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La Foresta Umbra, ambiente di grande fascino naturalistico e non solo. Talmente ombrosa da portare questa caratteristica nel nome, umbra, dall’aggettivo latino umber che significa appunta ombroso, cupo. C’è chi vorrebbe far derivare la parola umbra da un antico insediamento dei popoli umbri, ma l’ipotesi più accreditata è probabilmente la prima. In alcuni tratti di questo paradiso naturalistico la luce del sole, anche nelle ore centrali della giornata, filtra faticosamente attraverso i fitti rami degli alberi facendone un ambiente buio, quasi fiabesco.

il bosco della Foresta Umbra

Passeggiando lungo i sentieri di questa grande oasi di verde nella parte nord orientale del promontorio del Gargano, 10.500 ettari di foresta di latifoglie, la più grande d’Europa, non sembrerebbe poi così sorprendente vedere spuntare la punta del cappello di uno gnomo o di un folletto. E non è un caso che a questa antichissima foresta si legata la storia fiabesca di una ninfa trasformata in albero e di un fauno che decise di vivere ai suoi piedi per proteggerla da chiunque volesse farle del male.

Il paradiso dei faggi, rappresentano l’84 per cento delle specie vegetali della Foresta

La riserva naturale della Foresta Umbra è un’area protetta all’interno del Parco Nazionale del Gargano. Con le sue antichissime faggete è diventata dal 2017 patrimonio Unesco per il grande valore biologico e ecologico che rappresenta. E sono proprio i faggi i grandi protagonisti di questo ambiente perché rappresentano l’84 per cento delle specie vegetali presenti. Le faggete vetuste della Foresta Umbra raggiungono un’altezza di 45 metri e possono vivere fino a 350 anni. Sono depositarie quindi di tanta memoria oltre a svolgere un ruolo fondamentale per la tutela dell’ambiente. Hanno infatti la loro capacità di conservare nei propri tessuti, per secoli, una grande quantità di anidride carbonica. Questa loro particolare caratteristica è importantissima per la lotta contro i cambiamenti climatici.

nel folto della Foresta Umbra

Fra le tante faggete, all’interno del Parco si trova la Riserva di Falascone, caratterizzata da faggi ma anche dalla presenza di una grande varietà di specie arboree le cui dimensioni sono davvero eccezionali. Aceri, tigli, carpini, agrifogli e soprattutto alberi di tasso. E tanti animali tipici di questi ambienti, come caprioli, gatti selvatici, faine, ghiri, tassi, ma anche volpi e daini oltre a numerose specie di uccelli. La Foresta Umbra nel suo complesso vanta oltre 2000 specie vegetali. Il Gargano e la Foresta Umbra rappresentano un vero regno della biodiversità con il 40 per cento della flora italiana e il 70 per cento degli uccelli nidificati nel nostro Paese. Di fauna e flora si possono avere informazioni nel piccolo museo naturalistico che si trova dentro la Foresta stessa.

Quando tra i faggi correva il trenino per il trasportare il legname

Da questo angolo del promontorio garganico, che si alza sul livello del mare tra i 400 e gli 800 metri, si può scorgere, nei tratti più aperti e meno immersi nella foresta, una bellissima vista della costa. E quando si raggiunge questo mondo incantato ci si può perdere per l’infinita quantità di sentieri che si addentrano nelle macchie della foresta.

particolare foresta umbra

Che è molto maestosa oggi e che lo era ancora più in passato quando le selve garganiche si estendevano sull’intero promontorio. Da questi territori si ricavava una grande quantità di legname. Ecco uno dei perché della loro progressiva deforestazione. Non a caso dalla fine dell’Ottocento nella Foresta Umbra era stata realizzata una linea ferroviaria per favorire il trasporto dei tronchi dalle aree più interne del Gargano fino alle segherie. Fu utilizzata fino agli Sessanta. Oggi quel che resta dei tracciati è ancora visibile lungo alcuni sentieri.

Da Vico del Gargano a Monte Sant’Angelo attraverso i boschi della Foresta Umbra

Attualmente la Foresta Umbra si estende nei Comuni di Monte Sant’Angelo, Vieste, Vico del Gargano, Carpino, Peschici. Da Vico del Gargano, attraverso i silenzi, le ombre, le splendide radure di questo straordinario polmone verde, si può raggiungere in auto Monte Sant’Angelo, sul lato del promontorio garganico che guarda dall’alto il golfo di Manfredonia. Qui si trova il celebre santuario di San Michele Arcangelo, patrimonio mondiale dell’umanità Unesco, meta di pellegrini fin dal sesto secolo dopo Cristo.

La Foresta Umbra, un paradiso naturalistico nel cuore dell’Italia ultima modifica: 2021-04-14T12:30:00+02:00 da Cristina Campolonghi

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