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Chi arriva a Urbino ignaro e della sua storia e della sua importanza si trova di fronte a una sorpresa straordinaria, anzi a un miracolo”. Queste parole di Carlo Bo riassumono le sensazioni di chi visita questa incantevole città delle Marche. Perché Urbino non è solo uno dei centri più importanti a livello universitario che abbiamo in Italia, ma anche una città ricca di magia e di storia. E’ inevitabile restare affascinati dai suoi vicoli, dalle mura, dagli scorci. Tutto ricorda le antiche corti del Rinascimento italiano. E’ come se il tempo a Urbino si fosse fermato. Dai Montefeltro che la governarono a Piero della Francesca, uno dei maggiori artisti del tempo, questo luogo è tutto da scoprire. E allora vi proponiamo qualche itinerario, che attraversa la storia, la cultura, ma anche la gastronomia di questo luogo.

Il palazzo Ducale di Urbino
Una veduta del palazzo Ducale di notte

Urbino, il suo centro storico patrimonio Unesco

La bellezza e la magia del suo centro storico sono stati riconosciuti nel 1998 patrimonio dell’umanità UNESCO. Una città nobile che affonda le sue radici nella storia di un tempo. Federico da Montefeltro duca di Urbino, raffigurato nei dipinti con il suo caratteristico profilo,  trasformò il ducato in un importantissimo centro artistico e culturale. Tra le tappe obbligatorie di questo percorso ad Urbino c’è il palazzo Ducale. All’interno si trova la Galleria nazionale delle Marche. Custodisce opere di grandi artisti come Raffaello Sanzio, Guido Reni, Piero della Francesca, Paolo Uccello, Francesco di Giorgio Martini, Timoteo Viti, Luca Della Robbia.

L'esterno della chiesa di San Bernardino
La chiesa di San Bernardino e le mura della città

I vicoli, i palazzi, le chiese di Urbino

Tra i vicoli ci sono palazzi storici, testimoni della storia di questo affascinante luogo. E poi chiese, monasteri e conventi. Da ammirare poi l’obelisco in Piazza Rinascimento con cinque blocchi di granito rosso di Assuan. E ancora il duomo di Urbino, accanto al Palazzo Ducale. Costruito dal vescovo Mainardo nel 1066, ricostruito nel quattrocento e completato nel seicento. Ristrutturato poi dal Valadier in stile neoclassico. All’interno la cattedrale ha una pianta a tre navate. Sull’altare maggiore si trova L’Assunta con S. Crescentino e il Beato Mainardo, opera di Cristoforo Unrterberger. Per le vie di Urbino tappa all’Oratorio di San Giovanni Battista.  La facciata della chiesa è in mattoni. Ma una meraviglia attende il visitatore all’interno. Si possono ammirare affreschi realizzati dai fratelli Lorenzo e Jacopo Salimbeni da San Severino.

L'interno dell'oratorio di San Bernardino a Urbino
Le ricche decorazioni dell’Oratorio di San Giuseppe

L’arte di Raffaello e la città ideale di Piero della Francesca

Ma chi visita Urbino non può non percorrere l’itinerario alla scoperta della vita e dell’arte di Raffaello. Tappa allora alla Casa di Raffaello che conserva strumenti utilizzati per la creazione delle sue opere più famose. E ancora in zona un monumento dedicato all’artista realizzato dallo scultore Luigi Belli, mentre nel museo dentro Palazzo Ducale ci sono molte sue opere.  E poi nella galleria è conservato un quadro simbolo dell’arte italiana la “Città ideale”. In molti lo attribuiscono a Piero della Francesca, o Leon Battista Alberti, Luciano Laurana, Francesco di Giorgio Martini. Un rigore prospettico che incarna il sogno di Federico da Montefeltro di costruire la città ideale del Rinascimento. E per certi aspetti quel sogno si è davvero realizzato nella Urbino che ancora oggi si conserva.

Urbino la città ideale
Il quadro della Città ideale attribuito a Piero della Francesca o ad altri artisti

La crescia e le specialità di Urbino da gustare

E per chi volesse abbandonarsi ai sapori della cucina come non assaggiare la crescia, che risale al Cinquecento, considerata una sorta di “piadina dei ricchi”. Poi le paste fresche locali come i passatelli al brodo o al tartufo. Ancora i piatti a base di cacciagione e le carni bovine, gli affettati tipici della zona quali il Salame di Montefeltro, il Prosciutto di Carpegna, il pecorino di fossa.

Urbino, arte e storia della “città ideale” italiana ultima modifica: 2020-10-27T15:00:00+01:00 da Federica Puglisi

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