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Scuole in azienda, per ricominciare. Quello che stiamo vivendo per molti versi può essere definito un periodo di assestamento post-virus. Per famiglie in cui entrambi i genitori lavorano non è semplice accudire i figli, men che mai in un momento come questo in cui le scuole restano chiuse e in cui è più complicato e rischioso contare sui nonni.

Scuole in azienda - una maestra con gli alunni

Non sarà semplice allestire i campi estivi, per non parlare delle piscine, dove a quanto pare potranno entrare solo pochi bimbi per volta.

Scuole in azienda

Diverse aziende e attività imprenditoriali si stanno quindi attrezzando per allestire aree decicate che possano accogliere i piccoli. Una di queste è la Euronewpack di Thiene, nel vicentino, che opera nel settore degli imballi. Convertire un ufficio a sala computer per ragazzi per far seguire loro le video lezioni scolastiche si è rivelato un espediente efficiente e utilissimo ai suoi dipendenti.

Scuole in azienda - due bimbi intenti allo studio

I genitori possono tenere i figli sott’occhio e lavorare con meno ansia. Diversamente, molti dei collaboratori avrebbero dovuto chiedere ferie, aspettative. E a molte madri sarebbe stato chiesto di scegliere tra famiglia e lavoro. L’iniziativa di Euronewpack include un progetto welfare a sostegno appunto alle madri lavoratrici: offrendo gratis anche un servizio privato di baby sitting. Ne potranno beneficiare tutti i figli dei dipendenti.

Scuole in azienda e welfare per madri lavoratrici

L’iniziativa di Euronewpack ha trovato seguito nell’azienda Tekapp di Formigine, in provincia di Modena. I genitori hanno potuto portare con sé i figli a lavoro dove si è via via creata una sorta di scuola parallela, strana, ma funzionale. I bambini studiano ma possono anche giocare. In più in una sala ampia dedicata possono esercitare tutti insieme l’inglese – a pochi metri da mamma e papà impegnati a lavoro.

Scuole in azienda - bambino con matita rossa

La cosa è cominciata gradualmente e all’inizio erano i dipendenti a controllare i bambini, poi – ha spiegato Amedeo Faino, dipendente della società – è stata coinvolta una educatrice professionale. L’arte d’arrangiarsi degli italiani insomma, unita alla capacità di fare rete.

Jane Mary Amadio

Jane Mary Amadio, responsabile del Retail on line di Benetton group, nel Trevigiano, ha voluto fare di più. Ha chiesto ferie per poter seguire personalmente e gratuitamente i bambini delle mamme lavoratrici, anche online dove fosse necessario. Ha ritenuto che in un momento come questo fosse dovere morale rendersi utili.

Jane ha 55 anni e non ha figli suoi, e dopotutto il suo lavoro è trovare soluzioni funzionali. Avere capacità imprenditoriali significa saperle applicare a 360 gradi. I bambini ancora non sanno con quali modalità torneranno a scuola. Questi giorni sono un po’ sospesi. L’incertezza durerà ancora. Serve allora pensare e serve farlo insieme, inventare per la comunità: un laboratorio sociale in divenire insomma, per il bene comune.

Foto in evidenza di Stephen Andrews su Unsplash

A lavoro con mamma e papà. Aziende italiane accudiscono i figli dei dipendenti ultima modifica: 2020-05-30T13:00:00+02:00 da Simona Aiuti

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