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Stornara è un piccolo paese del foggiano, così chiamato per la presenza degli storni nelle tante aree verdi che lo circondano. È un borgo minuscolo, un pugno d’edifici a trenta chilometri da Foggia. Un luogo in cui, a dominare, è la natura. Perché, se le costruzioni in pietra con volte a botte o a crociera paiono uscite dal passato, a Stornara ci si viene soprattutto per le pianure del Basso Tavoliere. O meglio, ci si veniva: oggi ci si arriva per i murales, straordinarie opere d’arte che disegnano le facciate. E che portano le firme dei più prestigiosi street artist del mondo.

Stornara - Leticia Mandragora
Stornara – Murales di Leticia Mandragora – credit Stornara Life

Un festival d’arte sempre più importante

Oggi, è un museo a cielo aperto. Ci sono 52 opere d’arte, firmate da artisti di ogni angolo del pianeta. E, il merito, va al festival di street art “Stramurales”. La cui idea è precisa: integrare le strutture preesistenti nelle creazioni degli artisti. Così, da piccolo e anonimo paese ignorato dal turismo è diventata una vera attrazione. Ha cambiato il suo aspetto, è diventata un unicum. Anche perché, l’edizione del 2021, è andata in scena un po’ in tutte le case. Attraverso Zoom, uno storico dell’arte e una guida turistica abilitata hanno girato per le strade del borgo raccontando aneddoti e curiosità. E gli utenti connessi potevano porre le loro domande agli operatori di Trawellit (innovativa startup foggiana). Così, l’attenzione dell’Italia s’è accesa su Stornara.

Stornara - Murales di Alaniz
Stornara – Murales di Alaniz – credit Stornara Life

Peraltro, il festival organizzato dall’associazione di promozione sociale Stornara Life, vede il diretto coinvolgimento della popolazione. Sono stati gli abitanti del borgo, a chiedere d’essere coinvolti. Hanno donato piccoli contributi economici, hanno chiesto d’entrare nell’organizzazione. Anche perché, Stramularales è diventato il più grande festival artistico della Puglia ed uno dei più importanti del Sud Italia. E ha cambiato il volto del borgo, portandovi tanti colori e altrettanti messaggi. Il tutto, promuovendo la sua regione. E i suoi angoli più nascosti.

La rinascita di Stornara

Neanche seimila abitanti, nel cuore del Basso Tavoliere, Stornara prima del suo festival era un paesello a vocazione agricola, con pochi edifici antichi rimasti e utilizzato solo come punto di partenza per esplorare le pianure dei dintorni. Ecco dunque che, un gruppo di volontari, ha deciso di intervenire. Per fare del villaggio una piccola mecca d’arte, come già è successo per borghi come Orgosolo, Dozza e Diamante. Ha chiamato artisti di fama internazionale, provenienti dall’Italia e dal mondo. Ha “donato” loro le sue pareti, chiendendo di trasformarle in arte.

Stornara - Murales di Devil Art Design
Stornara – Murales di Devil Art Design – credit Stornara Life

A Stornara si viene per passeggiare tra i murales, divertandosi a scovare le opere d’arte. E poi si possono ammirare gli edifici del borgo, a cominciare da Palazzo Schiavone e fino alla Torre Gesuitica, di proprietà di Giovanni Jacobo Cecere nel Cinquecento e collegata al feudo di Stornara. Poi il feudo fu acquisito dai Gesuiti, fino a quando nel 1783 Ferdinando IV stabilì qui una colonia di agricoltori. È sulle case di loro discendenti che, oggi, artisti d’ogni dove hanno messo la loro firma.

Stornara, il paese del foggiano patria dei murales ultima modifica: 2021-06-13T09:00:00+02:00 da Laura Alberti

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