Il Corrierino o Corriere dei Piccoli, ha rappresentato un’eccellenza italiana, dando lustro alla grande tradizione pedagogica italiana, che da Agazzi a Montessori continua ad essere un faro dell’educazione mondiale. Molto richieste sono infatti le scuole all’estero ancora ispirate a quei metodi e modelli nostrani, di un secolo fa! Spesso però gli italiani se lo dimenticano e guardano a modelli distanti, culturalmente e antropologicamente, per spazzare una tradizione che per decenni ha spinto, di generazione in generazione, a problematizzare, una grande virtù nel mondo degli slogan e della meccanizzazione. Diamo per scontata la nostra formazione, che è gratuita e rivolta a tutti, ma se uno esce dall’Europa, si rende conto del patrimonio che essa rappresenta e come i difetti odierni derivino più da “scimmiottamenti” di altri sistemi oltre-oceano, che non dal mantenimento (debitamente aggiornato) di una grande tradizione educativa.

Corriere dei Piccoli - immagine

Oggi il Corriere dei Piccoli compirebbe centodieci anni

Compirebbe 110 anni il Corriere dei Piccoli, fondato da Paola Lombroso, pedagogista figlia del fondatore della Psichiatria Italiana, Cesare Lombroso. Di origine ebraica lombardo-veneta, la 35enne Paola, a inizio secolo, cercava una testata italiana disposta a offrirle organizzazione e professionalità per sviluppare il suo progetto. Incontra sulla sua strada, dopo alcuni rifiuti, il lungimirante Luigi Albertini, direttore del Corriere della Sera. Nel 1908 esce il primo numero. L’idea è di trattare i bambini come persone non inferiori agli adulti, semplicemente su un piano diverso, parallelo, che merita rispetto e dignità assoluti. Il diritto al rispetto e alla dignità, nell’Europa borghese illuminata della Belle Epoque (tragicamente interrotta dalla Grande Guerra) si “incarna” nel diritto ad essere in-formati.

L’informazione è fonte di libertà, emancipazione e cultura. Quindi i bambini vengono a contatto con informazioni scientifiche, storie divertenti e ricreative e spunti di riflessione sulla storia e sull’attualità. Il tutto con tante illustrazioni, che mettono le figure alle notizie dei grandi, come nell’idea dei grandi divulgatori storici dell’epoca: Gombrich e Van Loon. Le fonti provengono dall’analisi delle grandi testate europee dell’epoca, le storie arrivano anche dagli USA, come Topolino.

Corriere dei Piccoli - Cesare Lombroso

La Storia del Corriere dei Piccoli

Con l’avvento del Fascismo Luigi Albertini, che va ricordato anche come storico, esperto di diritto e diplomatico, è costretto ad abbandonare la direzione del Corriere. Nel frattempo nascono diverse imitazioni del Corriere dei Piccoli, da quelle stesse testate che non avevano creduto nell’idea di offrire informazione ai bambini. Il successo è tanto grande, che la fondatrice, dopo quattro anni, lascia la sua creatura e torna a dedicarsi a nuovi progetti pedagogici. Uno di questi sarà la costruzione delle “bibliotechine rurali”, spingendo bambini di città a donare i loro libri a bambini di zone marginali rurali, scarsamente alfabetizzate, permettendo anche ai bambini di città di visitare le campagne, stimolando un grande scambio centro-periferia, cui il modello scolastico italiano deve molto. Dopo la seconda guerra mondiale, il Corriere dei Piccoli godrà di una seconda vita, arrivando fino alle 700.000 tirature degli anni ’70.

Corriere dei Piccoli - Lapide ed epitafio di Paola Lombroso

L’Epilogo del Corriere dei Piccoli e di un certo modo di essere attenti ai più piccoli

Ci scriveranno Dino Buzzati, Italo Calvino, Gianni Rodari (alcune delle loro principali opere trovano sul Corrierino il loro primo spazio per farsi conoscere). La Pimpa di Altan, la cagnolina filosofa che ha accompagnato i bambini degli anni ’80 e ’90, nasce sul Corrierino, per sviluppare poi una lunga vita propria. La grande esperienza del Corriere dei Piccoli si conclude nel 1996, all’alba di un mondo sempre più informato, ma non formato, sempre più complicato ma piatto, con crescente difficoltà a cogliere la complessità e la problematicità.

Corriere dei Piccoli - Pimpa

Un mondo affetto da analfabetismo funzionale e analfabetismo di ritorno, che riguardano vasti strati della popolazione occidentale. I bambini non sono solo piccoli consumatori “facili”, o piccoli “oggetti di culto” da proteggere. La loro coscienza è la coscienza dei cittadini di domani, va ascoltata e accompagnata con attenzione, riguarda tutti. Il problema non si risolve con le telecamere o facili liquidazioni della scuola, bensì con l’attenzione autentica, con libri, cultura ed esperienze. Niente di meno che Federico Fellini, definì il Corrierino sua prima fonte d’ispirazione.

Francesco Bonicelli Verrina

Autore: Francesco Bonicelli Verrina

Nato a Novi Ligure il 9/2/1991. Insegnante di Filosofia e Storia. Studioso e appassionato di storia e letterature dell’Europa centrale e orientale. Ha pubblicato poesie e narrativa: “Della Precarietà” Primo Premio Mario Soldati 2010, “L’ultima bionda”, “Teleki Pal (uno scritto semi-serio) i nazisti obesi e Dubcek”, articoli su Il Foglio, Il Pensiero Storico, Nuova Storia Contemporanea, Studi Ungheresi, Terra Humana, Ungheria News, Nuova Atlantide, Tepee e saggi storici: “Teleki Pal”, “Dubcek. Socialismo dal volto umano”, “Lo strano matrimonio fra l’Unione Sovietica e i militari argentini”, “Le problematiche dei rapporti fra Religioni e Istituzioni nel Commonwealth australiano”, “ICP and the political crisis in Poland”. Laureato in Scienze Storiche e in Scienze Internazionali a Genova, ha vissuto in Russia, Slovacchia, Australia.

Il Corriere dei Piccoli fu fondato nel 1908 ultima modifica: 2018-12-27T09:00:48+02:00 da Francesco Bonicelli Verrina

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