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Partenope è, secondo le leggende, la fondatrice della città di Napoli. Indubbiamente, ne ha segnato i tratti caratteristici: amore, bellezza ed accoglienza. Tuttavia, esistono ben tre leggende diverse su Partenope che hanno fatto di Napoli la città che conosciamo oggi.

Partenope - Vista del Vesuvio e della città

La delusione di Partenope: il racconto dell’Odissea

Omero – o il personaggio a cui si può attribuire l’Odissea – cantava della storia di Ulisse, descrivendolo come un uomo curioso e caparbio. La sua scaltrezza permise a lui e al suo equipaggio di non cadere nel tranello del canto delle sirene, seguendo il consiglio della Maga Circe. Durante il viaggio, infatti, l’equipaggio si tappò le orecchie e lui si fece legare all’albero maestro, desideroso di ascoltare quel canto soave e ammaliatore. Tra le sirene, vi era la candida e dolce Partenope che, assieme alle altre, amareggiata per non essere riuscita ad incantare Ulisse, si suicidò. Il suo grande alleato, il mare, la trascinò fino a Megaride, dove alcuni pescatori la venerarono come una dea. Dalle sue fattezze si delineò il paesaggio napoletano: il capo è ad est, sull’altura di Capodimonte e la coda, invece, disegna il contorno di Posillipo.

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Partenope - Mosaico raffigurante Ulisse legato alla sua nave

Il mare e il fuoco, Partenope e Vesuvio

Secondo un mito del XIX secolo, Partenope era una sirena che risiedeva nel golfo napoletano e un giorno incontrò un centauro di nome Vesuvio. Si innamorarono perdutamente ma Zeus, geloso e possessivo, trasformò il centauro in un vulcano e così Partenope, straziata da un dolore incontenibile, poteva solo vedere il suo amato senza poterci interagire in alcun modo. Distrutta dalla tristezza si suicidò e, forse grazie a qualche divinità celeste, venne trasportata sulla costa di Megaride. La costa assunse le sue fattezze e lei si trasformò nella prima forma della città napoletana. Finalmente, poteva ricongiungersi a Vesuvio, sancendo per sempre un patto d’amore senza tempo.

Partenope - Golfo di Napoli

Partenope: la città fertile

Secondo l’ultima versione, Partenope era una fanciulla graziosa e tenera che abitava in Grecia. Il suo amore era riposto nel giovane Cimone ma il padre ne ostacolava le nozze, in quanto la giovane era già promessa ad Eumeo. I due, ben consci del fatto che non potevano stare l’uno senza l’altro, decisero di partire per non far più ritorno nella loro città. Il loro viaggio li condusse in un luogo ameno, florido e tranquillo. La zona, infatti, era piena di vegetazione rigogliosa, il mare limpido e un cielo terso. Decisero di rimanervi per sempre, coronando il loro sogno d’amore.

Fontana napoletana

L’accoglienza napoletana

I due giovani, insediatesi nel golfo di Napoli, decisero di chiamare anche i loro parenti ed amici dalla Grecia, spargendo la voce della terra così piena di opportunità. Ma non solo: molte persone di altre popolazioni decisero di raggiungerli, dopo aver saputo dell’esistenza di Napoli. Sin dalle sue origini – seppur leggendarie – Napoli divenne un centro di accoglienza, dove varie popolazioni si mischiarono, sempre pronte ad aggiungere un posto a tavola. Ancora oggi è uno dei tratti distintivi dei napoletani. Infatti, addo’ magnano duje ponno magnà pur tre, ovvero, dove mangiano due persone, c’è abbastanza cibo per farne mangiare tre.

Napoli e l’antico mito della sirena Partenope ultima modifica: 2019-07-23T09:00:55+02:00 da Elena Morrone

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