Situata all’interno del Parco Nazionale del Gran Sasso e dei Monti della Laga, costituisce una tra le più suggestive fortificazioni italiane e non solo. Il National Geographic l’ha inserita tra i quindici castelli più belli al mondo. La sua storia, il piccolo borgo che la circonda e l’affascinante veduta sui monti appenninici l’hanno resa luogo adatto a diverse riprese cinematografiche. Il suo nome è Rocca Calascio, un’antica e disarmante bellezza abruzzese tutta da scoprire.

La storia

Quando nasce e perché. Due domande alle quali risulta abbastanza semplice rispondere. Basta infatti osservare struttura e posizione per capire che si tratta di una rocca medievale con funzione di controllo. Edificata tra l’XI e il XII secolo, probabilmente a seguito della conquista normanna, la struttura vide anzitutto la costruzione di una torre quadrangolare con funzione di avvistamento.

Rocca Calascio. Veduta paesaggio

Non a caso sorgeva a 1460 metri di altezza divenendo luogo strategico per le osservazioni militari nonché punto di comunicazione per i castelli dell’Adriatico. Solo in un secondo periodo nacquero le quattro torri a base circolare, collocate agli angoli del maschio centrale, oltre alle mura merlate lungo il perimetro. L’accesso alla struttura era garantito da una rampa in legno retrattile posta sul lato est. Una rocca solida edificata con pietre bianche smussate che si inseriva appieno nel passato feudale di questa terra. Fece infatti parte, insieme ad altre località, della Baronia di Carapelle almeno fino ai primi dell’’800. Nel tempo diverse famiglie si susseguirono nel dominio di quest’area. Tra queste i Piccolomini che contribuirono, come già detto, a completarne l’edificazione a metà ‘400 con torri circolari e cinta muraria.

Borgo e set cinematografici

La rocca ospitava ai suoi piedi un piccolo borgo divisibile in due parti. Una zona più prossima al castello e un’area di più recente costituzione collocata a valle. La parte alta fu abbandonata a seguito del terremoto settecentesco mentre la zona bassa continuò ad essere abitata fino al primo dopoguerra. Quest’ultima risulta ad oggi meglio conservata grazie ai numerosi restauri conservativi. L’interesse per la rocca e il borgo a valle fu dovuto alla volontà di preservare il patrimonio storico ma non solo. Indubbiamente un forte impulso lo diede il cinema quando la rocca suscitò l’interesse di diversi produttori. Tra i più noti film non si può certamente dimenticare “Il nome della rosa” tratto dall’omonimo romanzo di Umberto Eco. Una produzione datata 1986 con attore protagonista un giovane Sean Connery. Molte altre le pellicole girate tra rocca e borgo che favorirono il recupero di case oltre alla conversione di alcune abitazioni in strutture ricettive.

Vie dei pastori

A livello paesaggistico la rocca apre lo sguardo verso una veduta mozzafiato. Il panorama disegna i profili dei rilievi appenninici della zona. Il Gran Sasso, il Velino-Sirente, la Maiella, i Monti Marsicani. Come in un dipinto dai toni marroni e verdi della terra brulla. Questo è probabilmente quanto potevano vedere i pastori d’un tempo che con le loro greggi proseguivano da L’Aquila verso sud. Rocca Calascio costituiva infatti una tappa centrale durante la transumanza del Tratturo Magno.

Rocca Calscio. Chiesa di Santa Maria della Pietà

Così si chiamava il percorso che attraversava le regioni di Abruzzo, Molise e Puglia che i mandriani percorrevano per la vendita della lana. Uno dei modi attuali per raggiungere Rocca Calascio è proprio quello di seguire l’itinerario dei pastori. Un percorso di circa tre ore e mezzo. Sicuramente una scelta che coniuga benessere fisico alla possibilità di gustare lentamente lo splendore paesaggistico. Ed è proprio lungo questo sentiero che si incontra la chiesa di Santa Maria della Pietà. Un edificio religioso di modeste dimensioni che secondo alcuni fu voluto proprio dai pastori per ringraziare la Vergine. Si racconta infatti che nel corso del ‘400 dei briganti avessero tentato di invadere il territorio con scarso risultato. La forte devozione del tempo portò a rendere omaggio alla Madonna per la protezione data attraverso l’istituzione della piccola chiesa.

Sabrina Cernuschi

Autore: Sabrina Cernuschi

Laureata in Scienze Storiche lavoro da anni nel campo della didattica culturale. Amo curiosare dietro i perché delle cose per scoprirne le origini, le storie e rimanerne entusiasta un po’ come capita ai bambini quando esplorano! Per questo prediligo scrivere articoli a tema cultura: sempre alla ricerca di qualcosa di nuovo su cui indagare!

Alla scoperta dell’Abruzzo: la meravigliosa Rocca Calascio ultima modifica: 2019-01-22T09:00:05+02:00 da Sabrina Cernuschi

Commenti