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Se si visita Roma non si può non fare una tappa ad una delle fontane più conosciute al mondo. Sia perché è stata protagonista di celebri film, sia perché è un capolavoro, un trionfo, dell’arte barocca. Stiamo parlando della Fontana di Trevi, un’opera rococò, maestosa. Imponente per le sue statue ma anche per l’acqua e i colori che sprigiona. La Fontana di Trevi è conosciuta anche per la leggenda della monetina.

La Fontana di Trevi illuminata di notte
Le statue sul prospetto del palazzo Poli

La Fontana di Trevi, la storia dell’opera

La fontana prende il suo nome da Trevi, che sta ad indicare il punto di incontro di tre vie diverse. Si trova sulla facciata di palazzo Poli. A volerne la costruzione fu Papa Urbano VII che assegnò l’incarico al Bernini, intorno al 1640. Ma i costi per realizzare l’opera monumentale erano elevatissimi. Tanto che i tempi si dilungarono e i lavori non furono avviati. Solo con Clemente XII riprese l’idea di costruire la fontana. Si deve a lui nel 1730 un concorso tra i migliori artisti dell’epoca. Ad aggiudicarselo l’architetto romano Nicola Salvi.

Un particolare della Fontana di Trevo
La statua del Tritone, un particolare della fontana

Due anni dopo il via ai lavori per quest’opera che racchiude in sé architettura, scultura ed elementi naturali. Il movimento la parola d’ordine come nello spirito del barocco. L’opera venne completata dallo scultore Pietro Bracci sotto la tutela di Clemente XIII e la direzione di Giuseppe Pannini. L’inaugurazione il 22 maggio 1762. Ha una larghezza di 20 metri e un’altezza di 26. E’ un omaggio anche alla storia dell’acquedotto.

Cosa rappresentano le statue della Fontana di Trevi

Un occhio attento e curioso non può non soffermarsi sui dettagli di quest’opera. Perché se da una parte si resta abbagliati dal colore della pietra, dal gioco di luci e di acqua, non si può non conoscerli. Innanzitutto campeggia la figura di Oceano su un carro trainato da cavalli marini e  tritoni. I due cavalli sono diversi: uno è docile e tranquillo, l’altro è agitato e in movimento. Simboleggiano il diverso temperamento del mare.

La gente che affolla ogni giorno la Fontana di Trevi
Ogni giorno sono tantissimi i visitatori che lanciano la monetina nella fontana

Ai lati del dio ci sono le statue dentro due nicchie. Rappresentano la personificazione dell’Abbondanza, che versa acqua dalla sua urna e quella della Salubrità, con in mano una coppa dalla quale si disseta un serpente. E poi Agrippa che approva il progetto e a destra la fanciulla vergine, che indica ai soldati assetati la sorgente. Infine lo stemma in marmo di Clemente XII e le statue che rappresentano le quattro stagioni.

La leggenda del lancio della monetina

La Fontana di Trevi è presa d’assalto, nel vero senso della parola, ogni giorno da migliaia di turisti. Per questo i romani consigliano di vederla magari alle prime luci dell’alba o a tarda notte, quando c’è meno gente. Tutti la raggiungono per il tradizionale lancio della monetina. Si racconta che chi lancia una monetina, rigorosamente di spalle, verso la fontana, tornerà sicuramente a Roma. E poi c’è una leggenda più romantica. Se si lanciano due monete si troverà l’amore; lanciandone tre ci si sposerà presto. Insomma credendo o no alla leggenda, di sicuro chiunque la visiti compie questo gesto scaramantico. Tanto che periodicamente quando le monete vengono raccolte se ne contano a migliaia. Vengono poi una parte devolute in beneficenza e il resto del denaro utilizzato per la manutenzione del sito.

Altre leggende e i film che l’hanno resa celebre

C’è anche un’altra storia che in molti conoscono. Quella di un barbiere che aveva la sua attività sulla piazza. Infastidito dai rumori si lamentava di continuo. Tanto che lo scultore Salvi decise realizzare un grande vaso di pietra sulla parte orientale della fontana così da renderla invisibile al barbiere. E questo vaso esiste tuttora e sembra che mettendosi dietro di esso davvero la fontana non si veda.

La Fontana di Trevi nella scena de La dolce vita
Anita Ekberg e Marcello Mastroianni ne La dolce vita

Legati alla Fontana di Trevi nella memoria collettiva sono anche tanti film. Come “Totò truffa 62”, la commedia romantica “Tre soldi nella fontana”, “La dolce vita” di Fellini, con la celebre scena di Anita Ekberg che si tuffa mentre ammalia Marcello Mastroianni invitandolo a raggiungerla. Ma guai a immergersi nella grande fontana. E’ assolutamente vietato.

Gli interventi di restauro ma anche le azioni dimostrative

Di recente la Fontana di Trevi è stata restaurata. A volerlo nel gennaio del 2013 Fendi. Diciassette mesi di lavori che hanno permesso di recuperare molte parti deteriorate dal tempo. E poi Fendi, a restauro ultimato ha festeggiato i 90 anni dall’apertura del suo atelier nel centro storico di Roma con una passerella sulle acque. Tante anche le azioni dimostrative. Tra queste quella di Graziano Cecchini nel 2017 che la colorò di rosso, o quella di Adrián Pino Olivera che entrò nudo nella fontana.

Foto di copertina di Rosy Caporale

La Fontana di Trevi a Roma, la leggenda della monetina ultima modifica: 2020-06-23T14:43:07+02:00 da Federica Puglisi

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