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“E’ una specie di viaggio nella meraviglia, perché la grande potenza dell’Italia è la bellezza”: il viaggio è quello del Sentiero Italia CAI, 7200 chilometri di grande bellezza. Un sentiero che unisce tutto il Paese da Santa Teresa di Gallura a Trieste. E che sarà il protagonista di un documentario di prossima uscita dal titolo più che evocativo, “La lunga bellezza”. La frase con cui abbiamo aperto è presa a prestito dal trailer del documentario che sarà pronto probabilmente entro la fine dell’anno.

E’ diretto dal regista Luca Bergmaschi, che si è avvalso della collaborazione (con Paolo Baldricchi organizzatore della logistica) del direttore del mensile del CAI Montagne 360, Luca Calzolari, e del giornalista e storico dell’alpinismo Roberto Mantovani. Quest’ultimo già negli anni ’80 faceva parte del nucleo di camminatori e giornalisti che ideò il Sentiero Italia, progetto ambizioso di un percorso escursionistico che inizia a Santa Teresa Gallura, in Sardegna e termina a Muggia, in provincia di Trieste. Dopo aver risalito l’intera dorsale appenninica da sud a nord e attraversato l’arco alpino da ovest a est, toccando tutte le regioni italiane.

Sentiero Italia Cai - documentario

Il Sentiero Italia CAI era stato inaugurato nel 1995, poi alla fine degli anni Novanta era caduto in oblio. Il CAI, insieme all’Associazione Sentiero Italia e con l’aiuto di tanti, tantissimi volontari, lo ha recuperato e rilanciato tre anni fa. Cinquecento tappe, un sito dedicato (sentieroitalia.cai.it), tanti punti di accoglienza, guide escursionistiche ufficiali. E il documentario di Luca Bergamaschi di prossima uscita. Per esprimere quella “lunga bellezza” che è il cuore e la protagonista di questa pellicola. “Raccontare questo percorso e le sue tante tappe – ci spiega Bergamaschi, italiano che vive e lavora da oltre vent’anni in Francia – ha rappresentato per me una doppia emozione. Da una parte ho avuto l’opportunità di vedere territori unici al mondo. Dall’altra ho vissuto i sentimenti dell’emigrante che osserva e interiorizza tutta questa bellezza con occhi particolari. Un’esperienza unica che mi ha fatto rivalutare il mio Paese”.

La lunga bellezza è il titolo del suo documentario, una scelta non casuale …

“Assolutamente no, il titolo è stato scelto ricordando il regista Paolo Sorrentino e il suo film La grande bellezza. Il progetto totale del documentario è durato circa un anno e mezzo, anche a causa delle difficoltà legate al Covid. Finite le riprese, ora stiamo montando e conto che tutto sarà pronto tra la fine di settembre e il mese di ottobre, massimo per la fine del 2021”.

Come è nato questo progetto?

“Il primo a pensarci è stato il CAI, mi hanno fatto la proposta e ho accettato. Tutto nasce da una mia collaborazione precedente con il Club Alpino Italiano in occasione di un documentario che ho realizzato per Disney Plus, Le meraviglie dell’Unesco. Tra i siti Unesco ci sono anche le Dolomiti a cui è dedicato un capitolo di quel lavoro”.

Sentiero Italia Cai - escursionista
(ph credit: Pierluigi Bellavite)

La narrazione del Sentiero Italia Cai segue il filo rosso di tre aree geografiche, raccontate da tre guide diverse

“Sì, abbiamo affidato il racconto della grande bellezza dell’Italia a tre personaggi. Hélène Blondel, francese, che cammina da Santa Teresa di Gallura in Sardegna a Punta Campanella in Campania. Vito Paticchia, un camminatore esperto, settantenne, che percorre la dorsale appenninica da Pietracamela in Abruzzo al Colle di Cadibona in Liguria. E Eugenio Chemello, ventenne, che ci guida Da Pian del Valasco sulle Alpi Marittime alle Alpi orientali fino a Muggia, vicino a Trieste. Nel loro camminare queste tre particolari guide non descrivono solo quello che vedono ma si fanno raccontare il territorio anche da abitanti del luogo, storici, geologi. L’idea è quella dell’incontro. Camminano insieme alla scoperta di borghi, paesaggi, storia. Fermandosi anche in località poco abitate ma comunque interessanti per il loro tessuto storico. Nel montaggio finale il racconto delle tre diverse aree geografiche non sarà in sequenza ma verrà intercalato”.

Quale sarà la durata finale del documentario?

“Quella di un documentario televisivo, circa 52 minuti, anche se nel caso specifico non si tratta di un documentario televisivo. Non escludiamo di farne un’edizione più lunga”.

A conclusione di questa esperienza, cosa ci racconta il regista Luca Bergamaschi dell’Italia?

“Che, per avere viaggiato e lavorato molto all’estero, in tutta Europa, l’Italia è un Paese unico. Per le sue diversità, per i paesaggi rarissimi, molto differenti, per esempio, tra gli Appennini e le Alpi. Le Alpi ci catturano gli occhi e gli Appennini ci raccontano la storia. E il sud nella sua bellezza è molto affettivo, narrandoci anche i disagi soprattutto del suo passato. In questo documentario raccontiamo un’Italia meno conosciuta e altrettanto bella. E’ il quadro dell’Italia in un’altra dimensione, lungo il percorso di un sentiero che è certamente uno dei più lunghi d’Europa e del mondo”.

Fonte fotografie: Club Alpino Italiano

La lunga bellezza, il Sentiero Italia Cai nel documentario di Luca Bergamaschi ultima modifica: 2021-08-22T12:30:00+02:00 da Cristina Campolonghi

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