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La “vera da pozzo” del Campiello 2026 a Marcello Fois, vincitore del Premio con “L’immensa distrazione”

Marcello Fois con L’immensa distrazione (Giulio Einaudi Editore) è il vincitore della 64. edizione del Premio Campiello. Il suo libro è stato il più votato dalla Giuria dei Trecento Lettori Anonimi con 83 voti sui 282 inviati dalla Giuria. Un libro che racconta una saga familiare sul significato della vita, con sullo sfondo la storia del Novecento. “Scrivere questo libro – spiega Fois –, a questa età, è stato fare un bilancio di tutto.Capire che scrivere è un mestiere difficilissimo, che c’è tanto da dire e tanta gratitudine per questo mondo. Dedico il Premio a Michela Murgia, bellissima e resiliente, e a Daniella Zedda, donna meravigliosa. Due delle donne più straordinarie che questo Paese abbia avuto. Tutte dicono siano morte ma io non ci credo“. Entrambe sono nate nella “sua” Sardegna. Fois vive a Bologna ma è nato a Nuoro, poco lontano dalla casa di Grazia Deledda. Proprio a Grazia Deledda rivolge un pensiero particolare: “Deledda è l’unica donna italiana Premio Nobel per la letteratura. Dovrebbe essere studiata a scuola“. Su L’immensa distrazione: “E’ un romanzo sull’importanza della memoria, perché la letteratura è importante come i libri di storia. Mette le persone dentro i libri di storia, ti dice come si chiamano, è un compito non da poco“. Aggiunge: “Questo è il romanzo della maturità, perché a un certo punto della vita capisci che le cose si allineano. Oggi credo di meritarmi di essere uno scrittore“. A Fois è stata consegnata la tradizionale “vera da pozzo” del Campiello 2026.

La classifica finale

Il secondo classificato è Alcide Pierantozzi con Lo sbilico (Giulio Einaudi Editore), 80 voti. Storia di un quarantenne omonimo dello scrittore che racconta la malattia e il disagio, al confine tra autobiografia e romanzo. “Questo libro – spiega Pierantozzi – ha cambiato la mia vita ma ha fatto arrivare nuove ossessioni. In questo senso la scrittura è pericolosissima”. Al terzo posto Elena Varvello con La vita sempre (Ugo Guanda Editore) 54 voti. Un romanzo d’amore e di segreti di famiglia, racconto di memoria collettiva, di resistenza e di libertà. “Pensavo – spiega Varvello – che passato e presente fossero in frizione nella nostra esistenza. Invece tutto si tiene, il passato è il presente di oggi, la piccola e la grande storia sono la stessa cosa”. Quarta Valeria Parrella con La ragazzina (Feltrinelli), 33 voti. È dedicato ad una Giovanna d’Arco a cui la scrittrice ha ridato il suo corpo di ragazzina: “La ragazzina che si mette di traverso oggi ha fatto nascere in me la figura di questa Giovanna d’Arco”. Nel 2003 Valeria Parrella aveva vinto il Premio Campiello Opera Prima. Quinto in classifica Ermanno Cavazzoni con Storia di un’amicizia (Quodlibet) 32 voti. Un omaggio alla sua amicizia con Gianni Celati: “L’amicizia è una delle forme di legame più intensa e importante al mondo, a cominciare dall’infanzia. L’amicizia è un pezzo della vita, arricchita dallo scambio di milioni di parole“. Il Campiello 2026 è stato un testa a testa tra Marcello Fois e Alcide Pierantozzi (entrambi editi da Einaudi), in una cinquina caratterizzata quest’anno da racconti di vita e di famiglia, di sentimenti e legami affettivi.

