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Il Cammino di Dante è l’unico itinerario italiano che gli esperti di viaggio Lonely Planet per Best in Travel hanno inserito nella classifica dei trenta percorsi assolutamente da non perdere nel 2021. Suggerimento certamente azzeccato e di grande tempismo perché il 2021, come ormai si ripete continuamente da una parte all’altra della penisola e non solo, ricorda i settecento anni dalla morte del Sommo Poeta. E se si vuole camminare nella storia e nella letteratura, ricordando Dante a ogni passo, questa è certamente un’esperienza da raccontare e da non perdere.

Venti tappe in un percorso di circa 400 chilometri che congiunge la Romagna e il Casentino

Lungo il percorso si vive il medioevo – spiega Oliviero Resta, presidente dell’associazione Il Cammino di Dante – toccando tappa dopo tappa quelle che sono state le strade di Dante nel suo esilio. Si cammina, dopo 700 anni, proprio dove è passato lui, dove ha sofferto, e questa è la chiave di volta dell’esperienza del Cammino. Percorrere i quasi quattrocento chilometri dell’itinerario posando i nostri piedi su quei lastricati romani che c’erano già ai tempi di Dante e sui quali anche lui aveva camminato. Di più, questa esperienza ci ha portato a scoprirne di nuovi che prima erano irriconoscibili perché coperti dalla vegetazione. Li abbiamo indicati noi ai diversi comuni di pertinenza. Il nostro è un Paese talmente ricco di storia e di testimonianze … Purtroppo, non sempre l’istituzione pubblica se ne fa carico”.

mappa del cammino di dante

Il Cammino di Dante è il primo viaggio organizzato tra sentieri e vie medievali che all’epoca univano la Romagna e la Toscana. Su quei percorsi fatti dal Sommo Poeta durante il suo esilio, quando scrisse la Divina Commedia. E sono proprio i luoghi del territorio tosco-romagnolo citati nella Commedia, o direttamente vissuti dal Poeta durante i suoi anni di esilio, quelli che accompagnano il viaggiatore. Lungo la strada, la Divina Commedia “parla” attraverso grandi pannelli con la perifrasi (per rendere il testo comprensibile a tutti) delle tre cantiche. Da Ravenna a Firenze protagonista è l’Inferno, da Firenze a Forlì il Purgatorio, da Forlì a Ravenna sarà il Paradiso, dentro alla pineta di Classe dove si pensa che il sommo poeta si sia ispirato per la terza cantica.

Quando il trekking diventa anche un percorso culturale, artistico, filosofico e spirituale

L’itinerario si sviluppa attraverso un anello che congiunge la Romagna e il Casentino in 20 tappe fisse. Punti di partenza e di arrivo, la Tomba di Dante a Ravenna e il Museo Casa di Dante a Firenze. Lungo il percorso sono pochissime le strade asfaltate, molti i sentieri che spesso coincidono con antiche vie etrusco-romane. La strada maestra del Cammino di Dante è infatti mantenere il più possibile questa dimensione antica. “Altro – si spiega – è poeticamente ricostruibile, o ripercorribile con le stesse difficoltà e bellezze stimolanti dell’epoca medievale”. Occasione ideale di turismo culturale lento e sostenibile. Non solo un percorso di trekking ma anche un percorso culturale, artistico, filosofico e spirituale attraverso i paesaggi della Romagna e del Casentino fra natura e borghi storici, cibo e tradizione.

valle dell'acquacheta

Il Cammino di Dante è anche il primo e più completo percorso escursionistico in tema dantesco sul territorio tosco-emiliano e romagnolo. Un progetto nato nel 2011 da un’idea del suo creatore e fondatore, Giordano Bezzi, e dalla passione per il Sommo Poeta condivisa da un gruppo eterogeneo di persone. Nel 2016 i primi pellegrini hanno cominciato a percorrere il cammino, mentre continuavano i lavori di mantenimento e miglioramento (ancora work in progress) di tutto il percorso da parte dell’associazione Il Cammino di Dante. Un passo avanti verso la Cultura, costituitasi nel 2014. Con non poche difficoltà e scarso supporto sia economico che operativo.

eremo di Gamogna

Pochi i contributi, il grosso del progetto è stato portato avanti – in tutti i sensi – da privati, il cui lavoro ha dato un importante contributo alla valorizzazione dei luoghi danteschi. Per esempio, è’ stata l’associazione del Cammino a dare dignità al Ponte del Cicaleto che Dante attraversò l’8 giugno del 1302 per andare a San Godenzo al palazzo dei conti Guidi, detto dello specchio.

“Questo viaggio è stato intenso, ma pieno di meraviglia”

A compensare tutto questo, la soddisfazione nei commenti dei viandanti. Basta scorrere la pagina Facebook del Cammino.“Che dire, spettacolo puro … è la penultima tappa, avvertiamo la tristezza della fine imminente di questa bellissima esperienza”. “Dopo dieci giorni di cammino siamo arrivati al Museo Casa di Dante. Questo viaggio è stato intenso, ma pieno di meraviglia!”. “Bellissimo tutto”….. e via camminando. Il Cammino di Dante si avvale oggi di un’app dedicata che consente di conoscere in qualsiasi momento quanti chilometri sono stati fatti e quanti ne restano per arrivare. Con le indicazioni di tutti i punti acqua e di ristoro. E di una guida, Il Cammino di Dante. Da Ravenna a Firenze e ritorno, pubblicata dalla casa editrice Terre di Mezzo.

(ph credit: Associazione Il Cammino di Dante)

Il Cammino di Dante, passo dopo passo sulle strade dell’esilio ultima modifica: 2021-10-02T15:30:00+02:00 da Cristina Campolonghi

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