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Ore di polemiche sui social per il cortometraggio “Calabria, terra Mia” di Gabriele Muccino. Il video, presentato alla Festa del Cinema di Roma, ha letteralmente suscitato una pioggia di critiche. “Dite a Muccino che in Calabria non ci sono più gli asinelli”, “Sinceramente questo video non mi rappresenta”, “Descrive una Calabria dei primi del 900”, “La Calabria non è quella nel video del regista”. “Con tutto il rispetto, la recitazione lascia molto a desiderare”, “Grave errore di un congiuntivo nella prima battuta”, “Nessun cenno sulla cultura, sulle nostre montagne e sui laghi”. E ancora: “Manca la vera tradizione calabrese”, ” Il finocchietto nella soppressata? Mai sentito”, una miriade di commenti, come questi, anima il mondo 2.0 della rete e di tutte le testate giornalistiche del nostro Belpaese.

Dalle associazioni al mondo della politica, una pioggia di critiche

Anche il mondo delle associazioni e della politica scende in campo. Sono diversi, infatti, i messaggi di “critica” nei confronti del cortometraggio “Calabria, terra mia”. Alcuni schieramenti politici pretendono le scuse del regista romano, per aver, a dir loro, creato un forte danno all’immagine della nostra Regione. Alcuni parlamentari ritengono inutilizzabile tale spot pubblicitario e chiedono ai dirigenti regionali di trovare una soluzione in merito alla vicenda.

Nella foto una scena del corto
Una scena del cortometraggio “Calabria, terra mia”.

Calabria, terra mia…

Due guest star da prima pagina, sono Raoul Bova e Rocío Muñoz Morales, i protagonisti del cortometraggio di Gabriele Muccino. Un trama che narra del ritorno per il protagonista, interpretato da Raoul Bova, nei suoi luoghi del cuore, insieme alla sua dolce amata, interpretata dalla Morales. Il bergamotto, l’oro di Reggio Calabria, e il mare risultano essere i contorni di questa storia d’amore. La spiaggia di Capo Vaticano, alcuni paesaggi nei pressi di Tropea, sono queste le principali location che si intravedono nel cortometraggio travolto dalla bufera mediatica.

Gabriele Muccino si difende:  «Dovevo emozionare…»

Nella foto Gabriele Muccino
Nella foto Gabriele Muccino

“Questo cortometraggio non è un reportage, dovevo emozionare”, sono queste le prime dichiarazioni del regista italiano. Non sono mancate le polemiche al vetriolo, sulla pagina Instagram di Gabriele Muccino, sin dal primo pomeriggio di ieri. Una difesa senza precedenti, quella messa in atto, dal regista. Intanto, il mondo della critica boccia sonoramente il lavoro “Calabria, terra mia”. Polemiche anche da alcuni intellettuali del nostro Belpaese che non concedono nemmeno la sufficienza all’ultima fatica di Muccino. Il video di promozione era stato commissionato dalla Regione Calabria al regista romano, per un costo di circa 1,7 milioni di euro.

Gabriele Muccino, il suo cortometraggio divide la Calabria ultima modifica: 2020-10-23T09:19:23+02:00 da Omar Falvo

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