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La Divina Commedia di Gõ Nagai è un’opera basata sull’omonima Commedia di Dante Alighieri. Illustrata dal noto fumettista e scrittore giapponese (nato a Wajima nel 1945), è stata pubblicata in Giappone in tre volumi tra il 1994 e il 1995. Nel realizzare i disegni, l’autore si è ispirato a Gustave Doré, pittore che nell’Ottocento disegnò una famosa edizione della Commedia dantesca.

Artista rivoluzionario

La Divina Commedia di Dante ispirò Gõ Nagai fin da giovanissimo. I primi due volumi, formati rispettivamente da 251 e 249 tavole, sono dedicati all’Inferno, luogo probabilmente più affine al mondo narrativo dell’autore. Al Purgatorio e al Paradiso (ancor meno a quest’ultimo) è invece dedicato il terzo volume, che consta di 260 tavole. L’opera è stata pubblicata in italiano per la prima volta tra il 2006 e il 2007. Gõ Nagai, il cui vero nome è Kiyoshi Nagai, con le sue opere ha segnato la storia moderna del fumetto. A lui si deve l’introduzione dell’erotismo nei manga destinati ai ragazzi con “La scuola senza pudore”, e quella degli anime giapponesi (enormi robot guidati al loro interno). Fra questi ultimi, i più noti al grande pubblico restano Mazinga Z e Ufo Robot (Goldrake), due super eroi che hanno incantato intere generazioni.

Gõ Nagai, fumetto

Influenzato da Dante

Gõ Nagai è stato talmente influenzato dalla Divina Commedia al punto che non ha mai nascosto il suo interesse quasi ossessivo per il mondo demoniaco di ispirazione dantesca. La sua ammirazione per il sommo poeta lo spinse, nel 1971, a denominare “Mao Dante” uno dei suoi primi personaggi. Si trattò, in realtà, di un manga che rimase incompleto, a cui fece seguito “Devilmen”, fumetto in cui ritorna la figura di Dante. Esso narra di un ragazzo turbato da terrificanti incubi che si fonde con un demone di nome Dante (appunto), per poi rivelarsi la reincarnazione del poeta. Con le sue illustrazioni, apprezzate in tutto il mondo, Nagai ha contribuito a portare all’attenzione di un vasto pubblico il complesso universo dantesco, facendo appassionare lettori di manga di tutto il mondo alla Commedia e alla figura del poeta fiorentino.

L’Inferno di Nagai

Nella Divina Commedia di Gõ Nagai la selva oscura è collocata dall’illustratore ai piedi del Duomo di Firenze. In essa, l’autore trascura alcuni elementi a vantaggio di altri, in base alle sue preferenze. All’Inferno, in particolare, dedica uno spazio maggiore: ben due terzi del fumetto. In questo primo luogo dell’oltretomba, abitato dalle anime dannate, in cui regna Lucifero, le immagini sono crude e violente così come quelle narrate da Dante.

Gõ Nagai, illustrazione

Espressione artistica e disgressioni

Gõ Nagai, nel disegnare l’Inferno, non solo raggiunge la sua massima espressione artistica, ma si concede delle disgressioni sulla vita del sommo poeta. Lo fa ad esempio nell’illustrare la sua condizione di esule in fuga e, soprattutto, nel rappresentare il suo rapporto con Beatrice (musa ispiratrice di Dante, tanto bella e pura da essere da lui presentata come “angelicata”), che immagina più fisico di quanto non lo fosse realmente. Quest’ultima, nelle sue diverse apparizioni, appare sì avvolta da un’aura eterea, ma allo stesso tempo carica di sensualità. Nelle illustrazioni di Nagai, poi, prevale il tratto orrifico quando l’autore rappresenta i demoni e le colpe subite dai peccatori. La sua originale versione della Divina Commedia è senz’altro affascinante, un degno omaggio al sommo poeta, la cui morte avvenne 700 anni fa a Ravenna, dov’è tuttora sepolto.

(Foto: Gõ Nagai World, Pagina Facebook)

La Divina Commedia di Gõ Nagai, originale versione manga ultima modifica: 2021-10-14T14:26:24+02:00 da Antonietta Malito

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