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La Sardegna è una regione meravigliosa, che regala scenari e paesaggi unici al mondo. Uno di questi è quello di Porto Flavia, nella frazione di Masua, a Porto Iglesias. Qui si trova un’infrastruttura che è tra i maggiori prodigi ingegneristici di inizio Novecento, che si fonde con il meraviglioso contesto naturale circostante. Adiacente ad essa, infatti, si trova una delle più belle spiagge della regione sarda.

Un gioiello architettonico immerso nel contesto naturale

La spiaggia di Porto Flavia regala ai turisti uno scorcio di colori difficilmente ritrovabile in altri luoghi. Il verde della pineta, infatti, si fonde con il blu sfavillante del mare ed il caldo bianco della roccia delle montagne circostanti. A dominare il sito c’è una delle opere architettoniche più sensazionali realizzate in Italia nel Novecento. La costruzione che sbuca dalla montagna, infatti, è l‘estremità visibile di un complesso enorme di gallerie sotterranee. Il suo inventore e progettista fu l’ingegnere Cesare Vecelli, che intitolò l’opera alla sua amata figlia Flavia.

Spiaggia di Porto Flavia
La magnifica spiaggia di Porto Flavia. Fonte: Sardegna Turismo

La struttura presenta due gallerie sovrapposte scavate all’interno della roccia. In quella superiore, i materiali estratti venivano scaricati dopo essere giunti tramite una ferrovia Decauville (con binari prefabbricati e facilmente smontabili). Quella inferiore, invece, permetteva ai lavoratori di stivare i materiali sulle navi tramite un nastro trasportatore estraibile. Per questo motivo, tre le gallerie erano presenti nove sili di grandi dimensioni capaci di contenere fino a diecimila tonnellate di materiali.

L’innovazione di Porto Flavia

La costruzione di Porto Flavia diede vita ad un’infrastruttura di grande importanza per il commercio e l’economia della zona. La società mineraria belga Veille Montagne, che deteneva le miniere della zona, riuscì ad abbattere i costi di imbarco. Fino a quel momento, infatti, i materiali erano caricati a mano in piccole imbarcazioni a vela (le bilancelle) che venivano condotte ai magazzini dell’isola di San Pietro. Questo era un lavoro massacrante per i minatori, che erano sottoposti a ritmi inumani. A testimoniare le loro condizioni fu Gabriele D’Annunzio che visitò il sito nel 1882, in un’epoca quindi precedente alla costruzione di Porto Flavia.

I faraglioni chiamati Pan di Zucchero, di fronte alla spiaggia di Porto Flavia
I faraglioni chiamati Pan di Zucchero, di fronte alla spiaggia di Porto Flavia. Fonte: Sardegna Turismo

L’infrastruttura è ormai desueta. Negli anni sessanta, infatti, si sottopose il sito alla dismissione a causa dell’abbandono progressivo dell’attività estrattiva. Come accaduto per molti siti minerari, alla fine del secolo scorso, si è deciso di restaurare Porto Flavia per renderlo una suggestiva meta turistica.
La struttura, per di più, si trova a contatto con una delle più belle spiagge della Sardegna. Essa è dotata di una pineta verdeggiante che si sviluppa intorno ad essa. La zona, inoltre, offre un magnifico scorcio verso i faraglioni di Pan di Zucchero, un momento naturale che tocca i 132 metri, che domina la costa. Meraviglie naturali che si fondono con l’intervento umano per dare vita ad un luogo unico, tutto da scoprire.

Luigi Bove

Autore: Luigi Bove

Amante della scrittura, dell’arte, del calcio e della vita. Filosofo mancato, sportivo mancato, studioso..mai stato. Mi piace scoprire i vari aspetti del mondo, restando sempre legato alla mia città, Caserta.
Porto Flavia, uno splendore architettonico sul mare di Iglesias ultima modifica: 2019-07-02T09:00:04+02:00 da Luigi Bove

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