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Se il presente ci offre un panorama tennistico – e in generale sportivo – dilaniato dalle conseguenze del Covid, il passato, gli ultimi mesi di regular season, ci hanno consegnato interessantissimi spunti per il futuro del tennis italiano. Sinner vince le Next Gen ATP Finals, Berrettini arriva in semifinale a New York. Oggi parleremo di loro, ma non solo. Un breve excursus sul percorso, sulle caratteristiche tecniche e una scommessa sulla carriera. Su chi sarà il tennista italiano con più possibilità di entrare nella storia e farci grandi agli occhi del mondo.

Matteo Berrettini

Servizio potente, diritto strabordante. I più conoscono Matteo Berrettini dal suo percorso allo Us Open 2019, quando arrivò in semifinale e venne battuto in “straight sets” da Nadal. In quell’occasione, con un pizzico di lucidità in più, il 24enne romano avrebbe anche potuto strappare il primo parziale – l’unico combattuto – al maiorchino. Ciononostante, la sua cavalcata resta straordinaria, infarcita da scalpi illustri quali Gael Monfils e Andrej Rublev. In molti lo seguono dalla stagione su erba, sempre 2019. Il verde è, tecnicamente, la superficie che più risalta le sue caratteristiche e il suo livello evolutivo. Difatti, Matteo, giocando un torneo di Stoccarda su livelli quasi impeccabili, centra il titolo senza mai cedere al servizio e perdere un set. Batte talenti cristallini quali Kyrgios e Aliassime e buoni giocatori come Khachanov e Struff.

Matteo Berrettini nel 2018. Foto dal profilo Facebook del tennista.

Nel pieno dell’euforia agonistica, la settimana successiva raggiunge la semifinale anche ad Halle, venendo stoppato solo da un solidissimo Goffin. Ma la sua ascesa è frutto di un lavoro lento e graduale, che ha radici nel 2017. Quell’anno vinse il suo primo Challenger, a San Benedetto, contro Djere. È nel 2018 che compie un gigantesco passo avanti, agguantando il primo trofeo ATP, sulla terra rossa di Gstaad, contro un sempre tenace Bautista Agut. Tutto ciò fino ai succitati traguardi recenti e alla partecipazione alle Finals. “Berretto” ha confermato una, non scontata, versatilità su tutti i campi, ed è sicuramente un nome da tenere d’occhio. Unica pecca di repertorio, il rovescio, sul quale fa ampia fatica rispetto agli altri fondamentali.  Ma il tempo è dalla sua.

Jannik Sinner è IL tennista italiano del futuro?

Sinner è, probabilmente, il ragazzo con più talento e con più propensione tecnica e mentale per diventare un giocatore di livello. Gioca con scioltezza, indistintamente, dritto e rovescio (bimane, eseguito portando indietro la racchetta per anticipare la palla), batte bene, seppur con poca varietà. Da rivedere il gioco a rete, ma stiamo parlando di un 18enne e i margini sono potenzialmente devastanti. Ciò che più fa paura è il suo approccio mentale alle gare, tipico di un tennista navigato. Del 2019 il suo successo più emblematico, alle NextGen ATP Finals, diventando il più giovane di sempre a trionfare. Senza clamori, è probabilmente il tennista italiano che più ci farà saltare dalla sedia. Può puntare, non nell’immediato, tranquillamente alla vittoria Slam, a differenza, forse, di Berrettini.

Sinner con il trofeo delle NextGen Atp Finals 2019. Foto dal profilo Facebook del tennista

Il resto?

Nella norma. Sonego è un buon giocatore, ma ad oggi nulla più. E Cecchinato, dopo un anno in pompa magna, è tornato ai suoi standard. Musetti, vincitore AOUnder18 2019, invece ha ottime basi e lavorando sodo potrebbe imporsi nel circuito maggiore in futuro. Insomma, il movimento è, in generale, in salute e, dopo anni in cui a tirare la carretta era lo scapestrato Fognini, sembra averci consegnato prospetti non indifferenti. Ora, non ci resta che attendere.

Da Berrettini a Sinner, chi è il tennista italiano più promettente? ultima modifica: 2020-05-05T12:52:26+02:00 da Giovanni D. Putaro

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