Guardando Massimo Bottura, lo chef italiano più famoso al mondo grazie alla sua “Osteria Francescana” di Modena, ci si domanda cosa ci possa essere di più gratificante che vedere i propri sogni realizzati. Il maestro dei fornelli ha seguito alla lettera il suo motto “La cucina è una chiamata all’azione” dando vita prima al progetto Refettorio ambrosiano e poi a Food for Soul, l’ONLUS nata nel 2016 che lotta contro lo spreco alimentare aprendo le porte a tutti.

Bottura

Un programma contro lo spreco alimentare

Il progetto ha avuto un’eco internazionale a partire da Greco, Milano, dove chef di fama mondiale tra cui Bottura hanno aperto le porte a 90 persone. Un’arte a disposizione di tutti non solo per le papille gustative ma anche per gli occhi: la sala un tempo adibita per la scena ospita infatti un affresco di Alessandro Cucchi e un’opera ispirata al tema del pane di Carlo Benvenuto, il tutto racchiuso in una cornice dal design sobrio.
Una lotta contro lo spreco alimentare che conta tanti zeri negli 1.3 bilioni di tonnellate di cibo buttati ogni anno. E pensare che basterebbe riusarne un terzo per sfamare chi non ha di che vivere. Un programma di inclusione sociale che mira alla condivisione e alla rivalutazione delle materie prime che provengono dagli scarti del sito espositivo di Expo come dalle cucine di tutto il mondo.

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Bottura tra lettere, arte ed eccellenza

“Vieni in Italia con me” è la versione italiana del suo scritto che, come spiega lo stesso chef, è “un invito prima di tutto agli italiani a riscoprire la grandezza del proprio Paese” attraverso tutti quei tratti salienti che ne dipingono la fisionomia e rimangono così impressi nelle menti di chi ha il privilegio di scoprirlo. Il suo testo si configura come una spinta a rinnamorarsi della propria italianità che troppo spesso denigriamo.
E se gli chiedessimo cosa vuol dire arte, ci stupirebbe con un trittico sparato a colpo di fucile: “il tutto parte dalla cultura, che porta alla conoscenza e la conoscenza risveglia la coscienza”. Semplice, no?

Bottura

Inoltre, a tutti coloro che percepiscono la cucina e l’arte quasi come un’endiadi, Bottura risponde con un’insolita differenziazione. L’arte, secondo lui, in quanto emblema dell’espressività e libertà, è dissimile dall’artigianato e dalla cucina che invece devono rispondere a canoni ben precisi come il buon gusto, la mise en place.
Un amore per l’arte intesa a tutto tondo logicamente, perché non ci si potrebbe aspettare altro da uno chef di così larghe vedute. E’ per questo che dal 1993, anno in cui ha conosciuto sua moglie, colleziona insieme a lei opere d’arte moderna.

Cucina tradizionale ma innovativa

Una cucina, quella di Bottura, che ha saputo coniugare al meglio tradizione e innovazione proprio perché, per far sopravvivere il nostro passato bisogna interpretarlo in chiave “critica e non nostalgica”. Altrimenti, il passato, gastronomico e non, sarà visto sempre come insuperabile a priori.
Per Bottura è un’immensa soddisfazione ricevere messaggi oltreoceano come dal Brasile, New York, il suo progetto è volato alto ed è stato toccato dalle mani di 65 cuochi che hanno sviluppato sinergie per reinventare ogni giorno nuove ricette. Tra i professionisti della cucina spiccano Virgilio Martinez , Gaston AcurioFerran e Albert Adrià. Anche David Hertz ha contribuito alla riuscita del progetto lavorando nelle zone più disagiate del Brasile con “Gastromotiva” come in terra messicana.

La mensa stellata

La sua mensa stellata risponde a un’esigenza primaria di nutrizione, configurandosi come punto di incontro e di idee per ripensare ad una ridistribuzione più omologata del  cibo.
Questo non è solamente un ente di beneficenza, non si tratta solo di dar da mangiare a chi ne ha bisogno“, ha dichiarato Bottura al New York Times in occasione del refettorio brasiliano.
Si tratta di inclusione sociale, di rendere noto il tema degli sprechi alimentari e di ridar delle speranze a coloro che ormai le han perse tutte“.
Perché, come dice il nostro Bottura, “Abbiamo bisogno di più mense per ripristinare l’anima”.

Flavia Del Treste

Autore: Flavia Del Treste

Romana, classe ’91, alle spalle una laurea in Letterature e Traduzione Interculturale Inglese e Francese. Lavoro come SEO web writer e traduttrice freelance per aziende e privati. Tra un articolo e l’altro non dimentico mai di fare una passeggiata in sella al mio cavallo. La passione per l’equitazione mi ricorda le mie origini e soprattutto cosa vuol dire essere felice.

La mensa stellata del maestro Massimo Bottura: anche i sogni diventano realtà ultima modifica: 2018-08-29T09:00:24+00:00 da Flavia Del Treste

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