagliarella, Juan Jesus e Florenzi. E poi l’immagine simbolica sui social della squadra della Roma.

La protesta internazionale continua

E così mentre l’America si è fermata per i funerali di Floyd e l’eco delle proteste ha fatto il giro del mondo, da più parti arriva l’invito alla non violenza. Proteste si ma purché siano pacifiche. In un tempo in cui tutte le nazioni sono in ginocchio per l’emergenza Covid, che fa purtroppo ancora molte vittime, nasce la volontà di stringersi intorno ai manifestanti. E contro ogni discriminazione. Allo stesso tempo a diffondere la cultura della non violenza. Nel ricordo di tanti americani rimasti nel cuore di molti che hanno fatto la storia della difesa dei diritti umani.

Blacklivesmatter. Il maestro Ciampi racconta l’America in ginocchio per George Floyd ultima modifica: 2020-06-05T17:00:00+02:00 da Federica Puglisi

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