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La storia delle perle veneziane è interessante. Interessante e importante, al punto che questi piccoli, preziosi oggetti di vetro potrebbero essere l’elemento che mette in discussione la scoperta dell’America da parte di Cristoforo Colombo. Perché se la storia documenta che Colombo arrivò nelle Americhe nell’ottobre del 1492, recenti scoperte archeologiche raccontano che vari decenni prima di quella data qualche europeo era già arrivato nel Nuovo Mondo. Non proprio dove approdò Colombo ma un po’ più a nord, nelle fredde terre dell’Alaska. Comincia da qui la nuova storia delle perle veneziane.

perle veneziane (rivista American Antiquity)

La notizia è di questi giorni e si affianca a quella, altrettanto recente, del riconoscimento, da parte dell’Unesco, dell’arte delle perle di vetro come patrimonio culturale immateriale dell’umanità. Le perle viaggiavano, avevamo scritto in quell’occasione, perché erano utilizzate come moneta di scambio nei mercati di tutto il mondo. Si sapeva che Cristoforo Colombo le aveva con sé quando era arrivato in America. Ma non si sapeva che qualcun altro, molto prima, le aveva già portate in quei luoghi e scambiate con gli abitanti di quei territori. Piccole perle di vetro sono infatti state rinvenute in Alaska, nella Brokks Range, vicino a Punyik Point, in un campo Inuit stagionale nei pressi del Continental Divide.

Si tratta di un’area caratterizzata da antiche vie commerciali. Queste perle, con un foro al centro, grandi poco più di un mirtillo e dello stesso colore di questa bacca, sono state datate tra il 1440 e il 1480. Lo certifica un esame al radiocarbonio eseguita non sulle perle bensì sullo spago ritrovato insieme ad esse e che probabilmente veniva usato per indossarle come gioielli.

Un piccolo spago di origine vegetale ha consentito di datare gli antichi reperti

Non sono i primi reperti del genere rinvenuti in questi territori gelidi dell’Alaska. Già negli anni Cinquanta e Sessanta del secolo scorso ne erano stati rinvenuti alcuni. Ma all’epoca la scoperta non sembrava così importante in quanto non era possibile datare le piccole perle ritrovate. Anche quelle erano colorate di turchese e anche quelle si trovavano nella zona di Punyik Point. In tempi più recenti ne erano state recuperate una decina tra le località di Kinyiksugvik e Lake Kaiyak House. Sono seguite altre ricerche, altri ritrovamenti. Un piccolo tesoro di antichissimi anelli di metallo, braccialetti di rame, orecchini… e uno spago che, nonostante l’età, era ancora integro. Questo il punto di svolta. Siccome lo spago è fatto di fibre vegetali, c’era la materia organica per potere eseguire la datazione al radiocarbonio utilizzando la spettometria di massa. Il quadro si è ricomposto.

via della seta perle veneziane
Via della Seta

“Siamo quasi svenuti quando sono arrivati i risultati: la pianta era viva nel Quattrocento” hanno raccontato in un articolo della rivista American Antiquity, Mike Kunz e Robin Mills archeologi del Bureau of Land Management e autori dei ritrovamenti. “Questi che abbiamo trovato – affermano i due studiosi – sono indubbiamente i primi oggetti europei arrivati nel Nuovo Mondo via terra“. Una scoperta epocale, che mette in discussione la primazia di Cristoforo Colombo nella scoperta delle Americhe. Qualcuno era quindi arrivato prima di lui, attraverso le rotte commerciali che partivano dall’Europa con la bussola orientata a est.

Da Murano all’Alaska, lungo la Via della Seta e lo Stretto di Bering

I mercanti dell’epoca attraversavano migliaia di chilometri su carri o a cavallo lungo la Via della Seta verso la Cina e la Siberia Orientale. Da qui, a bordo di kayak, attraversavano lo Stretto di Bering. Per approdare in Alaska dopo un viaggio di 80 chilometri in mare aperto. E se si pensa che questi piccoli oggetti venivano prodotti nelle fornaci di Murano, l’isola del vetro nella laguna di Venezia, si ipotizza che le perle (e chi le portava) abbiano percorso un itinerario lungo oltre sedicimila chilometri. Le perle veneziane, davvero grandi viaggiatrici.

Le perle veneziane in America prima di Cristoforo Colombo ultima modifica: 2021-02-22T14:30:00+01:00 da Cristina Campolonghi

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