È questo il motto che ha accompagnato il lungo cammino dell’eclettico Dario Fo, artista a trecentosessanta gradi e premio Nobel per la letteratura nel 1997. Nato sotto una buona stella, inizia a giocare con le parole fin dalla tenera età, quando da piccolo entra in contatto con bambini provenienti da realtà straniere che hanno difficoltà a comprendere la lingua italiana.

Dario Fo

In scena a teatro e nella vita

Dario per farsi capire utilizza onomatopee e neologismi, rielabora i pensieri con la fantasia e li filtra attraverso un uso sapiente della parola. Più tardi questo gioco per bambini cresce, si evolve e getta le basi dello stile espressivo racchiuso nel famoso grammelot: un’invenzione linguistica con voci dialettali del nord che si sposano con parole onomatopeiche, basate quindi sul suono. Parole inesistenti, del tutto inventate, ma che comunicano in modo magistrale il pensiero dell’autore. Lo sa bene il Mistero Buffo, opera eccellente che deve molto alla fama di Dario e che strizza l’occhio alla satira religiosa.

Dario Fo

Ma cosa rende Dario Fo uomo così popolare?

Personalità quanto mai poliedrica, sarebbe difficile additare meriti che riguardano un solo campo. Nasce come pittore e giocoliere di parole, si evolve in uomo di spettacolo, drammaturgo e regista fino a prendere in mano le redini della sua compagnia teatrale. Si impegna in politica nel Soccorso Rosso Militante e dopo l’armistizio del 1943 si arruola come volontario nella Repubblica Sociale Italiana, sollevando critiche e polemiche. Dario è di tutto un po’. E a completarlo, ci pensa la sua anima gemella, Franca Rame.

Dario Fo

Si conoscono da ragazzi e, data la bellezza di Franca, Dario pensa che non sia alla sua portata. Di sicuro lei non la pensa così quando si sposano nel 1954. L’amore lo sorprende dietro le quinte poco prima di andare in scena e da lì non si lasceranno più. Dario vive in completa armonia con la sua dolce metà, condividendo il palcoscenico, la militanza politica, la vita. In scena a teatro e nella vita Ateo fino in fondo, crede fermamente nel potenziale della comicità e del riso come arma contro l’ingiustizia e l’oppressione, elementi già presenti nella prima opera teatrale Il dito nell’occhio, realizzata a quattro mani con l’insostituibile Franca. Dario Fo nelle sue pièce dice sempre quello che pensa, e forse lo fa anche troppo. La censura lo prende più volte di mira, ma lui non si scoraggia e va avanti con le sue idee. Amante dell’Italia e un po’ meno della sua politica, “Fatelo voi!” è il grido che lancia ai giovani come invito al cambiamento, un cambiamento in cui ha sempre creduto ma di cui purtroppo non è stato testimone.

Dario Fo

La scomparsa della moglie avvenuta in età avanzata crea uno squarcio nella vita di Dario, il quale ci abbandona solo tre anni dopo, lasciando però una ricca eredità al nostro paese. Uomo di arte e cultura dotato di grande umiltà e promotore di una scrittura che è andata ben di al di là delle Alpi, Dario Fo ha detto più volte di dimenticarsi di aver ricevuto un premio Nobel per la letteratura, spero che noi non faremo lo stesso.

Flavia Del Treste

Autore: Flavia Del Treste

Romana, classe ’91, alle spalle una laurea in Letterature e Traduzione Interculturale Inglese e Francese. Lavoro come SEO web writer e traduttrice freelance per aziende e privati. Tra un articolo e l’altro non dimentico mai di fare una passeggiata in sella al mio cavallo. La passione per l’equitazione mi ricorda le mie origini e soprattutto cosa vuol dire essere felice.

“Se non sai da dove vieni, non saprai mai dove puoi arrivare”: quel genio di Dario Fo ultima modifica: 2018-03-24T09:30:59+00:00 da Flavia Del Treste

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