Un importante riconoscimento per le perle di vetro veneziane da parte dell’Unesco. Che le ha ufficialmente inserite nella Lista del patrimonio culturale immateriale dell’umanità. Immateriale perché il riconoscimento non riguarda il prezioso oggetto artigianale in sé, quanto piuttosto tutto quel patrimonio culturale e di conoscenza che ha portato alla realizzazione della perla. E senza il quale la perla di vetro non potrebbe più essere prodotta. Un patrimonio che l’Unesco vuole tutelare e soprattutto conservare. E’ una storia lunga e affascinante quella delle perle di vetro, una storia che si perde nella notte dei tempi in quanto strettamente legata all’arte del vetro che veniva prodotto ben prima di quando è arrivato a Venezia e poi a Murano.

perle di vetro veneziane - perle di Murano

Si faceva vetro di pregio già ai tempi degli egiziani e dei romani, e la produzione vetraria che poi si è radicata nell’isola della laguna nord probabilmente arrivava da Bisanzio. In prima battuta il vetro si produceva a Venezia. Poi, siccome le fornaci spesso erano causa di pericolosi incendi nel centro storico, come misura di sicurezza la Serenissima decise di spostare tutta la produzione vetraria a Murano.

Le perle di vetro e il loro fondamentale know-how

Anzitutto va fatta una distinzione tra diverse tipologie di lavorazione delle perle. Ci sono le perle a “lume” che si realizzano avvolgendo diversi strati di vetro attorno ad un’anima di metallo. C’è l’arte dell’infilatura di minuscole perline di vetro dette conterie e realizzate in fornace da sottili canne di vetro forate. C’è poi la lavorazione delle perle a “canna” tirata che hanno origine dal taglio e dalla molatura di canne di vetro forate al centro, con un particolare elemento decorativo. Fra queste la perla rosetta (affascinante già dal nome), pensata nel Quattrocento da Maria Barovier, figlia di quell’Angelo Barovier vetraio da generazioni e grande innovatore di quest’arte. Marietta Barovier, la prima donna imprenditrice del vetro e a cui dedicò tutta la sua vita, è l’inventrice di questa particolare perla che nei secoli “viaggiò” moltissimo.

perle di vetro veneziane - perle realizzate a mano

Utilizzata come moneta di scambio nei mercati di tutto il mondo, originale fil rouge che da Venezia partiva per fare il giro dei continenti. I veneziani dell’epoca avevano intuito da subito l’importanza di questa produzione, utilizzata da mercanti, missionari, esploratori che grazie alle perle intrecciavano amicizie con popoli lontani. Scambiavano le perle con pietre preziose, oro, legno di pregio…. Nel tempo anche con gli schiavi. Cristoforo Colombo le aveva portate in America. Le commerciavano gli olandesi attraverso la Compagnia delle Indie, e le perle veneziane in questo loro viaggiare sono arrivate anche nel Borneo e in Amazzonia. E’ proprio il caso di dire “Il mondo in una perla”, così come il Museo del Vetro di Murano ha scelto di titolare la sua ricca e preziosa collezione.

Candidatura congiunta con la Francia, Italia capofila

Perlere, perleri, impiraresse, infilatori, molatori e maestri d’arte veneziani, queste sono le professionalità. Grazie a tali professionalità e alla loro volontà di salvaguardare e veder riconosciuta quest’arte, dopo un lungo lavoro si è proposto alla sede Unesco di Parigi il dossier internazionale per la candidatura. Era il marzo del 2019. La richiesta di iscrivere l’arte delle perle di vetro alla Lista rappresentativa del patrimonio culturale immateriale Unesco è stata presentata dal Comitato per la Salvaguardia dell’Arte delle Perle di Vetro Veneziane insieme all’associazione francese dei Perliers d’Art de France. Una candidatura congiunta, con l’Italia capofila, motivata dagli scambi e dalla condivisione di saperi che ha sempre contraddistinto il rapporto tra queste due comunità. L’Unesco ha riconosciuto non solo l’oggetto creato ma soprattutto il saper fare di quest’arte, le sue implicazioni sociali e culturali.

perle di vetro veneziane - particolare oggetto

Rilevando aspetti importanti legati alla realizzazione delle perle di vetro. Come per esempio il linguaggio specifico che è tratto spesso dalla cucina e dal cucito. Le memorie, i gesti, gli strumenti, i luoghi dedicati, a Venezia esiste la Calle de le Conterie. Ma anche il forte senso di appartenenza di chi opera in questo settore. Un patrimonio culturale indispensabile per arrivare al risultato finale che è rappresentato dalla perla di vetro. Fragile, affascinante, unica, figlia di tanta conoscenza e tanto sapere che l’Unesco ha deciso di tutelare. Per la città di Venezia si tratta della prima iscrizione di un elemento immateriale in questa lista.

(Ph credits Claudia Cotica, Comitato per la Salvaguardia dell’Arte delle Perle di Vetro Veneziane )

L’arte antica delle perle di vetro veneziane riconosciuta dall’Unesco ultima modifica: 2021-01-16T14:00:08+01:00 da Cristina Campolonghi

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