La costa orientale siciliana nasconde bellezze di assoluto prestigio. Lungo questo versante vi sono infatti città dalla storia millenaria come Catania, Messina, Taormina, Siracusa o Noto. Quest’ultima è particolarmente affascinante perché considerata la capitale del barocco siciliano. Le sue piazze e vie sono un vero e proprio viaggio nell’arte del Seicento e Settecento.

Noto: la piccola città trasformata in capitale del barocco

Le origini di Noto risalgono all’Età del bronzo, ma non nella posizione odierna bensì circa 8 km più a nord, sul monte Alveria. Qui, secondo la leggenda, sarebbe nato e cresciuto Ducezio, storico condottiero siculo che guiderà diverse rivolte contro i greci. Purtroppo per lui, però, la potenza ellenica ebbe la meglio dopo la sua morte, facendo di Noto colonia della vicina Siracusa. Dopo i greci fu la volta dei romani, che concessero a Noto un proprio senato. In molti monumenti è infatti possibile leggere la scritta SPQN, ovvero Senatus PopulusQue Netinus.
Come tutta la Sicilia, Noto assistette al passaggio di varie civiltà come quella Araba, Normanna o Saracena. Ma è con gli aragonesi che la città visse uno dei suoi periodi migliori, questo almeno fino al terribile terremoto del 1693.

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Il terremoto del 1693 è stato il sisma più violento mai registrato in Italia

L’11 gennaio del 1693 Noto, come gran parte della zona orientale della Sicilia, fu investita da un violentissimo terremoto. L’intera città venne rasa al suolo, e migliaia di persone morirono sotto le macerie. Il duca di Camastra Giuseppe Lanza stabilì la ricostruzione in un altro sito, più vicino al mare. Per l’occasione furono chiamati diversi architetti da ogni parte del mondo. Il loro lavoro, realizzato quasi in contemporanea, consegnò a Noto una serie di grandi edifici che seguivano la corrente artistica dell’epoca: il barocco. Palazzi, piazze e strade formarono così scenari estremamente armonizzati, rendendo l’intera città un gioiello di assoluto prestigio. Tanto bella da essere inserita nella lista dei Patrimoni UNESCO.

Passeggiare nel barocco

Il corso principale regala una serie di opere monumentali uniche nel loro genere. La Basilica Cattedrale di San Nicolò è sicuramente tra i monumenti più affascinanti di Noto. Costruita subito dopo il terremoto, è la sede della diocesi cittadina. Dal 1940 è riconosciuta come edificio di interesse nazionale, mentre l’UNESCO l’ha dichiarata Bene dell’Umanità. Quella che si vede oggi, tuttavia, non è la costruzione originale. Nel 1996 parte della struttura crollò a causa dei danni riportati in un altro terremoto, quello del 1990. Ricostruita come si presentava un tempo, è stata riaperta nel 2007 dopo anni di lavori.

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La Cattedrale di San Nicolò

Proprio davanti alla Cattedrale c’è poi un altro edificio di sicuro interesse: Palazzo Ducezio. Costruito tra il Settecento e l’Ottocento, presenta una facciata con una serie di arcate sorrette da colonne, il tutto decorato seguendo lo stile barocco dell’epoca. Degna di nota è la Sala degli Specchi, così chiamata per i suoi numerosi specchi che ne caratterizzano l’arredamento.

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Palazzo Ducezio

Ma le meraviglie di Noto non finiscono qui. Dal teatro Tina Di Lorenzo, considerato come la Scala di Milano in miniatura, fino alla Porta Reale, costruita in occasione della venuta di Ferdinando II di Borbone. Ogni vicolo, piazza o edificio sono una viva e pura testimonianza di quello che è stato il barocco in Sicilia.

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Teatro Tina Di Lorenzo
Gabriele Roberti

Autore: Gabriele Roberti

Affascinato da sempre dal Lato Oscuro della Forza, abbandona in tenera età l’idea di diventare un Sith. Da quel momento ha iniziato a dedicarsi ad altro: gli studi, il lavoro, le ragazze e i tornei a Fifa. Dopo la laurea in lettere ha iniziato a scrivere senza sosta, arrivando a vedersi pubblicato su vari siti e blog come italiani.it.
Sogna un viaggio in estremo oriente, e di provare almeno una volta tutte le cucine del pianeta. In attesa ovviamente di una chiamata da Lord Fener…

Noto: la bellissima capitale del barocco siciliano ultima modifica: 2017-09-15T09:30:21+00:00 da Gabriele Roberti

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