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Aurora Talarico, 19 anni, è un giovane volto del mondo della moda, ma ha già fatto tanta strada. Alta 1 metro e 79, occhi verdi grandi ed espressivi, capelli castani, è talmente bella da sembrare uscita da un dipinto di Botticelli. Il suo esordio in passerella arriva molto presto. Ha soli 15 anni quando Pierpaolo Piccioli, direttore creativo di Valentino, le propone di aprire a Parigi lo show di Haute Couture della maison.

Una carriera in ascesa

Aurora Talarico, da quel momento in poi, sfila per i più grandi nomi della moda: Dolce & Gabbana, Hermes, Etro, Max Mara, Luisa Spagnoli, Alberta Ferretti, Liu Jo, Nina Ricci. Il suo lavoro, in giro per il mondo, le regala anche altre esperienze: gira un video a New York con la modella Gigi Hadid; posa per il noto fotografo Giampaolo Sgura; interpreta una parte in un cortometraggio di Luca Guadagnino.

Famiglia, studi e sogni

Aurora Talarico è nata a Roma, ma vive e studia a Parigi, città d’origine di sua madre Sophie, proprietaria di un negozio di moda vintage. Suo padre, Guido, di origini calabresi, è invece giornalista ed editore. Aurora ha due fratelli: Giulio e Gautier. La sua è una famiglia unita che la segue e la sostiene nelle sue passioni. Nonostante la sua giovane età, Aurora è una ragazza matura, con le idee chiare: il mondo della moda è bello e pieno di fascino, ma i suoi studi devono proseguire. Per lei università e lavoro procedono di pari passo. Studia marketing e ha tanti sogni nel cassetto. Conosciamola meglio attraverso questa intervista, in cui ci parla anche dei suoi luoghi del cuore e, a sorpresa, scopriamo che nel suo cuore c’è un pezzo di Calabria.

Aurora Talarico in versione studentessa

Aurora, tutto è iniziato per gioco, postando alcune foto sul blog di moda di Alessia Marcuzzi. Oggi sfili per le più grandi maison. Lo avresti mai immaginato?

«No, non l’avrei mai immaginato. Ero troppo piccola per immaginare qualcosa di professionale, di “grande”. Però quell’esperienza mi ha insegnato che bisogna sempre provarci, che occorre stare al posto giusto al momento giusto. E farlo senza avere il timore di sbagliare».

Hai debuttato a soli 15 anni, sfilando per Valentino. Cosa ricordi di quell’esperienza?

«Tutto. Ricordo ogni singola persona, ogni luogo. Perché tutto è stato fantastico. Ero poco più che una ragazzina che dalla mattina alla sera è stata catapultata a Parigi al centro della più importante fashion week del mondo. Un sogno, veramente. Ho nel cuore Pierpaolo Piccioli, il direttore creativo di Valentino, perché mi ha visto e mi ha scelta. Poi quegli abiti di alta sartoria da favola. Nel parterre, il Gotha della moda e il jet set internazionale. È stato lì che ho conosciuto anche Valentino Garavani, una vera icona. Appunto: un’esperienza indimenticabile».

Hai anche girato un cortometraggio. Ti piacerebbe lavorare nel mondo del cinema?

«Sì, una piccola parte in “The staggering girl” di Luca Guadagnino, con Julianne Moore e Alba Rohrwacher. Anche quella un’esperienza meravigliosa, così come il video che ho girato ancora per Valentino a New York con Gigi Hadid. Il mio approccio è di non escludere mai nulla a priori, ma per ora mi pare sia sufficiente fare la modella e la studentessa».

Sei nata a Roma, vivi e studi a Parigi, viaggi molto per lavoro. Qual è il luogo a te più caro?

«Roma è la mia città, ci sono nata e cresciuta. Ora vivo a Parigi che, inutile dirlo, è magnifica. Ma amo molto anche i posti dove vado sin da quando ero piccola, come la nostra casa sul mare in Calabria. Lì abbiamo un agriturismo, Contrada Guido (a Sellia Marina, Catanzaro, ndr), che ha fondato mia nonna Aurora. È un posto caro a noi tutti: mio papà lo hanno chiamato Guido ispirandosi proprio al nome di questo piccolo borgo che è della nostra famiglia da generazioni. Ma adoro anche Arcachon, sulla costa atlantica meridionale della Francia. Un posto di grande fascino. È lì che vivono i mei nonni materni Claudine e Bernard».

