Nel giorno della Festa della Repubblica il pensiero corre a Giuseppe Mazzini. Una, libera, indipendente, REPUBBLICANA: questo era il programma politico del genovese per il futuro d’ Italia. Un programma per il quale si sacrificarono i Fratelli Bandiera, Carlo Pisacane e gli eroi della Repubblica Romana nel 1849. Il programma che dopo il Risorgimento e due Guerre Mondiali fu completato il 2 giugno 1946 quando il corpo elettorale scelse la  Repubblica quale forma di governo dopo un referendum ‘all’ultimo sangue’. L’Italia si spaccò in due: il Nord votò massicciamente per la Repubblica, il Sud rimase fedele alla Monarchia. Gli stessi ‘alleati’ che presidiavano ancora la Penisola erano divisi: gli USA per la Repubblica, la Gran Bretagna per la Monarchia.

2 Giugno: la Festa della Repubblica

la Festa della Repubblica - Monumento Vittorio Emanuele II

Senz’altro giovò alla Repubblica la presenza di una casa regnante che non aveva mai preso i cuori dei cittadini. Basti pensare che il primo Re d’Italia continuò a chiamarsi Vittorio Emanuele SECONDO come se considerasse la penisola un Piemonte un po’ più grande. Umberto I, dopo le stragi di Milano del 1898, fu ucciso da Gaetano Bresci. Vittorio Emanuele III, forse preso dalle sue raccolte di francobolli e monete antiche, non capí quando era il caso di abdicare. Umberto II , Re di Maggio, fu forse il personaggio più incolpevole della storia di Casa Savoia, ma pagò le colpe dei suoi ascendenti e, solo dopo un mese di regno, dovette abdicare a seguito del referendum istituzionale. Cosa che fece, peraltro, con molto stile e dignità morendo in esilio dopo 37 anni senza lasciarsi andare a trame revansciste o desideri di rivincita.

Nel XXI Secolo

Cosa rimane, oggi del lascito del 2 giugno 1946?

la Festa della Repubblica - Corriere della sera 1946

La Festa della Repubblica è oggi la celebrazione del popolo che si riunisce sotto i propri simboli. Il Quirinale che si apre alla società civile e ribadisce di essere la casa di tutti gli italiani. Ma, soprattutto, l’incontro tra il popolo e le Istituzione prende forma nella parata militare di Roma, a via dei Fori Imperiali. I biglietti di invito per assistere alla sfilata dei corpi armati dello Stato si esauriscono in breve tempo: famiglie intere vogliono stringersi intorno ai simboli della Repubblica: i soldati, le bandiere, le autorità. Il defilamento dei reparti procede tra gli applausi della folla che diventano scroscianti quando passano le unità militari più cariche di gloria.  Il passo lento degli Alpini, l’allegra carica dei Bersaglieri, l’urlo possente dei paracadutisti e le tenute d’assalto degli incursori di Marina: tutto ricorda le glorie passate e gli eroismi senza fine della nostra tradizione militare. In quei momenti e’ un popolo che si riconosce nel proprio passato sul quale fonda le speranze per l’avvenire.

Il 2 giugno rimane una giornata di festa e di unità che dobbiamo serbare negli anni.

Giorgio Paoletti

Autore: Giorgio Paoletti

Sono un uomo curioso, un marinaio che ama leggere, scrivere e viaggiare.

2 Giugno: la Festa della Republica ultima modifica: 2018-06-02T09:00:40+00:00 da Giorgio Paoletti

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