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Questa è la storia di due italiani come tanti altri: una laurea, tanti sogni nel cassetto, ambizioni professionali e personali, la voglia di metter su casa e famiglia. Gli anni passano, però, e nulla si concretizza. E per poter finalmente crescere l’unica scelta possibile è quella di emigrare. Così hanno deciso di andare come tanti altri italiani in Inghilterra.

italiani in inghilterra
La storia di due italiani in Inghilterra, immigrati oltreconfine per poter trovare la sicurezza e le prospettive per il futuro necessarie per mettere su famiglia.

La storia di due italiani in Inghilterra: Francesca e Costantino

Francesca e Costantino sono seduti al tavolino di un caffè. Il tavolino è all’interno del locale, perché fuori piove. Il caffè si chiama Amici Miei, ma non è a Firenze. Siamo invece in un paesino dell’Hampshire, verdissima county inglese del sud, dove la vita gravita quasi tutta attorno a Londra e si torna a casa solo la sera.

Francesca e Costantino sono due italiani. Anzi “italianissimi”, come preferiscono dire, visto che provengono dalla culla della lingua italiana, il luogo che ha dato i natali ai padri della nostra letteratura, Firenze. Si sono spostati in Gran Bretagna all’indomani del credit crunch e della conseguente terribile crisi economica globale del 2008. Oggi hanno due figli. Uno di cinque anni, che frequenta la Infant School sotto casa, l’altro nato da sei mesi soltanto e che si alterna tra le cure della mamma e quelle della childminder.

La storia di due italiani in Inghilterra: via dall’Italia…

Perché avete deciso di andare via dall’Italia?

Abbiamo dovuto cambiare Paese, casa, lingua, paesaggi e cibo per poter mettere su famiglia – mi raccontano -. Ma qui abbiamo trovato la fiducia. Ecco cosa manca in Italia, la speranza di avere davanti a un futuro migliore.

Ma qual è la stata la molla che vi ha spinto?

L’ennesimo contratto a termine per me (è Costantino a parlare, un ingegnere informatico) e l’annesimo stage per lei (Francesca si è laureata in comunicazione e ha lavorato come addetta stampa ed esperta di social media marketing). Eravamo riusciti con fatica ad affittare un appartamento tutto per noi, piccolo sì, ma tutto nostro. Purtroppo non sapevamo se avremmo avuto ancora un lavoro per poter rinnovare il contratto di lì a un anno.

Io soprattutto – ricorda Francesca – vivevo in uno stato di continua ansia. La mancanza non dico di stabilità – il mondo del lavoro è cambiato e so bene che ormai è praticamente impossibile finire la propria carriera dove la si è iniziata – ma proprio di prospettive e di opportunità per migliorarsi e progredire mi faceva impazzire. Sono stata io a premere per andarcene. Sapevo che Costantino avrebbe avuto buone chances di trovare un lavoro ben remunerato abbastanza in fretta.

La storia di due italiani in Inghilterra: verso una nuova vita

Come è andato l’inserimento?

Non è stato facile. La solitudine, la mancanza di qualsiasi punto di riferimento e, diciamolo, anche la difficoltà di esperimersi in una lingua che non è la tua (ed entrambi avevamo fatto un corso intensivo di inglese prima di partire) all’inizio hanno pesato molto. Però abbiamo visto che il lavoro di Costantino ingranava e io avevo trovato un part-time in un caffè sotto casa. Non certo la mia aspirazione, ma fondamentale per sconfiggere l’isolamento degli inizi e per acquisire dimestichezza con la lingua. Una lingua straniera la puoi studiare quanto vuoi, ma quando arrivi sul posto ti accorgi che capisci molto meno di quel che pensavi e che parlare è un grosso problema. Non ti vengono in mente le parole, costruisci le frasi all’italiana, fraintendi cosa ti dicono e rispondi una cosa per un’altra, ecc. Intanto leggevo moltissimo in inglese e cercavo di espormi il più possibile alla lingua.

E adesso, tornereste in Italia?

Adesso abbiamo messo radici qui. Il bambino più grande va a scuola (e le scuole inglesi, almeno per i primi anni, sono veramente moderne, coinvolgenti e un passo avanti rispetto a quelle italiane) ed è perfettamente bilingue. Il piccolo invece lo abbiamo da poco inserito in una sorta di nido in famiglia, dove una mamma, qualificata e con esperienza, si prende cura di un numero molto limitato di bambini (non più di tre nel nostro caso). L’obiettivo è lasciarmi libera di tornare a lavorare. Per quanto riguarda noi, Costantino lavora ormai da anni nell’azienda in cui si è inserito appena arrivato. Io invece sto cercando lavoro nel mio ambito dopo la maternità. Quindi, no. La nostra vita è qui.

La storia di due italiani in Inghilterra: il presente

Quindi avete un progetto di vita che vi vede in Gran Bretagna?

Abbiamo comprato casa (visto che finalmente ce lo siamo potuti permettere). Abbiamo incontrato alcune persone che sono diventati amici. Partecipiamo a diversi gruppi, sia di genitori con figli, sia di italiani in Inghilterra. Abbiamo i nostri punti di riferimento. Qui viviamo meglio, semplicemente: il lavoro è in genere meglio pagato e se lo si perde, cosa che capita abbastanza di frequente soprattutto più è alta la posizione, è possibile trovarne un altro, la vita è più rilassata (vivendo fuori Londra, che è la scelta migliore per una famiglia), il posto pieno di verde. Il Paese è davvero family-friendly e ci sono tantissimi servizi e moltissime occasioni di incontro e svago per i bambini.

Ovviamente questo non è il paradiso e ci sono dei lati negativi. Si mangia molto grasso (e non è un caso gli inglesi abbiamo molti problemi di salute e ce ne siano tantissimi che già a 50 anni sono su una sedia a rotelle). La qualità e la varietà di frutta e verdura non è certo paragonabile a quella che troviamo nei nostri mercati e praticamente tutto è importato. Mancano tanti prodotti (li si trova a Londra o online però) che sono alla base della nostra cucina. E poi gli inglesi ci mettono molto tempo per rompere il ghiaccio e alla fine è molto probabile che il tuo giro di amicizie sarà fatto di italiani immigrati come te, mentre, naturalmente, con il tempo ti allontanerai dalle persone che conoscevi in Italia. E poi d’inverno le ore di sole sono proprio poche e la neve non si vede praticamente mai.

Piano piano però scopri che sei riuscito a costruirti una vita. Partendo da niente. Anche se non  è perfetta, alla fine è la tua. E sei molto orgoglioso di avercela fatta.

La storia di due italiani in Inghilterra: il futuro

E poi c’è la Brexit.

Certo. La Brexit (ndR, la decisione della Gran Bretagna di uscire dall’Unione Europea) è un grande punto interrogativo. Non sappiamo ancora cosa vorrà dire per gli europei che vivono qui. Servirà un visto per rimanere? Basterà avere un lavoro? O ci saranno altre condizioni? E poi, cosa cambierà per l’economia del Paese uscire dall’Unione Europea? Non lo sappiamo, ma speriamo di poter rimanere qui. Questo è il nostro progetto di vita.

Italiani in Inghilterra: in un paesino dell’Hampshire per mettere su famiglia ultima modifica: 2017-02-19T15:48:55+01:00 da Giulia Gagliardi

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