Tex Willer, un personaggio immaginario e ispirativo che sembra più reale di tanti personaggi reali, ha compiuto 70 anni e continua a non invecchiare, pur essendo sopravvissuto a centinaia di agguati.

Chi è Tex?

Tex Willer è nato il 30 settembre del 1948, dalla matita e dalla fantasia, di Gianluigi Bonelli e Aurelio Galleppini. Bonelli fu un vero e proprio cowboy, editore bolognese, pioniere del fumetto italiano, lasciò il testimone al figlio Sergio. Tex ebbe per un po’ le facce di Gary Cooper, John Wayne, Clint Eastwood, Charlton Heston, poi si decise che dovesse avere tratti neutri. È un personaggio che con i suoi pards, Kit Carson (il “vecchio cammello”) e Tiger Jack, nonché il figlio Kid, non smette di far scrivere di sé. Infatti Tex, amato da tanti artisti italiani, fra i quali Benigni e Guccini, è molto più di un Texas Ranger. È un filosofo senza tempo che si legge a tutte le età, offre uno sguardo profondo e problematico sull’immortale tema umano di cosa sia la giustizia.

Tex - immagine di Tex

Perché leggere Tex?

Ai casi di Tex non ci sono mai risposte facili, soluzioni unilaterali. Tex guarda nel profondo l’animo umano, anche quello dei suoi nemici. Cerca una legge superiore. È vocato alla difesa della causa dei più deboli, degli indifesi. Cerca le ragioni dei perdenti, sta quando occorre dalla parte del torto, non sempre da quella della “ragione”, parafrasando i Nomadi. Non ama i prepotenti. Il suo scopo non è sparare e “fare giustizia”!

Tex - Capanna Navajo

Tex è indiano d’adozione, ha sposato Lilith, una donna Navajo e fra i Navajo è Aquila della Notte, mentre il suo inseparabile vecchio amico Kit Carson è Capelli d’argento. Tex è una lettura da incoraggiare fra le nuove generazioni, come fonte di elementari principi morali universali, oltre ad essere un orgoglio del made in Italy da esportazione. Si tratta anche di un testo ricco di filosofia. Poche righe ricche di avventure, per tutti, avventure che dilatano la vita e fanno pensare e fantasticare.

Tex

È inoltre fonte di un linguaggio ricco, talvolta “demodé”, che può far sentire chi, fra i giovani o meno giovani, lo leggesse per la prima volta, il gusto di usare certe espressioni e vocaboli fuori moda. Parole che fanno sognare un mondo remoto e perduto, forse mai davvero esistito se non nella fantasia di certi spiriti liberi. Sostituire il “Gran putifarre!”, del vecchio amabilmente lamentoso Kit Carson, ad alcune violente e volgari imprecazioni odierne, potrebbe essere un divertimento e una conquista linguistica. Anche il dizionario delle imprecazioni infatti merita di essere vario in un linguaggio sempre più povero, omologato e monotono!

Tex - Kit Carson, ispirato all'esploratore statunitense omonimo realmente esistito

La filosofia di fondo di Tex

Senza dimenticare che si deve sempre trovare il tempo per “una bistecca alta tre dita, morbida come il burro, sotto una montagna di patatine!”, che premia sempre successi ed imprese di Tex e i suoi amici. L’impareggiabile soddisfazione di rischiare la vita per cercare sé stessi e la giustizia, senza ricevere un soldo bucato! Farlo per rispondere a una chiamata che è nel cuore di tutti gli uomini.

La filosofia del western all’italiana

Tex si inserisce inoltre nella grande tradizione dello spaghetti western, del western all’italiana di Sergio Leone, musicato da Ennio Morricone. Un western unico e rivoluzionario per gli stessi motivi che rendono Tex originale e filosofico. C’era una grande filosofia anche dietro a due grandi protagonisti degli spaghetti western, Bud Spencer e Terence Hill. Ovvero l’idea catartica di sfogare l’ira dei buoni contro le ingiustizie, dare forza a chi non ha forza per difendersi dalla sopraffazione e dai soprusi, senza che però nessuno ci lasci mai le penne (i cattivi ricevono una “bella lezione” ma alla fine si rialzano sempre in piedi e scappano).

La filosofia di Bud Spencer

L’idea di ridicolizzare i cattivi, i mostri, il male. Spesso questo genere è stato a dir poco snobbato, in Italia, eppure ci dice molto sulla differenza di prospettiva con il western classico americano. Non ci sono eroi, non vincono sempre i buoni, i cattivi non appartengono a gruppi stigmatizzati (come gli indiani o certe categorie sociali), non sono poi così cattivi o così riconoscibili, e non lo sono nemmeno i buoni che non sono sempre belli, infallibili e perfetti.

Tex - Bud Spencer e Terence Hill

Anche Bud Spencer e Terence Hill sono stati e restano un grande prodotto made in Italy da esportazione, che continua ad essere esportato e trasmesso in tutto il mondo e in particolare nei Paesi del Nord e Centro Europa. A Budapest è stata persino recentemente installata una statua a Bud Spencer. Carlo Pedersoli all’anagrafe, grande nuotatore olimpionico, spentosi nel 2016, dopo aver regalato tante risate e tanta saggezza nelle sue massime come: “Non c’è cattivo più cattivo di un buono quando diventa cattivo!”.

Tex - Bud Spencer e Terence Hill

Noi sappiamo che i veri mostri, dell’ingiustizia e della sopraffazione, possono essere sconfitti e sappiamo, speriamo, che ci saranno sempre dei Tex, Kit Carson e Bud, per sconfiggerli, prima di tutto dentro noi stessi.

Francesco Bonicelli Verrina

Autore: Francesco Bonicelli Verrina

Nato a Novi Ligure il 9/2/1991. Insegnante di Filosofia e Storia. Studioso e appassionato di storia e letterature dell’Europa centrale e orientale. Ha pubblicato poesie e narrativa: “Della Precarietà” Primo Premio Mario Soldati 2010, “L’ultima bionda”, “Teleki Pal (uno scritto semi-serio) i nazisti obesi e Dubcek”, articoli su Il Foglio, Il Pensiero Storico, Nuova Storia Contemporanea, Studi Ungheresi, Terra Humana, Ungheria News, Nuova Atlantide, Tepee e saggi storici: “Teleki Pal”, “Dubcek. Socialismo dal volto umano”, “Lo strano matrimonio fra l’Unione Sovietica e i militari argentini”, “Le problematiche dei rapporti fra Religioni e Istituzioni nel Commonwealth australiano”, “ICP and the political crisis in Poland”. Laureato in Scienze Storiche e in Scienze Internazionali a Genova, ha vissuto in Russia, Slovacchia, Australia.

Tex Willer, 70 anni e non sentirli. 70 anni di genio di autori e illustratori della Bonelli ultima modifica: 2018-10-30T09:00:21+00:00 da Francesco Bonicelli Verrina

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