I primi bombardamenti sono arrivati anche a Odessa, dal mare. Nonostante ciò, sulla spiaggia gli abitanti di questa importante città dell’Ucraina del sud continuano a riempire infiniti sacchi di sabbia. E mentre lavorano, come ha riferito un corrispondente di guerra italiano, cantano. Canti e preghiere si sentono anche alla stazione, tra il suono delle sirene di allarme e i profughi in partenza. Sono immagini tanto belle quanto forti. Belle come questa conosciuta città ucraina affacciata sul Mar Nero. Strategicamente molto rilevante, e famosa per la sua storia, per i commerci, per il suo essere sempre stata città cosmopolita, incrocio di culture diverse. Fra queste anche quella italiana.

Un napoletano alla corte di Caterina la Grande, José de Ribas e la fondazione di Odessa

A cominciare dal fatto che Odessa è stata fondata proprio da un italiano. Era infatti il 1794 quando ebbe inizio la storia della città, voluta dall’impero russo (che aveva sottratto questa zona all’impero ottomano) grazie all’ufficiale della Marina Napoletana José de Ribas. Era figlio di un nobile spagnolo e di una donna di origini irlandesi ma era nato a Napoli ed era al servizio di un principe russo, Grigorij Aleksandrovič Potëmkin, molto vicino a Caterina II di Russia. L’italiano José de Ribas intuì l’importanza della posizione strategica di quel porto sul Mar Nero. Ne fece una città che crebbe rapidamente anche grazie al consenso di Caterina II.

Monumento José de Ribas
Porto di Odessa, monumento a José de Ribas (crediti: HOBOPOC, CC BY-SA 3.0)

Fin qui la storia del suo fondatore italiano che le avrebbe dato anche il nome, Odisseo. Leggenda racconta che questo nome che voleva evocare il mitico Ulisse venne declinato al femminile per volontà proprio della stessa Caterina di Russia. Eravamo a fine Settecento, ma la presenza di italiani in questa zona era già stata indicata in antichi documenti del tredicesimo secolo. Si trattava di navigatori, mercanti, che con le loro navi commerciali raggiungevano dall’Italia le coste del Mar Nero. La presenza del napoletano De Ribas, che restò alla guida dell’appena fondata città fino al 1897, portò su queste coste numerosi altri italiani. Marinai e commercianti, certamente, ma anche tecnici, artigiani, insegnanti.

Quando a Odessa l’italiano era una lingua che si insegnava a scuola

Questi rapporti commerciali portarono ad Odessa anche la lingua italiana, che si diffuse molto e divenne un importante mezzo di comunicazione per gli uomini d’affari. L’italiano si insegnava, insieme al russo e al greco, nella prima scuola di Odessa fondata nel 1800. E in italiano erano scritti assegni, contratti, lettere commerciali. Manuali e testi scolastici in italiano comparvero proprio a Odessa in questi anni e contribuirono alla diffusione della nostra lingua non solo in Ucraina ma anche nella vicina Russia. Ristoranti, caffè, pasticcerie, alberghi fondati da italiani animarono la vita della città di Odessa in quegli anni. In alcuni casi erano locali di grande prestigio.

La scalinata Potëmkin, simbolo della città, progettata da un italiano

L’Italia ebbe un peso anche nella realizzazione del teatro di Odessa che fu progettato dal napoletano Francesco Frapolli, a cui si deve anche la Chiesa della Trinità.

teatro di odessa
Il Teatro di Odessa

Molti italiani portarono su queste coste del mar Nero il meglio dell’artigianato artistico della nostra penisola. Gioiellieri, scultori, marmisti, e tanti architetti i cui nomi sono legati ai più belli e importanti edifici di Odessa. Anche la famosa Scalinata Potëmkin, forse il simbolo più conosciuto della città – resa celebre dal film muto di Sergej Michajlovič Ėjzenštejn La corazzata Potëmkin (1925) – fu progettata nel 1815 da due architetti. Uno dei quali, Francesco Boffo, era italiano di Napoli. Boffo fu capo degli architetti del Comune di Odessa dal 1822 al 1844 e a lui si deve gran parte della sua architettura neoclassica. Morì in una città tristemente nota in questi giorni, Cherson nell’Ucraina meridionale. Controllata dai russi ma dove si oppone ancora una strenua resistenza.

scalinata potemkin
Scalinata Potëmkin

Una piccola Italia contribuiva ad animare il cuore di Odessa, crocevia tra oriente e occidente. Ed è stata proprio questa città, o forse il cielo di questa città, ad ispirare una delle canzoni italiane più famose al mondo, O sole mio. La celebre canzone napoletana fu composta infatti alla fine dell’Ottocento da Edoardo di Capua e Giovanni Capurro proprio mentre si trovavano a Odessa che all’epoca era ancora sotto gli zar.

Nel tempo la presenza italiana ad Odessa progressivamente diminuì fino a cessare, o quasi, con la rivoluzione del 1917 e l’avvento dell’Unione Sovietica.

(crediti foto in evidenza: Fb Visit Odessa)

Odessa, la città ucraina fondata da un italiano ultima modifica: 2022-03-24T09:00:00+01:00 da Cristina Campolonghi

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