L’autunno è la stagione perfetta per questo piatto, che si accompagna molto bene ai primi freddi e alla ricerca di sapori e consistenze avvolgenti. Ecco la pasta e fasioi, regina tutta vegetale della tradizione culinaria trevigiana e perfetta celebrazione della pasta italiana.
Pasta italiana, fagioli e… radicchio
Sono tante le città a contendersi la nascita della pasta e fagioli, piatto diventato di largo consumo già poco dopo l’importazione del fagiolo dalle Americhe, alla fine del 1500. Grazie alle sue eccezionali proprietà nutritive si è diffuso molto in fretta in tutta Italia e i modi per cucinarlo si sono moltiplicati. A Treviso uno dei più gettonati è la pasta e fasioi, un piatto caldo fumante che scalda il cuore, soprattutto nelle sere d’autunno o d’inverno. La sua consistenza cremosa è come una coccola che si sposa perfettamente al sapore delicato del fagiolo. A Treviso poi c’è un altra ricetta molto famosa che coinvolge questo ingrediente: radici e fasioi. C’è chi propone addirittura un mix dei due piatti, per cui pasta e fasioi con radici o meglio pasta e fasioi alla trevisana. Li trovate nelle migliori osterie della città!
Pasta e fasioi: la ricetta
Per questa ricetta bisogna prendersi con un po’ di anticipo e lasciare i fagioli in ammollo per una notte. Per 4 persone sono sufficienti 300 grammi di borlotti. Trascorsa la notte vanno sciacquati bene e messi in pentola, poi coperti bene d’acqua. Per un tocco moderno, potete anche aggiungere un pezzetto di alga kombu: non solo per il sapore ma anche perché rende i legumi e i cereali più morbidi e digeribili. Dopo una cottura a fuoco medio per circa due ore, togliere l’alga kombu e dividere i fagioli in due parti. Far soffriggere una costa di sedano, mezza cipolla e una carota finemente tritati e aggiungere una metà dei fagioli. Dopo avere amalgamato bene il tutto, ed eventualmente aggiunto un cucchiaio o due di salsa di pomodoro, frullare con un frullatore a immersione.
Unire i due preparati e aggiustare di sale o con del pepe. A parte cuocere la pasta, che può essere sia all’uovo che di grano duro. Unire i due composti di fagioli e poi versare la pasta al dente, per poterla cucinare ancora 3/4 minuti insieme ai fagioli. Versare su una base di radicchio di Treviso (ovviamente crudo) tagliato a pezzi e dare il tocco finale con un filo d’olio. Quale pasta italiana per questo piatto? Qualsiasi, anche se tendenzialmente corta, ma è sufficiente che abbia una buona tenuta, e quindi maltagliati, tagliatelle corte, ditalini rigati, spaghetti spezzati…
Pasta italiana e pasta trevigiana
Pur non essendo una zona tipica per quanto riguarda la produzione della pasta, la provincia di Treviso vanta alcuni pastifici tutt’ora attivi. Uno dei più noti a livello nazionale è sicuramente Sgambaro, colosso di Castello di Godego da 14mila tonnellate di pasta italiana all’anno. Ma ce ne sono anche di più piccoli, molto artigianali e con una vocazione spinta verso il biologico, il local, il genuino. E poi c’è il Pastificio di Treviso, agenzia di comunicazione che nel 2019 si è inventata GiOca trevisana, una confezione di pasta che diventa tabellone di un gioco per trevigiani doc.