notification icon
App italiani.it
Tutto il meglio di italiani.it sul tuo telefono
Installa

Le specie di ragni presenti in Italia sono circa 1.600. Tra di esse, pochi sono i ragni realmente pericolosi per l’uomo. Pur essendo quasi tutti velenosi, al di là del dolore che provocano i loro morsi, gli effetti che determinano sull’uomo sono quasi sempre contenuti. Fatta eccezione per il latrodectes tredecimguttatus e del loxosceles rufescens, tutti gli altri, sebbene vengano spesso temuti e tenuti a distanza (aracnofobia), nella maggior parte dei casi sono assolutamente innocui.

Ragni, vedova nera

Per saperne di più sui ragni presenti nel nostro Paese e per imparare a distinguerli, vediamo insieme quali sono quelli che suscitano un interesse maggiore dal punto di vista medico.

La vedova nera (latrodectes tredecimguttatus)

Il latrodectes tredecimguttatus o “vedova nera” è il ragno più pericoloso fra quelli presenti sul territorio italiano. Conosciuto anche come “malmignatta”, fu così denominato ai primi del ‘900, dopo che in cattività furono osservati diversi casi in cui le femmine divoravano il maschio dopo l’accoppiamento. Il suo potente veleno è neurotossico, agisce cioè sul sistema nervoso. Il morso, nell’immediato, è solitamente indolore, ma può avere effetti letali, soprattutto su bambini, anziani o soggetti debilitati. Nel giro di 24 ore si possono verificare diversi sintomi: nausea, vomito, dolori addominali, tachicardia o brachicardia, ipertensione. Nei soggetti più sensibili i sintomi possono essere più gravi, anche se i casi fatali registrati rimangono rarissimi.

Ragni, vedova nera di profilo

Non è un ragno di grandi dimensioni: il maschio raggiunge al massimo 7 millimetri, la femmina 15, ed è abbastanza riconoscibile. L’addome, globoso e nero, presenta una serie di 13 macchie rosse tondeggianti, da cui deriva il nome specifico. Le macchie possono essere anche di colore arancione o giallo o non essere presenti, a seconda della distribuzione geografica. In Italia si trova principalmente al Sud e al Centro, lungo la costa tirrenica e in Sardegna. Vive nei terreni brulli o vicino a muretti e sassi, e raramente può costruire la sua tana in prossimità delle abitazioni.

ragno violino

Il loxosceles rufescens

Il loxosceles rufescens o “ragno violino” rientra anch’esso fra i più pericolosi. Presente su tutto il territorio nazionale, il suo potente veleno ha un effetto necrotizzante responsabile del cosiddetto loxoscelismo. Solo nel 40 per cento dei morsi, questo ragno inietta il suo veleno e gli effetti (che compaiono entro 24-48 ore) possono essere variabili. Da una forma lieve con una leggera sintomatologia, si può arrivare a una forma viscero-cutanea molto rara, caratterizzata da malessere generale. Nei soggetti particolarmente sensibili (bambini o immunodepressi) può portare a uno stato comatoso.

Ragni, un'altra immagine del ragno violino

Il ragno violino è così chiamato perché ha una macchia sul prosoma simile a un violino. Di colore marrone, ha zampe lunghe e sottili, lunghe circa 5 millimetri, mentre il corpo non supera i 9. È una specie notturna, che caccia senza bisogno di una tela. Tesse solo pochi fili disordinati negli stretti anfratti che usa come rifugi, da cui esce di notte in cerca della femmina. Non è aggressivo e, se disturbato, tende ad allontanarsi. Proprio perché non ama la luce, può nascondersi tra i vestiti, nelle scarpe, sotto le coperte, aumentando così le probabilità di reagire con un morso nel caso in cui si senta minacciato.

