Caravaggio si trova in Lombardia nella provincia di Bergamo, al centro della Bergamasca. La città sembra sia stata fondata dai Longobardi ed è nota soprattutto per aver dato i natali al grande pittore del seicento Michelangelo Merisi detto il “Caravaggio” appunto.

caravaggio
In questa tranquilla cittadina, ha sede l’importante santuario mariano di Santa Maria del Fonte, con il suo bellissimo viale e il complesso del Centro Civico San Bernardino, ex convento con annessa la chiesa. Invece al centro del paese c’è l’incantevole chiesa parrocchiale dei SS.Fermo e Rustico. Da non perdere per i turisti una visita nella chiesa di S.Elisabetta e quella di S. Liberata. La località è incantevole e ben tenuta, tuttavia è nota soprattutto per essere stata culla del Merisi, il quale, orfano in giovane età, lasciò presto la Bergamasca per andare a Roma per cercare fortuna.

Caravaggio dal Cavalier D’Arpino alla palla corda, alla fuga

Importante fu per Michelangelo Merisi entrare nella bottega del Cavalier d’Arpino, un pittore molto apprezzato nell’Urbe del tempo, dove imparò molto, ma durò poco, poiché il Caravaggio era già irascibile. Tuttavia, la carriera del pittore subì un’accelerazione improvvisa quando entrò sotto l’ala protettrice del Cardinale Francesco Maria del Monte, sotto la cui egida guadagnò fama e onori. Egli fu un genio che secondo la critica, avrebbe inventato le “immagini cinematografiche” con la sua pittura straordinaria, non sempre accettata dai contemporanei, infatti, moltissime pale d’altare e opere a tema sacro che gli erano state commissionate furono poi rifiutate. Una vita da rock star quella del pittore bergamasco, vissuta in modo spregiudicato, un po’ come Raffaello prima di lui.

quadro del Caravaggio
La sua pittura affascinava, ma il realismo, i poveri laceri con i piedi sporchi, o le sue amanti, note prostitute usate come modelle in modo ostentato per delle immagini sacre, fecero scandalo e gli procurarono inimicizie. Frequentatore di taverne di malaffare, era spesso coinvolto in risse o veniva arrestato poiché contravvenendo alla legge, girava armato. Il carattere rissoso gli procurò molti problemi, da cui riusciva a trarsi d’impaccio solo grazie ai potenti che lo proteggevano, cosa che non fu possibile nell’evento che gli cambiò la vita. Nel 1606, durante una gara di palla corda, in una rissa o un duello tra il Merisi e Ranuccio Tommasoni, con cui il pittore aveva già avuto altre scaramucce, il suo antagonista restò ucciso e il fattaccio gli procurò la condanna alla decapitazione. A quel punto il cardinale Del Monte non poté aiutarlo e quindi non gli restò che fuggire verso sud.

Verso Malta

Dopo alcune tappe rocambolesche, Michelangelo Merisi approda a Malta, dove conosce il Gran Maestro dell’Ordine dei Cavalieri, che lo fa entrare nell’ordine, ma per poco, poiché ne fu allontanato velocemente, probabilmente perché si scoprì della condanna a morte. Merisi fuggì ancora verso la Sicilia dove un vecchio amico gli procurò delle commesse, ma probabilmente non si sentiva sicuro e temeva per la sua vita, però dipinse ancora molto, mai domo. In questo periodo creò il Seppellimento di Santa Lucia e la Resurrezione di Lazzaro.

quadro del Caravaggio
Irrequieto, forse poco lucido per l’intossicazione da piombo presente nei colori che usava, che gli davano o aggravavano quel carattere irascibile, s’imbarcò segretamente su un traghetto diretto a Porto Ercole, in Toscana, ma per errore fu tratto in arresto. Rilasciato cercò di recuperare i suoi beni, soprattutto la tela con cui credeva di poter barattare la sua libertà, ma il destino avverso gli fece perdere la nave. Infine, febbricitante e disperato, vagò probabilmente in preda al delirio sulla spiaggia di Porto Ercole dove morì a 39 anni, ed era il 18 luglio del 1610. Ironia della sorte; pochi giorni dopo, giunse a Napoli la missiva che annullava la condanna. Egli affondò nell’alcol, visse tra i più semplici, conobbe la fuga, la paura, anche il disonore, avvelenato e obnubilato dal suo stesso lavoro, dimostrando comunque un talento straordinario, a cui quella fine amara non rende giustizia al più grande talento italiano del seicento.

Simona Aiuti

Autore: Simona Aiuti

Mi chiamo Simona Aiuti, sono giornalista, web editor e autrice di romanzi.
La scrittura è parte di me, infatti, amo la letteratura, la storia, lo sport, l’arte, ed esplorare i mutamenti del costume. Mi piace andare alle mostre e nei musei, sono curiosa del mondo.

Dalla località di Caravaggio, talento, follia e sregolatezza di un genio ultima modifica: 2018-07-18T09:00:58+00:00 da Simona Aiuti

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