Con i savoiardi o i pavesini. Con o senza panna. Classico o scomposto. Al pistacchio o alle fragole. Al tè matcha o alla nutella. Con le uova crude o con la pate à bombe. In qualunque modo lo si prepari, il tiramisù è e rimane il dessert a cui nessuno può rinunciare. L’eccellenza della pasticceria italiana più conosciuta al mondo. A dimostrarlo, uno studio dell’Accademia Italiana della Crusca secondo cui tiramisù è la quinta parola della cucina italiana più conosciuta all’estero ed è presente come italianismo gastronomico in 23 lingue.

Il tiramisù day

Il dolce al cucchiaio con strati di savoiardi inzuppati nel caffè alternati a strati di crema con mascarpone, zucchero e uova, chiuso con una spolveratina di cacao amaro ha, addirittura, una giornata a lui dedicata. Il 21 Marzo, insieme alla primavera, si celebra proprio il tiramisù day. Il dolce italiano più famoso al mondo e, nel 2017, quello più ordinato a domicilio in Italia (9.400 kg), non poteva non essere celebrato degnamente.

tiramisù: gli ingredienti base
Gli ingredienti del tiramisù

Una leggenda curiosa

L’etimologia del vocabolo è di facile comprensione: tirami su, sollevami (l’animo o il corpo). Una curiosa leggenda ci svela che il nome del dolce non è affatto casuale. Si dice sia nato come “viagra naturale”. L’ideatrice del dolce fatto con uova sbattute, caffè e biscotti pare sia stata una maitresse di una casa di piacere. Pensò un dolce energetico e rinforzante da offrire ai clienti a fine serata, servito con la frase “desso ve tiro su mi”, in modo da corroborarli prima del loro rientro in famiglia.

L’origine del tiramisù

In molti ci siamo chiesti: chi dobbiamo ringraziare per aver inventato tale delizia per i nostri palati?
Gli studiosi della materia hanno individuato un documento, risalente al 1952, nel quale compare per la prima volta il termine tiramisù. Si tratta del menù di un ristorante di Tolmezzo, in provincia di Udine. Da questo posto salta fuori anche uno scontrino, datato al 13 dicembre 1959, tra le cui voci appare nuovamente il vocabolo.

tiramisù. Una pirofila

La signora Norma Pielli, proprietaria del Ristorante Roma, rielaborò il Dolce Torino, un dessert fatto con biscotti inzuppati nell’Alchèrmes e crema al burro. La cuoca sostituì il liquore rosso con il caffè e la crema al burro con una al mascarpone, tuorli e albumi montati. I clienti del locale impazzirono per questa ricetta, notarono le proprietà rinforzanti di questo dolce che ‘tirava su’. Nel giro di qualche anno non lo richiedevano più come “Trancia al mascarpone”, il nome che compariva sul menù, ma come tiramisù.

Le origini trevigiane

Altre fonti affermano che il dessert è nato a Treviso nel ristorante Al Fogher. Una principessa in arrivo dalla Grecia vi si fermò a pranzo un giorno del 1958. La padrona, Speranza Bon, per la speciale occasione preparò la “Coppa Imperiale”: una monoporzione con una base di pandispagna bagnato al caffè farcito con crema al mascarpone e tuorli.
Si contende l’originalità della ricetta anche il ristorante Alle Beccherie. Del tiremesù di questa cucina se ne parlò per la prima nel volta nel 1981 in una rivista. Si raccontava la nascita casuale del dolce, per opera di Alba Campeol, a partire dalla rivisitazione dello sbattutin, l’uovo sbattuto che si prendeva a colazione, oltre al caffè. Lo chef rivisitò la ricetta, dalla quale tolse gli albumi, e la inserì nel menù fisso con il nome “Tiramesù dolce Gioioso et Amoroso”.

tiramisù nel piatto

Diatribe sulla paternità del tiramisù

Proprio a Treviso è in progetto l’apertura di un Museo del Tiramisù. Anticipata, però, dall’istituzione di uno sportello presso la Casa dei Carraresi aperto a chiunque voglia portare testimonianze, foto, aneddoti sul dolce e conversare con Carlo Campeol, figlio della  donna che codificò la ricetta.
Lo scopo è quello di rivendicare la paternità del dolce che il ministero delle Politiche Agricole nel 2010 attribuì, invece, alla città friulana, portando come prova quello scontrino degli anni ’50. Lo stesso Campeol presentò come controprova un atto notarile dall’Accademia Italiana della Cucina in cui è scritto che la ricetta originale del “Tirame su” è quella del suo ristorante di famiglia.

Serena Villella

Autore: Serena Villella

Serena di nome e di fatto. Appassionata e paziente. Una laurea triennale in Lingue Moderne e una specialistica in Interpretariato e Mediazione Interculturale. Amante della vita e irrimediabile sognatrice. “Vedo orizzonti dove gli altri disegnano confini”.
Lo sapevi che il Tiramisù nacque come ‘energizzante’? ultima modifica: 2019-05-18T09:00:20+02:00 da Serena Villella

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