Capoliveri, arrocato su una collina a 167 metri s.l.m., è uno tra i più caratteristici comuni dell’Isola d’Elba. La sua particolare architettura custodisce l’aspetto dell’antico borgo medioevale. Tra suggestivi vicoli ad arcate chiamati “chiassi” s’annidano botteghe, locali, Chiese ed edifici. Capoliveri è un crocevia di culture, un connubio di scorci sul mare e panorami di lussureggiante vegetazione. Alla scoperta del piccolo borgo toscano, tra curiosità, monumenti e la splendida festa dell’uva.

Capoliveri tra curiosità, bellezze e leggende

Il borgo, in epoca latina, era conosciuto con il nome di Capitis llvaeCaput Liberum e Caput Liseri o Liveri. Le antiche denominazioni derivano dal culto di Dioniso-Bacco. Caput Liberum, in particolare, potrebbe designare un luogo sacro, una vetta, un posto ricco di vigneti e di ottimo vino, ma anche un luogo libero, circondato dal mare. La costa, infatti, è un concentrato di bellezze tra piccole baie e insenature come le meravigliose calette di Pareti, Morcone e Innamorata, un tempo centri di pescatori e oggi luoghi di villeggiatura. Tra le curiosità di Capoliveri, vi è una leggenda tragica a romantica che risale al 1534.

Capoliveri - Isola d'Elba
Capoliveri lato sud – foto di Gregory Zeier – Opera propria, CC BY 3.0

Una leggenda che racconta dell’amore tra Lorenzo e Maria e contrastato dalle rispettive famiglie. Una storia che racconta della spiaggia dell’Innamorata come nido d’amore, dei pirati che rapirono Lorenzo e che lo gettarono agonizzante in mare. Di Maria che si lasciò cadere in mare in un ultimo disperato atto d’amore e del suo scialle impigliato ad uno scoglio che da allora fu chiamato “Ciarpa“. (Il 14 luglio si celebra la Festa dell’Innamorata con la rievocazione storica dell’evento). A Maggio si svolge la Festa del Cavatore in omaggio alle origini minerarie di Capoliveri e la Festa dell’uva che si celebra ogni prima domenica di ottobre.

Cosa vedere a Capoliveri

Il borgo di Capoliveri offre tantissime cose da vedere e visitare. Iniziano con le chiese: La Chiesa Centrale di SS Maria Assunta, di impianto romanico e restaurata nel 1995 dall’allora parroco Don Gino Salmaso. Santuario della Madonna Delle Grazie, del XVI secolo. Qui si trova un “olio su tavola” al centro dell’altare maggiore, chiamato della “Madonna del Silenzio”, di Marcello Venusti e copia dell’Opera di Michelangelo. Chiesa Plebania di San Michele, del XII secolo in romanico-pisano. Chiesa della Madonna della Neve in stile romanico-pisano e ubicata a Lacona, incantevole località balneare del comune.

Capoliveri - Miniera
Miniera di Calamita – di Libens libenter – Opera propria, CC BY-SA 3.0

Le Miniere rappresentano un tassello molto importante nella storia del borgo. Vi consigliamo di visitare il Museo della Vecchia Officina per scoprire i racconti dei minatori e magari per partecipare ad escursioni e trekking guidati. Un altro museo da non perdere è il Museo del Mare per conoscere la storia del piroscafo Polluce e del recupero del suo tesoro. Non si può dire di aver visto Capoliveri senza il suo Monte Calamita. Una delle aree più suggestive dell’Isola, dove poter godere della natura selvaggia e dei tramonti mozzafiato.

Capoliveri - Monte Calamita
Il Monte Calamita visto dal Monte Arco – di F Ceragioli – Opera propria, CC BY-SA 3.0

Festa dell’uva: dal 5 al 7 ottobre

Il comune di Capoliveri è suddiviso in quattro rioni: il Fosso, la Torre, la Fortezza e il Baluardo. I quattro rioni, come da tradizione, si sfidano durante la Festa dell’uva. Tre giorni dedicati al vino, all’uva, ricchi di programmi, di rievocazioni e di giochi che si concludono con la premiazione della scenografia più bella legata alle tradizioni contadine. Si inizia venerdì 5 ottobre con i giochi per i bambini e per i rioni. Sabato mattina, invece, si continua con la benedizione degli stendardi e dalle 19.30 in poi è possibile deliziare il palato grazie agli stand enogastronomici in piazza Matteotti. Domenica mattina è la volta della sfilata dei quattro rioni e alle 18.00 il verdetto con il nome dei vincitori. Da quel momento in poi, la statua di Bacco viene trasferita nel rione vincente e la festa continua fino a sera. Ingresso gratuito. Da non perdere!

Cristina Gatto

Autore: Cristina Gatto

Mi chiamano Chinaski e come il Perozzi di Amici miei, ho quasi dimenticato che il mio nome è Cristina. Ho una passione viscerale per il cinema e per la musica, colleziono vinili e oltre i libri leggo parecchi fumetti. Amo i gatti (nomen omen). Cos’altro aggiungere? Non pedalo perché non ho voluto la bicicletta, sono irriverente, sempre pronta alla battuta, dotata di autoironia (l’altezza l’avevano terminata) e come Luciano Bianciardi spesso mi domando “chissà se riuscirò a trovare la strada di Itaca, un giorno?”

Capoliveri: natura e tradizione nel piccolo borgo dell’Isola d’Elba ultima modifica: 2018-10-04T09:00:21+00:00 da Cristina Gatto

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