Cos’è il fenomeno hipster?

Per capirlo bisogna tornare agli anni ’40, il periodo in cui nacque questo termine. In quegli anni negli Stati Uniti tra molti ragazzi bianchi nacque la moda di imitare lo stile di vita di jazzisti e beboppers afro-americani. Erano nati gli hipster. Nel 1977 Frank Tirro scriveva di loro: “Per l’hipster, Charlie Parker era il modello di riferimento. L’hipster è un uomo sotterraneo, è durante la seconda guerra mondiale ciò che il dadaismo è stato per la prima. È amorale, anarchico, gentile e civilizzato al punto da essere decadente.”

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O li ami, o li odi

L’hipster oggi

Riconoscere un hipster per strada non è certo difficile. Jeans skinny con risvoltino tipo “acqua alta”, camicia a quadratoni da “nonno nei campi” e barba lunga da “profeta in fuga” sono le caratteristiche che saltano agli occhi. L’hipster è anche un concentrato di contraddizioni. Comunica con dispositivi di ultima generazione. Ma si può trovare al bar mentre ascolta la musica da un vinile con un giradischi portatile degli anni ’70. Si nutre di prodotti biologici a Km zero. Ma utilizza smartphone costruiti da bambini sfruttati dall’altra parte del mondo, come tutti noi del resto.

Alcuni hipster sono così hipster da offendersi se vengono definiti hipster

Non definirei gli hipster come dei dadaisti, ma semplicemente come delle persone che cercano una propria identità in un mondo che tende ad appiattire gli individui. E’ successo così anche per i movimenti punk e dark negli anni ‘80. Quando delle tensioni sociali diventano idee condivise da un gruppo, è inevitabile che si crei una sorta di divisa. Così i punk avevano i jeans strappati, i dark si vestivano di nero e ora gli hipster portano il risvoltino e i vestiti del nonno. Il problema è che la società ha imparato a non combattere contro questi gruppi frontalmente, ma in modo più subdolo. L’atto di ribellione diventa moda e la contestazione ai valori della società perde la sua ragione d’essere. Forse è per questo che alcuni hipster non vogliono essere definiti hipster.

Andrea Castello

Autore: Andrea Castello

Nasce come restauratore di opere d’arte a Venezia, dove collabora anche con vari giornali locali e nazionali. Si sposta prima in Francia e poi a Malta dove lavora come istruttore di sub per alcuni anni. Le grandi passioni che guidano la sua vita sono la pittura, la buona cucina e naturalmente la scrittura.

Hipster, così hipster da essere anti hipster ultima modifica: 2016-11-15T14:29:04+00:00 da Andrea Castello