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Alvise Zorzi, storico della civiltà veneziana e veneziano egli stesso, di “casa vecchia” come usa dire in laguna, scriveva che Ca’ Dario, il “più elegante dei palazzi veneziani del Rinascimento… che inclina dolcemente verso il Canal Grande la facciata adorna di dischi di marmo policromo” avrebbe “una nomea sinistra che non merita affatto”. Eppure la splendida Ca’ Dario è avvolta da una trama scura e misteriosa in netto contrasto con la bellezza e la policromia della sua facciata. A Venezia ma non solo è noto come Palazzo Maledetto per quella particolare caratteristica di aver segnato in negativo la vita di molti dei suoi proprietari.

Palazzo dario

Parliamo di delitti, suicidi, strani incidenti dentro e fuori le sue mura, con un denominatore comune: che in qualche modo questi eventi luttuosi avevano a che fare con chi ne era il proprietario, con la sua famiglia o con i suoi ospiti. Realtà o leggenda? Difficile dirlo. Vero è che morti violente e misteri hanno caratterizzato almeno una parte della storia di questo palazzo. Dimora ambita da facoltosi italiani e stranieri per il fascino della sua architettura e della sua posizione, respinta per il timore che il solo prenderne possesso potesse diventare timbro di tragedia. Pare che uno dei suoi proprietari più recenti, per paura dei fantasmi del palazzo, vivesse a Ca’ Dario ma non ci dormisse dentro. Ciò non ha impedito che l’ombra lunga della tragedia in qualche modo abbia colpito anche lui.

Tra realtà e leggenda, una maledizione lunga cinque secoli

Facciamo un passo indietro. E’ il 1489 quando Giovanni Dario commissiona al famoso architetto e scultore Pietro Lombardo questo palazzo che si trova nel sestiere di Dorsoduro, poco lontano da San Marco ma dall’altra parte del Canal Grande, un po’ oltre la Basilica della Salute. A distanza di qualche anno il palazzo passa alla figlia di Giovanni, Marietta, che è sposata con tale Vincenzo Barbaro. Quest’ultimo, uomo di carattere difficile, viene allontanato dal Maggior Consiglio di cui faceva parte, subisce un tracollo finanziario e l’ancora giovane Marietta ne muore di dolore. Non basta. Muore anche Vincenzo e in seguito il figlio Giacomo cade vittima di un agguato nell’isola di Candia. Fin qui la storia antica.

venezia palazzo dario

L’ombra della disgrazia si allunga sempre più in tempi recenti. Nell’Ottocento lo acquista un commerciante di pietre preziose che fa bancarotta poco dopo averne preso possesso. Si susseguono vari proprietari relativamente ai quali non si ha notizia di drammi particolari. Ma si sa che lo studioso inglese Radon Brown qui muore misteriosamente insieme al suo compagno. Aria di sventura anche per il miliardario americano Charles Briggs che sceglie Ca’ Dario come residenza veneziana. Il suo soggiorno in laguna è breve e drammatico. Pare sia fuggito da Venezia per le tante chiacchiere sulla sua omosessualità e successivamente colpito dalla morte del suo amante che si suicida.

I fantasmi di Ca’ Dario e la sua leggenda nera

La leggenda nera si addensa con passare degli anni. Questa volta il proprietario è un italiano, il conte torinese Filippo Giordano delle Lanze, collezionista d’arte e di antiquariato, che negli anni Settanta del Novecento viene ucciso a Ca’ Dario dal suo giovane amante Raul Blasich. Questi poi scappa a Londra e muore a sua volta assassinato da uno sconosciuto. Christopher Kit Lambert, storico manager degli Who, è il proprietario che si era innamorato del fascino di Palazzo Dario ma che temeva la sua maledizione e che non ci dormiva dentro. Pare avesse confidato ad alcuni gondolieri una storia da brividi, cioè che i fantasmi del palazzo lo perseguitavano. Muore anche lui, cadendo dalle scale, poco dopo averlo venduto ad un uomo d’affari veneziano, Fabrizio Ferrari, che a Ca’ Dario si trasferisce con la sorella. La donna sarà vittima di uno strano incidente stradale senza testimoni. L’ultimo proprietario noto è stato l’imprenditore Raul Gardini. Poco dopo il suo coinvolgimento nell’inchiesta Mani Pulite muore suicida nel 1993. Al momento della morte si trovava nella sua casa di Milano, ma Ca’ Dario era una delle sue proprietà.

Monet palazzo dario

Una fama maledetta che non ha impedito al pittore francese Claude Monet, affascinato dalla bellezza di questo palazzo, di sceglierlo nel 1908 come soggetto per una serie di suoi dipinti. Tutti con la stessa prospettiva ma con condizioni di luce diverse. E non è sfuggito al suo fascino neppure lo storico d’arte inglese John Ruskin che nel suo Le pietre di Venezia ne descrive le decorazioni e i particolari che ornano la sua facciata. Al netto di qualsiasi storia, vera o presunta, di sfortuna, fantasmi e di maledizioni.

I fantasmi di Ca’ Dario in riva al Canal Grande ultima modifica: 2021-02-11T14:00:00+01:00 da Cristina Campolonghi

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