ragnatela

Tegenaria agrestis

Il tegenaria agrentis, conosciuto anche come tegenaria dei campi, è originario dell’Europa occidentale. Ha dimensioni medie: le femmine possono raggiungere i 18 millimetri di lunghezza, mentre i maschi non superano i 14. Ha il dorso piuttosto sviluppato, di colore marrone con striature di marrone scuro. L’addome invece è sul giallognolo. È caratterizzato da lunghe zampe ricoperte da finissimi peli di colore marroncino. Pur prediligendo la campagna, può trovarsi anche nei pressi delle case, poiché si nutre di insetti e parassiti presenti anche tra le mura domestiche. Il suo morso può essere pericoloso e i sintomi, anche se di minore entità, sono simili a quelli del ragno violino. Recenti studi hanno dimostrato che il suo veleno produce effetti necrotizzanti sui tessuti. In genere, nella zona interessata dal morso, si forma una lesione a lento sviluppo con estese emorragie sottocutanee. Fortunatamente, non è letale per l’uomo, a meno che non vi sia una particolare sensibilità alle tossine del veleno. Non è aggressivo, ma potrebbe diventarlo se provocato, quando protegge le uova.

Segestria florentina

Uno dei ragni più aggressivi e dal morso doloroso è il segestria florentina, presente in tutte le regioni italiane. Così chiamato perché i primi esemplari studiati vennero trovati lungo l’Arno, non è considerato pericoloso a causa del suo veleno, dalle scarse proprietà neurotossiche (non ha un’azione sui vertebrati e sull’uomo). Il morso dolorosissimo è provocato dai denti di grosse dimensioni, soprattutto nelle femmine, detti cheliceri, che assumono una colorazione iridescente.

Altra ragnatela

Si tratta di una delle specie di ragno più grandi in Europa, tanto che le femmine possono raggiungere i 2,2 centimetri di lunghezza, senza contare le zampe. Due caratteristiche peculiari di questo ragno sono la colorazione, tipicamente nera, e il comportamento. La ragnatela che esso tesse ha forma tubolare. Posizionandosi alla sua estremità, attende le sue prede con sei zampe proiettate in avanti, pronte ad afferrarle. Lo si può trovare nelle cantine, nelle fessure e nelle vecchie abitazioni, soprattutto quelle con mura non lisce, perché non è in grado di scalarle.

Cheiracanthium punctorium

Il cheiracanthium punctorium o ragno dal sacco giallo, come nel caso del segestria florentina, ha un veleno che non è pericoloso per l’uomo. Il morso, che è più doloroso se provocato da un maschio, può tuttavia causare, nei soggetti più sensibili, nausea, vomito, mal di testa, senso di oppressione toracica, insieme al bruciore della zona colpita, che diventa rossa e gonfia. I suoi colori caratteristici sono il rosso-arancio, al cefalotorace e alla testa, e il giallo-ambrato sulla parte posteriore, con una linea bruna trasversale. Più grandi sono le femmine, le cui dimensioni variano dai 10 ai 20 millimetri, rispetto ai maschi, che non superano i 14 millimetri. Lo si può incontrare nei prati e nei terreni incolti, ma anche in orti, giardini e abitazioni. La sua ragnatela, che solitamente realizza a un’altezza di circa 50 centimetri dal suolo, ha la particolarità di contenere una sacca di seta che utilizza per scopi riproduttivi. È presente in tutte le regioni italiane, tranne in Sicilia.

Teniamo a bada la paura

Questi sono, in sintesi, i ragni che destano maggiore attenzione. Si tratta perlopiù di specie innocue, se si escludono le prime due. Della stragrande maggioranza dei ragni che incontriamo all’aperto e nelle nostre case, non c’è alcuna ragione di avere timore. Troppo spesso, questi insetti vengono uccisi ingiustamente solo perché poco conosciuti, ma non fanno alcun male. Ricordiamocelo, prima di agire in preda all’ansia.

(Foto: Aracnofilia – Associazione Italiana di Aracnologia Pagina Facebook)

I ragni in Italia. Quali sono i più pericolosi? ultima modifica: 2020-09-27T09:00:00+02:00 da Antonietta Malito

Commenti