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Parte lunedì 7 settembre a Verona la sperimentazione sull’uomo, del vaccino completamente italiano contro il Covid-19. Già avviata all’ospedale Spallanzani di Roma, la sperimentazione a Verona si farà all’ospedale scaligero di Borgo Roma. Interesserà al momento 70 volontari ma i numeri sembrano destinati ad aumentare. In molti, infatti, sarebbero interessati ad essere coinvolti nella sperimentazione. Questo l’annuncio di Pier Francesco Nocini, rettore dell’Università scaligera che, fin dallo scorso aprile, è stata in prima linea nella battaglia contro il Coronavirus. Lavorando su più fronti, dal vaccino alla diagnostica, dalla ricerca terapeutica ad altri ambiti scientifici.

vaccino italiano - provetta di laboratorio

Forte di questo impegno, il Centro ricerche cliniche dell’azienda ospedaliera universitaria integrata di Verona è stato chiamato a dare il suo contributo. Lavorerà sia nella definizione del protocollo di studio che nella realizzazione della fase clinica della ricerca, in collaborazione con lo Spallanzani.

Grad-CoV2, il candidato vaccino italiano

Si chiama Grad-CoV2 il candidato vaccino italiano contro SARS-CoV-2, il virus che causa Covid-19. Realizzato, prodotto e brevettato dalla società biotecnologica italiana ReiThera, il vaccino tutto italiano ha superato i test preclinici effettuati sia in vitro che in vivo su modelli animali, che hanno evidenziato una forte risposta immunitaria. Ma anche un buon profilo di sicurezza, ottenendo successivamente l’approvazione della fase 1 della sperimentazione sull’uomo da parte dell’Istituto Superiore di Sanità, dell’Agenzia Italiana del Farmaco e del Comitato Etico Nazionale per l’Emergenza Covid-19.

Il vaccino Grad-CoV2 utilizza la tecnologia del “vettore virale non-replicativo”, ovvero incapace di produrre infezione nell’uomo. Il vettore virale agisce come un minuscolo “cavallo di Troia”, che induce transitoriamente l’espressione della proteina spike (S) nelle cellule umane. Questa proteina è la “chiave” attraverso la quale il virus, legandosi ai recettori Ace2 presenti all’esterno delle cellule polmonari, riesce a penetrare ed a replicarsi all’interno dell’organismo umano. La presenza della proteina estranea innesca la risposta del sistema immunitario contro il virus.

vaccino italiano - cellula del virus

Attraverso tecniche sofisticate questo virus, assolutamente innocuo per l’uomo, è stato modificato per azzerarne la capacità di replicazione. Successivamente è stato inserito al suo interno il gene della proteina S del SARS-CoV-2, il principale bersaglio degli anticorpi prodotti dall’uomo quando il coronavirus penetra nell’organismo. Una volta iniettato nelle persone, questo virus modificato, o meglio la proteina S che trasporta, provocherà la risposta del sistema immunitario dell’organismo. Ovvero la produzione di anticorpi in grado di proteggere dal virus SARS-CoV-2. Altri vaccini basati su vettori virali ricavati dai primati sono già stati valutati in trial clinici di fase 1 e 2 per candidati vaccini di altre malattie infettive. Hanno dimostrato di essere sicuri e di generare risposte immunitarie consistenti anche con una singola dose di vaccino.

Italia in prima linea nella sperimentazione del vaccino

Se i risultati confermeranno la bontà di questa sperimentazione, il vaccino italiano potrebbe essere pronto forse per la seconda metà dell’anno prossimo. Fondamentale è il ruolo che anche l’Italia sta avendo nell’identificazione del vaccino che potrebbe essere la soluzione alla pandemia. Una dimostrazione di quanto siano importanti i centri dedicati alla ricerca clinica in fase precoce, sui quali molto hanno puntato sia la Regione Veneto che l’Università di Verona.

Vaccino italiano contro il Covid, arriva il momento decisivo! ultima modifica: 2020-09-03T14:00:00+02:00 da Cristina Campolonghi

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