Ci parli dei tuoi studi?

«Ho fatto tutte le scuole al Liceo francese di Roma, che ci chiama Chateaubriand, e mi sono trovata benissimo. Questo mi ha consentito di avere alle spalle realmente le due culture della mia famiglia. Lì ho preso il mio Bac (maturità ndr), poi, due anni fa mi sono iscritta alla IFA (International Fashion Accademy) di Parigi, al corso di laurea in marketing, che finirò a giugno del 2022, nei tre anni canonici. Poi spero di poter fare un master».

Aurora sorridente

Cos’hai ereditato dai tuoi genitori?

«Papà ha viaggiato tantissimo per lavoro e per piacere. Ha vissuto anche all’estero e negli ultimi anni va spesso in Africa. La stessa cosa ha fatto mamma, che poi ha finito per lasciare la Francia e venire a vivere a Roma. Papà è molto attaccato alle sue radici (guai a chi gli tocca Contrada Guido!) ed è letteralmente pazzo di Roma. Dal canto suo, mamma è francese nel midollo. Ma sono realmente aperti e so che potrebbero vivere ovunque. E questo è forse il regalo più grande che hanno fatto a noi figli. Ci hanno trasmesso il gusto del viaggiare, infatti lo fanno tanto anche i miei fratelli Giulio e Gautier. Ci hanno fatto capire il valore delle diversità, ci hanno abituato all’idea che si può vivere bene dappertutto».

Hai mai pensato di diventare giornalista, come tuo padre?

«No, francamente al momento non ci penso. È un lavoro che per farlo bene bisogna prepararsi tanto. Io per ora mi sto concentrando su altro. Ma, come dicevo prima, non escludo mai nulla a priori».

Aurora

In una società come quella attuale, in cui predomina l’apparenza, che importanza dai all’essere?

«L’apparenza conta. Dice molto della propria personalità. Ha a che fare con la bellezza ma anche con il decoro. Ma non è l’aspetto più importante di una persona. L’apparenza senza la sostanza può produrre effetti negativi. Insomma, curarsi, vestirsi bene, giocare con gli outfit è divertente, per molti addirittura molto importante. Ma su tutto deve sempre prevalere la qualità della persona, il suo essere, appunto».

Che persona è Aurora Talarico?

«Mi dicono tutti che sono quella di sempre. Penso sia vero. Provo ad essere gentile, seria, curiosa, diligente, a volte un po’ lunatica e forse anche un po’ permalosa. Ma alla fine mi considero una che, come tante altre, prova a fare bene il suo dovere con un po’ di allegria. Nella vita privata ho le mie amiche che mi porto dietro dalle scuole elementari, sempre le stesse, un fidanzato da due anni. Insomma, nel lavoro sono pronta a cambiare ma nella vita privata sono molto più stabile».

Chi sono i tuoi modelli?

«Mamma e papà sono due bei modelli. Sono molto presenti nelle nostre vite, ci stimolano e ci ispirano. Oltre a loro sono sempre attratta da quelle persone che riescono nel loro intento, piccolo o grande che sia. Ecco, a me piacciono quelle persone che qualunque lavoro facciano provano a farlo al loro meglio».

Cos’altro sogni per il tuo futuro?

«In anni di pandemia, la salute è ancora di più un tema al quale stare attenti. Sono stati due anni orrendi e il sogno è di tornare presto alla normalità, liberi di potersi riabbracciare e salutare come facevamo prima, liberi di potersi rincontrare ai cinema, ai teatri, ai concerti. Il sogno più personale è di andare avanti, di continuare a lavorare nel mondo della moda prima come modella e poi un giorno come manager. Anche in questo settore c’è ancora poca parità di genere. Ecco, forse il vero sogno è questo: da grande diventare top manager di una grande maison».

(Foto: Aurora Talarico Pagina Facebook)

Intervista ad Aurora Talarico, la “Venere” italiana della moda ultima modifica: 2021-05-07T20:10:00+02:00 da Antonietta Malito
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