Tra letteratura e cinema, il Premio alla Carriera a Domenico Starnone

La serata finale del Premio, promosso e gestito dalla Fondazione Il Campiello – Confindustria Veneto, quest’anno “in trasferta” al Palazzo del Cinema del Lido di Venezia e non alla Fenice come consuetudine, è stata condotta da Alessio Viola e da Arianna Porcelli Safonov. Con le parole di Matteo Caccia che ha dato vita ai cinque romanzi. Ospite musicale Margherita Vicario, in una Sala Grande del Palazzo del Cinema che ha idealmente legato la grande letteratura contemporanea all’arte cinematografica (la 62. Mostra del Cinema si è chiusa in questa sede meno di un mese fa). Un legame consolidato quest’anno dal Premio alla Carriera (“Una scelta all’unanimità” ha sottolineato il presidente della Giuria dei Letterati, Roberto Cicutto) a Domenico Starnone, scrittore e sceneggiatore: “Ci sono grandi differenze tra scrivere un libro e scrivere per il cinema – ha detto ricevendo il premio – Un libro si scrive da soli, con grande fatica e tanti ripensamenti, con una totale esposizione di sé. Quello per il cinema è invece uno scrivere collettivo, non si fa da soli ed è un lavoro che aspetta chi deve completare l’opera. E chi ha scritto deve prepararsi a sparire”. Starnone, che ha dedicato molta della sua produzione ai ragazzi e alla scuola, ha aggiunto. “Il Premio alla carriera, vinto a questa età (lo scrittore ha 83 anni, ndr) è un onore e un conforto, in una fase della vita gradevole ma piena di incertezze”. E ricordando la favola della cicogna – metafora sul senso della vita – tratta da La mia Africa di Karen Blixen : “La cicogna è la sintesi della nostra vita. I premi, in vecchiaia, dovrebbero andare in questa direzione“. Domenico Starnone nel 2001 aveva vinto il Premio Strega con il romanzo autobiografico Via Gemito.

Il Campiello Opera Prima e il Campiello Giovani

Nadeesha Uyangoda con Acqua Sporca (Giulio Einaudi Editore) è la vincitrice del Campiello Opera Prima. “Romanzo d’esordio – motivano i giurati – Nadeesha Uyangoda dà voce, con intensità n1larrativa e limpidezza stilistica, alle fratture e alle appartenenze multiple del mondo contemporaneo. Trasformando una vicenda familiare e migratoria in una narrazione polifonica sull’identità, la memoria e l’eredità affettiva”. Nadeesha Uyangoda: “E’ la prima forma di narrativa che sperimento. Questo libro non sarebbe partito se non fosse stato per Cesare Pavese e il suo ‘La Luna e i falò‘ “. La giovane scrittrice, originaria dello Sri Lanka, è stata in finale con quest’opera anche al Premio Strega. Campiello Giovani a Matteo Ghisleri, 22 anni, di Vercelli. Il suo Ricalcolo percorso è stato premiato – su 168 racconti provenienti dall’Italia e dall’estero – per “L’atmosfera sospesa. In bilico tra la realtà e un indefinito altrove. Un testo dallo stile personale e riconoscibile …Una riuscita ‘bolla surreale’.. dove domina una rara attesa priva di angoscia”.

Campiello Junior, un investimento sul futuro

Questo premio letterario vuole essere, da parte degli Industriali del Veneto, “La restituzione al territorio, da 64 anni, di una cultura condivisa che è un asset dell’impresa“, come ha ricordato il presidente della Fondazione Il Campiello e di Confindustria Veneto, Raffaele Boscaini. “Promuovere il lavoro di chi scrive per i bambini – ha aggiunto il direttore della Fondazione Pirelli, Antonio Calabrò, che sostiene il Campiello Junior con la Fondazione – è un investimento sul futuro“. I premiati: per la categoria 7-10 anni Rosella Postorino con Un fratellino. Storia di Nanni e di Mario (Adriano Salani Editore), Mariangela Gualtieri con Album per pensare e non pensare (Bompiani), Michela Guidi con Il Seminatore di storie e altri strani mestieri (Giangiacomo Feltrinelli Editore). Per la categoria 11-14 anni: Matteo Bussola con Il talento della rondine (Adriano Salani Editore), Daniele Mencarelli con Adelmo che voleva essere Settimo (Mondadori), Luisa Mattia con Segui la tigre (Piemme).

La cerimonia di Premiazione del Campiello sarà trasmessa il 10 ottobre su Sky Arte alle 23. Su Sky Documentaries alle 19.45, in streaming su NOW e in chiaro su Cielo in seconda serata.

(crediti foto: ufficio stampa Il Campiello)

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