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La Calà del Sasso: potrebbe essere definita come un torrente dove a correre sono i gradini e non l’acqua. Oppure, e forse questo è il modo migliore, come una lunga scala di pietra. La più lunga d’Italia ancora percorribile e fra le più lunghe al mondo con i suoi 4444 gradini per un totale di circa sette chilometri di scalinata e un dislivello di oltre 700 metri. Ci troviamo in provincia di Vicenza, dove questa particolarissima opera di architettura stradale mette in collegamento la Valsugana con l’Altopiano dei Sette Comuni. Partendo dalla frazione, a valle, di Valstagna e arrivando a quella, a monte, di Sasso d’Asiago. Un’opera antica e di grande fascino, immersa nel verde dell’Altopiano, tra boschi ombrosi perché, specie in alcuni tratti, la vegetazione è molto fitta.

Antico sentiero di discesa dei tronchi, oggi è diventato un affascinante percorso storico-naturalistico

La Calà del Sasso non era comunque nata per invitare alla passeggiata o all’escursione naturalistica, bensì per scopi pratici. Siamo tra il 1388 e il 1392 quando si decide di realizzare questa via di comunicazione per trasportare il legname dalle montagne alla pianura. I 4444 gradini – larghi due metri – di questa particolare scala (in origine erano solamente 4422 ma nel 1498, in seguito all’abbassamento del greto del torrente Ronchi, fu aggiunta un’ulteriore rampa di 22 gradini) sono infatti affiancati da un cunettone di pietra che anticamente serviva proprio per il trasporto dei grossi e pesanti tronchi d’albero in discesa, grazie alla pendenza che in alcuni tratti è piuttosto rilevante. Erano gli anni del dominio di Gian Galeazzo Visconti, ma l’uso della scala fu provvidenziale anche nei secoli seguenti soprattutto da parte dei veneziani. Perché anche da qui partivano i grossi carichi di legname che servivano a rifornire la Serenissima. Una volta giunti a valle, prendevano la via del Brenta diretti a Venezia. Destinazione il grande cantiere dell’Arsenale, dove si realizzavano galeee e imbarcazioni.

itinerario Calà del Sasso

La canaletta era una specie di scivolo di pietra per i tronchi che i boscaioli potevano controllare scendendo dalla scala. I cui gradini, di pietra e sassi, sono presenti anche oggi e rappresentano nel loro insieme, persa la funzione commerciale, un itinerario storico-naturalistico di grande interesse e di un certo fascino. In particolare in autunno, quando da queste parti il colore della vegetazione assume tonalità straordinarie. Il nome Calà deriva dal verbo “calare”, scendere, legato all’uso specifico per cui questo particolare sentiero era nato. Ma, come ricorda il Club Alpino Italiano, la fantasia popolare nel tempo ha dato al percorso vari nomi: Bretella dell’Altopiano, Scala del diavolo, Via del contrabbando, Strada per Venezia, anche Via dei tre rosari, per il tempo che si impiegava a percorrerla.

La leggenda di due innamorati legata a quella che è stata definita “una delle opere più fantastiche delle Alpi”

E ascoltando i racconti della fantasia popolare, alla Calà è legata una particolare leggenda dedicata a due innamorati di Sasso d’Asiago, Loretta e Nicolò. Quando la coppia era prossima al matrimonio, Loretta, in attesa di un bimbo, si ammalò. Nicolò scese la Calà e si diresse a Padova alla ricerca di medicinali. Scesero dalla Calà anche gli abitanti di Sasso quando non lo videro più rientrare mentre le condizioni di Loretta peggioravano. Ma ecco, nel buio della scalinata, comparire le torce di Nicolò e degli uomini di Valstagna che lo accompagnavano in salita con i medicinali. Loretta guarì e sposò il suo Nicolò. Ancora oggi si dice che se due innamorati percorrono insieme tutta la scalinata per mano, il loro amore durerà per sempre.

foto e Calà del Sasso

Dalla fantasia delle leggende popolari alle intense parole che lo scrittore Paolo Rumiz ha dedicato a questa via antica, dove è passata tanta umanità. Anche quella che proprio su queste montagne ha combattuto la prima guerra mondiale. “E’ lunga come un purgatorio – scrive – scura come il temporale, la scala che ti porta … lassù sull’Altopiano di Asiago … Si chiama Calà del Sasso ed è una delle opere più fantastiche delle Alpi … La più segreta, la più bella, la più diretta, la più alpina …”. Ogni anno in agosto la Calà, esempio pressoché unico di ardimentosa opera di ingegneria umana, è teatro di una suggestiva fiaccolata storica.

(ph credit: Asiago.it)

Lungo i 4444 gradini della Calà del Sasso ultima modifica: 2021-07-21T09:00:00+02:00 da Cristina Campolonghi

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