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Il racconto di Venezia, seppur breve e conciso, non può che cominciare dall’acqua. Non tanto quella del mare Adriatico che pure è il suo mare. Piuttosto quella della laguna, dei suoi colori, dei riflessi, delle increspature che danno vita e movimento non solo a questo straordinario ambiente naturale ma anche a quell’habitat assolutamente umano che nella laguna ha trovato la sua sede e che con la laguna ha deciso di creare un corpo unico. Quel “pesce” che si vede dall’alto arrivando all’aeroporto veneziano di Tessera (visione assolutamente da non perdere, quando finirà questa pandemia) lo conferma.

Venezia luce in Canal Grande

Si distingue la città storica con le sue isole, le barene, i canali, non solo quelli stretti e interni che “costruiscono” i percorsi della città, ma anche quelli più grandi che permettono di “navigare” la laguna. Il profilo del mare è in fondo, quello della terraferma pure. Venezia e la laguna, un corpo unico e a sé stante. Forse anche per questo il poeta veneziano Mario Stefani, con un po’ di campanilismo e un pizzico di provocazione, parlando della sua città e del ponte translagunare che la collega alla terraferma (quello ferroviario è del 1836, quello stradale del 1933), scriveva che “Se Venezia non avesse il ponte, l’Europa sarebbe un’isola”.

Il fascino dei colori veneziani e dei suoi cieli tiepoleschi

Nelle giornate limpide d’inverno anche i colori veneziani hanno un loro perché nel fascino complessivo della città. Quello dell’acqua certamente, prevalentemente verde che però quando è illuminato assume sfumature diverse e luminosità difficili da descrivere. Il rosa sfumato dei mattoni delle facciate di tanti palazzi più o meno importanti. Basta ricordarne uno, il Palazzo Ducale. Il bianco della pietra d’Istria che a Venezia si trova ovunque, pensiamo al Ponte di Rialto. I tanti colori dei marmi, diversi per tipologia e provenienza, una vera gara di policromie. Se le giornate invece che limpide sono nebbiose (ultimamente meno frequenti rispetto al passato) questa tavolozza di colori si stempera confondendo profili di cose e persone, creando un’atmosfera per certi versi irreale ma certamente magica. Ecco spuntare dalla nebbia la punta di un campanile. Ecco che si intravvede (ma neanche del tutto) tra nebbia e foschia l’isola di San Giorgio Maggiore con i suoi straordinari tesori. Si trova proprio vicino a San Marco, ma per raggiungerla bisogna attraversare l’acqua.

cieli tiepoleschi sui tetti veneziani
Cieli tiepoleschi sui tetti veneziani

Non possiamo dimenticare i colori del cielo, soprattutto all’alba e al tramonto. Sono quei rosa, azzurri, grigi, quasi bianchi (declinati in infinite tonalità) che hanno ispirato i cieli, noti appunto come tiepoleschi, delle opere di Giambattista Tiepolo.

Quando a Venezia suonano le campane …

E poi i suoni, primo fra tutti quello delle campane. Venezia è una città ricca di chiese, quasi 140, e di campanili, circa 170. Venezia non ha i rumori del traffico automobilistico e quindi i suoi suoni sono parte integrante della vita cittadina. Dal mattino fino a sera lo scampanio delle chiese è una compagnia quotidiana. A mezzanotte i rintocchi della “Marangona”, la campana più grande del campanile di San Marco (noto a Venezia come “el paron de casa”) si diffondono per tutta la città e danno la buonanotte a chi è più nottambulo. Una buonanotte di grande fascino.

Venezia profilo di San Marco al tramonto

Ma anche lo sciabordare dei remi nei canali, soprattutto nelle zone più intime e meno frequentate dal turismo. Il richiamo dei gondolieri, “O’e”, che reciprocamente si avvertono quando si trovano vicino a una curva o a un stretto incrocio di canali. E il chiacchiericcio della gente, particolarmente colorito e un po’ chiassoso nel più grande mercato ittico e ortofrutticolo della città, quello di Rialto.

L’oro della Basilica di San Marco nelle migliaia di tessere che compongono i suoi mosaici

Passeggiando tra calli e campielli ci si avvia al Natale, che quest’anno a Venezia è dedicato alla luce. E quale luce più straordinaria dell’oro dei mosaici della Basilica di San Marco che riflettono magicamente la luce del sole ma anche quella della luna.

Fasci di luce Venezia del futuro
Giochi di luce in Piazza San Marco

E non è una caso che recentemente un’importante azienda di videogame abbia scelto proprio lo scenario di Piazza San Marco per celebrare l’uscita del suo ultimo prodotto sul mercato. Straordinari giochi di luce hanno reso surreali e fantascientifici questi spazi ricchi di arte e di cultura. Quasi un viaggio nel futuro, verso una immaginaria Venezia del prossimo millennio. Se possibile, ancora più bella e fascinosa.

Vi racconto la meravigliosa Venezia ultima modifica: 2020-12-06T18:30:00+01:00 da Cristina Campolonghi

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