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Poche cose sono insite nella cultura e nella tradizione italiana quanto le sagre. Da nord a sud dell’Italia, ogni regione ha i suoi appuntamenti. Ogni città, ogni piccolo borgo. Feste folcloristiche, che attirano turisti da ogni dove. E che risvegliano la voglia di stare insieme, di sentirsi una comunità. Di divertirsi in modo semplice. Ecco perché, col via libera in zona gialla e bianca, che ha permesso d’organizzare feste e sagre a partire dallo scorso 15 giugno, la macchina organizzativa si è subito messa in moto.

La storia delle sagre in Italia

La parola “sagra” deriva dal latino “sacer”, “sacro”. Il motivo? Il legame con la religione. Le sagre venivano infatti organizzate in occasione di una ricorrenza religiosa, tipicamente la commemorazione del santo patrono del paese. E anche oggi, in molti casi, è così. In altri, la sagra celebra un prodotto enogastronomico locale. In altri ancora, conserva una memoria del passato: il festeggiamento del raccolto, le tradizioni alla maniera antica. E se in origine le sagre si celebravano davanti ai templi o alle chiese, con sacrifici animali oppure offerte dei prodotti della terra, oggi coinvolgono interi paesi coi loro palchi e gli spettacoli, le giostre e i mercati.

Sagre - La Sagra del mandorlo in fiore
Sagra del mandorlo in fiore – foto dalla pagina Facebook dela sagra

Quali sono le sagre più antiche d’Italia? Sono diversi gli appuntamenti che si contendono il primato. La friulana Sagra degli Osei di Sacile, ad esempio, è giunta alla sua 748° edizione. La si celebra il primo weekend di settembre (l’appuntamento quest’anno è per il 5), ed è la manifestazione ornitologica più antica d’Europa. L’esposizione e il commercio degli uccelli da canto affondano le loro radici nell’antichissimo mercato di San Lorenzo, e nell’usanza che le persone avevano la notte del 10 agosto di trovarsi davanti alle mura della città per un mercato spontaneo di uccelli da canto e da richiamo.

Sagre - La Sagra dell'Uva di Marino
La Sagra dell’Uva di Marino – foto dalla pagina Facebook della sagra

Antichissima è anche la Sagra dell’Uva di Marino (Roma). Che, in programma ogni prima domenica d’ottobre, fu istituita nel 1925 dal poeta Leone Ciprelli (l’Opera Nazionale Dopolavoro le riconobbe il prestigioso titolo di “sagra”). Accanto alla festa profana, si celebra da sempre la Madonna del Rosario. Un appuntamento suggestivo, anche ora che la “vendemmiata” non si tiene più. Come suggestiva è la Festa del mandorlo in fiore di Agrigento: ogni anno, all’inizio di marzo e per circa una settimana, si festeggia l’arrivo della primavera. I mandorli fioriscono, la vita rifiorisce. E, nella splendida città siciliana, arrivano gruppi folkloristici per lanciare un messaggio di pace e d’uguaglianza.

Appuntameti enogastromici, i più famosi d’Italia

Quando si parla di sagre, in Italia, si parla principalmente di sagre enogastronomiche. Basti pensare alla Sagra del Pesce di Chioggia che, sin dal 1938, attrae visitatori dall’Italia e dal mondo. Qui si cucinano fritti di pesce e vongole, pesce azzurro e specialità tipiche. Ci si accomoda sui tavoli in legno, si fa amicizia, e si trascorrono ore d’allegria. Tuttavia, l’edizione 2021 non si svolgerà come prima della pandemia. “La tradizionale sagra in corso del Popolo con sette stand non si può fare. Al momento l’idea è quella di farla spalmata in un arco temporale maggiore e in più zone del territorio in momenti diversi” si legge sul sito del Comune.

Sagre - Cous Cous Fest
Cous Cous Fest – foto dalla pagina Facebook del festival

Si tiene invece il primo e il secondo fine settimana d’ottobre la Sagra delle Castagne di Soriano nel Cimino (in provincia di Viterbo). Che non è solo una celebrazione della castagna, ma una rievocazione storica che affonda le sue radici nel XV secolo. E che dà vita ad una serie di suggestivi appuntamenti: la Giostra degli anelli, il Torneo degli Arcieri, i Giochi popolari. Ancora più a sud, il Cous Cous Fest è molto più che una sagra. In programma quest’anno dal 17 al 26 settembre nella splendida cornice di San Vito Lo Capo, in Sicilia, unisce popoli e culture. Ed è un vero e proprio “festival dell’integrazione”. Per la verità, in Italia, ogni mese ci sono imperdibili sagre. Appuntamenti di gusto e di divertimento, per immergersi nella cultura del Paese. E per sentirsi un po’ più uniti.

Tre sagre imperdibili

Impossibile fare un elenco esaustivo delle sagre italiane, ma alcune meritano una citazione. A Carmagnola (Torino), dal 27 agosto al 5 settembre va in scena la Sagra del Peperone. O, meglio, la Fiera Nazionale del Peperone di Carmagnola con mercati, laboratori, degustazioni enogastronomiche, concerti, eventi teatrali, serate letterarie, mostre, rassegne commerciali, eventi sportivi, iniziative solidali, eventi ed attività per bambini. Un’occasione imperdibile per conoscere il “Re Peperone”, nelle quattro declinazioni riconosciute dal Consorzio: quadrato (bragheis), corno di bue (lung), trottola e tumaticot. A Parma, l’11 e il 12 e il 18 e il 19 settembre, l’appuntamento è con la Fiera del Fungo di Borgotaro. Unico fungo europeo con denominazion Igp, lo speciale porcino si raccoglie solo nelle zone di Albareto, Borgo Val di Taro e Pontremoli. La sua sagra è tutto un susseguirsi di showcooking e degustazioni, con la possibilità d’acquistare ricche manciate di funghi. Infine nel Lazio, dal 3 a 5 settembre, la Sagra della Porchetta di Ariccia porta in tavola la tradizione enogastronomica romana. E celebra un alimento certificato Igp che tutti dovrebbero conoscere.

Fiera del Fungo di Borgotaro
Fiera del Fungo di Borgotaro – foto dalla pagina Facebook della fiera

Le regole da rispettare

Le sagre possono essere organizzate solamente nelle zone gialle e bianche. Ed è necessario che avvengano nel rispetto delle regole:

  • predisposizione di un’adeguata informazione circa le regole da rispettare, comprensibile anche agli stranieri (segnaletica, cartellonistica, sistemi audio-video e/o personale incaricato)
  • definizione a priori del numero massimo di persone ammesse, sulla base degli spazi a disposizione
  • utilizzo della segnaletica a terra per la definizione di percorsi obbligati, entrate e uscite
  • rispetto della distanza di sicurezza (minimo un metro)
  • percorsi separati per l’entrata e l’uscita
  • misurazione della temperatura, con divieto d’accesso qualora superi i 37.5°C
  • barriere fisiche alla reception e alle casse, oppure mascherine e gel igienizzante per il personale
  • favorire le modalità di pagamento elettroniche
  • installazione di dispenser/gel igienizzanti all’entrata, all’uscita, nei bagni e nella zona delle casse
  • posti a sedere distanziati di almeno 1 metro
  • obbligo di mascherina a partire dai 6 anni

Foto in evidenza tratta dalla pagina Facebook della Sagra del Pesce di Chioggia.

Ripartono le sagre, gli appuntamenti da nord a sud dell’Italia ultima modifica: 2021-06-27T12:30:00+02:00 da Laura Alberti

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