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Iscritto tra “i borghi più belli d’Italia”, ottiene il primo posto della “classifica” nel 2007. È questo l’anno in cui Corinaldo, paese nelle Marche in provincia di Ancona, guadagna il prezioso elogio. Una località che offre svariate esperienze. Un concentrato di storia, religione, natura e caratteri rurali.

Borgo medievale di Corinaldo
Centro medievale di Corinaldo, scalinata e pozzo – Foto di Mausemarie CC BY-SA 3.0

Corinaldo: un borgo dai tanti volti

Sembra pensato ad hoc per il turista più insaziabile. Una delle prime cose che salta all’occhio è indubbiamente la cinta muraria. Perfettamente conservata si chiude attorno al centro storico medievale. Passeggiare al suo interno significa riscoprire edifici, piazze, torrioni. Ma anche cogliere la relazione tra storia e spazio circostante. Dal punto più alto della cittadina medievale si apre infatti una prospettiva panoramica sulle campagne dei dintorni. Un’ottima “finestra” per osservare e riflettere sullo sviluppo contadino del territorio.

Veduta paesaggistica dal torrione murario di Corinaldo
Mura di Corinaldo – Foto di Diego Baglieri CC BY-SA 4.0

Una testimonianza della connotazione bucolica è data dall’antico molino Patregnani. Posto poco fuori dall’antico borgo ospita la stanza dell’olio, del vino e della farina. Produzioni tipiche della campagna che hanno favorito l’economia locale. Ma anche il racconto delle attività rurali del luogo. Tornando all’interno della cinta muraria non vanno dimenticati la pinacoteca e la sala dei costumi dove sono ospitate riproduzioni di abiti cinquecenteschi. Ma Corinaldo non si esaurisce di certo qui. A completarlo intervengono ampie aree verdi. Adatte a pic-nic e passeggiate naturalistiche percorribili anche in bicicletta. A tutto ciò si aggiungono altri itinerari storici. Sono le origini romane di cui resta traccia nel sito archeologico di Suasa. Collocato a pochi chilometri da Corinaldo, offre pavimenti in mosaico e la basilica paleocristiana di Santa Maria in Portuno.

E non è finita qui

Le possibilità offerte da Corinaldo sono davvero molteplici! Forse non tutti lo sanno ma questa vivace cittadina fu la terra di Santa Maria Goretti. Qui è visitabile la casa natale della Santa. Una modesta abitazione contadina dagli spazi semplici e spartani. Risalta e acquisisce un notevole significato simbolico la camera da letto con alcuni oggetti di mobilia appartenuti alla famiglia Goretti. Ma Corinaldo riserva anche altre sorprese. Alle già citate attività agricole che disegnano l’ambiente con declivi, colline e filari, si aggiungono le manifestazioni popolari. Frutto dell’intenso passato agreste si intrecciano a leggende e tradizioni. Come quella del “pozzo della polenta” che si incontra lungo la scalinata interna al centro medievale. Qui si può ascoltare la fantasiosa storia del contadino stanco.

Il pozzo della polenta nel borgo medievale di Corinaldo
Pozzo della Polenta, Corinaldo – Foto di Claudio Stanco CC BY-SA 4.0

Sedutosi sul bordo del pozzo per riposare, cadde inavvertitamente al suo interno trascinando con sé il sacco di farina. Come finisce questa vicenda? L’uomo disperato chiese aiuto catturando l’attenzione di diversi passanti. Ed ecco qui un colpo di scena. Il vero protagonista della leggenda non è il contadino bensì il sacco di farina! Affacciati al pozzo le genti del posto notarono come la farina si stesse amalgamando con l’acqua del pozzo. Nasce così la polenta, celebrata ancora oggi attraverso curiose ricorrenze. Come l’eloquente “contesa del pozzo della polenta”. La rievocazione storica della vittoria di Corinaldo sull’esercito di Urbino che nel 1517 aveva occupato la città. Corinaldo è tutto questo. Un luogo in cui si nascondono infiniti percorsi della storia umana. Tenaci costruzioni e rigeneranti paesaggi contaminati dalla laboriosità agricola. Una meta dove soddisfare desideri di conoscenza.

Corinaldo: alla scoperta di uno dei borghi più belli d’Italia ultima modifica: 2020-08-04T09:30:00+02:00 da Sabrina Cernuschi

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