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Questa potrebbe essere davvero la nuova frontiera della diagnosi sul Coronavirus. La ricerca ha permesso di inventare un test particolare. Potrebbe accadere, infatti, di scoprire di avere il Coronavirus come quando si scopre di essere incinta. Nel paradosso di questa affermazione, c’è un fondo di verità. Perché la scienza, in queste settimane di grandi passi in avanti per studiare e sperimentare un vaccino contro il Covid, sta valutando anche questa possibilità. Di cosa stiamo parlando? Di un semplicissimo test rapido salivare, che possa rilevare in brevissimo tempo, proprio come un test di gravidanza, la positività al Covid. Lo studio è tutto italiano, realizzato da due ricercatori, e starebbe dando i primi risultati.

Due ricercatori hanno ideato un test per la diagnosi
Uno dei tamponi per il test contro il Covid

Due ricercatori e i passi in avanti dello studio

Il nuovo strumento di diagnosi è stato realizzato da un’equipe dell’Università dell’Insubria e dell’Asst dei Sette Laghi. L’idea è di Lorenzo Azzi, ricercatore di Odontoiatria, e Mauro Fasano, professore di Biochimica. A coordinare la ricerca il rettore Angelo Tagliabue, professore di Odontostomatologia, e Paolo Grossi, infettivologo. I reagenti e i kit li hanno fatti i laboratori dell’Insubria a Busto Arsizio, con la supervisione della ricercatrice Tiziana Alberio.

Il test dei due ricercatori italiani, ecco come funziona

Il test che, funziona come un semplice tampone, consiste nell’applicare su una piccola striscia di carta assorbente qualche goccia di saliva diluita con una soluzione. Il risultato entro sei minuti. E come un test di gravidanza se si forma una banda il soggetto è negativo; due bande, invece, positivo.

due ricercatori - una provetta
Photo by Vincent Ghilione on Unsplash

La sperimentazione a Varese

I ricercatori hanno condotto la sperimentazione nel laboratorio di Microbiologia diretto da Fausto Sessa all’Ospedale di Circolo di Varese. I campioni di 137 soggetti analizzati dal 16 aprile al 4 maggio. Due i test per la valutazione: molecolare e sperimentale. “Il test rapido è semplice e sicuro da usare – spiega Lorenzo Azzi – e consente di fare uno screening immediato di primo livello della popolazione. Lo scopo è di identificare i soggetti positivi, soprattutto gli asintomatici portatori del virus, da inviare successivamente a eseguire i test diagnostici di riferimento che, basandosi su metodiche molecolari, necessitano del laboratorio con tempi più lunghi di elaborazione”.

I test dei ricercatori per una svolta
Una fialetta sulla positività al Covid

Della produzione si incaricherà la NatrixLab di Reggio Emilia. Serve solo la certificazione e in questo caso i tempi potrebbero essere lunghi. “Il nostro test salivare – rileva Fasano – è così semplice da poter realmente essere utilizzato da chiunque, ma la certificazione per uso autonomo richiede tempi molto lunghi, mentre sono necessari solo 15 giorni per ottenere quella sotto controllo medico. Dunque il test, come quello sierologico, sarà inizialmente gestito da una figura sanitaria, che collabori per esempio con le forze dell’ordine per controlli, oppure con un’azienda che voglia sottoporre i dipendenti all’esame. E speriamo che possa essere messo a disposizione anche dei medici di base”.

Da due giovani ricercatori italiani ecco il tampone per tutti. Risultato in sei minuti! ultima modifica: 2020-05-07T16:00:00+02:00 da Federica Puglisi

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